Il Governo- mosaico : tornano i nani, mentre il burattino diventa……….burattinaio! di Francesco Roccaro

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Quattordici mesi.
Quattordici mesi di teatrino. Luigi Primo e Matteo Secondo (ricordate le precedenti puntate?) alla fine abdicano. Rammentiamo tutti il primo giorno di scuola (alla Camera) quando Conte fu zittito (alla faccia dei deputati, giornalisti e delle tante telecamere…) da un “no” perentorio di Di Maio alla cortese domanda “Posso dire..? ”, proprio al minuto conclusivo del suo primo discorso d’insediamento davanti a tutto il Parlamento. Una scena impietosa, unica nella storia repubblicana. Mai nessun premier era stato così maltrattato e umiliato davanti all’intera Nazione. Colpa della neofita partecipazione governativa pentastellata o di un premeditato disegno del Gigetto vice premier che volle imprimere su quel palcoscenico, il “marchio 5 stelle” sul groppone del buon professore universitario, trasformato in poche ore in “premier di facciata”? Nessuno lo saprà mai ! Forse nemmeno lo stesso Di Maio non lo ha mai saputo, come non è mai riuscito ad approfondire tante e tante cose nell’ambito dell’ormai trascorso govenno “del cambiamento”. Luigi primo ( Gigetto per gli amici) però è rimasto a galla..probabilmente perchè già fin dai primi passi di quel fatidico giorno del passaggio dello scettro del comando al popolo pentastellato, una cosa però pensavadi farla, si , quella di “creare e non generare “ ( e questo in antitesi alla mistica conversione salviniana) una marionetta, si, un vero e proprio “burattino senza fili” come direbbe un celebre cantautore italiano. E così fu. Il burattino prese forma ed incominciò a prendere ordini e comandi dai due novelli sposi che avevano giurato proprio davantial prete-presidente ( e quindi al Paese) di farsi le corna, fin dalla prima notte di nozze ( molti dicono non consumata….mah..) senza alcuna pietà. Il professore però , già abituato a deglutire rospi universitari d’ogni tipo, “fra una botta che prende ed una botta che da ( mi perdonino i miei amici dei Negrita) impara presto a sognare”. E così dopo 14 mesi di tribolazioni assurde, di riunioni e ricuciture interminabili, di medizioni diurne e notturne, il sogno diventa realtà. Una notte di fine agosto come d’incanto, il Salvinone leghista “difensore ad oltranza degli italiciconfini” decide di abbandonare l’avamposto in trincea. Di colpo, non esostono più navi corsare piene di terribili invasori stranieri e clandestini da fermare; di colpo scompaiono le grida di un popolo oppresso che lo invoca da nord a sud acclamandolo quale palatino delle riformee diuna giusta ed equa tassazione; d’improvviso spariscono interessi e sogni, comizi e promesse, certezze ed ideali…..…tutto si appanna davanti alla nebbia padana che impietosa, ritorna peggio di prima.
La Terza Repubblica si ferma ?
E’ la fine. I nemici ( e non avversari) non credono ai loro occhi , pensano come tutto ciò sia realmente possibile: “Salvini , l’illuminato da Dio e dagli Uomini ( non solo padani) molla la poltrona…molla lo stesso detto “ boia chi molla! ” ( perdonatemi l’esempio ed in gioco di parole); insomma , gli artigli leghisti mollano le carni della povera e martoriata colomba pentastellata! La scena prende così altra forma. La colomba pentastellata si poggia sull’ulivo secolare.Bastano poche ore ed Il connubbio è fatto: colomba ed ulivo…….insieme per sempre (dicunt) .Il PD , autostoppista sensattottino “evergreen” è pronto da tempo sull’ orlo dell’autostrada del progressismo ( esiste ancora?). Il pollice teso verso l’orizzonte, verso la libertà…..verso il vero riformismo ( quello che aspettiamo tutti dal 1984, per capirci….). Il pulman pentastellato passa da li a una settimana, il tempo di aggiustare quattro carte e una trentina d’incarichi……! Da via del Nazzareno a Genova in fondo, sono solo poche ore di strada…Certo con le linee dei treni veloci s’impiegherrebbe meno :“ bisognerebbe tagliare qualche albero, fare qualche traforo…..” Ma no, non parliamo di questo! Verdi, ambientalisti, libero-progressisti , malpancisti dell’ultima ora insomma,si potrebbero adirare…….” I voti ci servono, ci servono tutti, specie al Senato…” – pare abbia detto il mago Zingaretti…..( no, no, il commissario, quello simpatico di Montalbano…..no , no… l’altro…….come si chiama?….Va beh non me lo ricordo…..insomma lui…! ) Conte fa l’atto formale. Sale al colle. Il sorrisone di Mattarella dice tutto. Colloqui formali, qualche limatura, il Conte due nasce. Attenzione non è un Conte bis, eh no cari amici: è il sacrosanto Conte2. Questo governo Conte,proprio ieri presentato , realmente è una creatura aliena. Ci ricorda quegli animali mitologici disegnati con la fantasia umana che e realizzati con varie parti corporee di ogni terribile specie animale. Infatti, causa i numeri “ danzanti “ e le difficoltà in cui potrebbe imbattersi, sicuramente al Senato, il neonato Conte due ha bisogno di nuovi tasselli, si esattamente va composto con delicatezza, come un mosaico. Eh sì, cari amici lettori , perché il rischio che un buon gruppo di senatori pentastellati cambino casacca, al momento di votare la fiducia è un pericolo reale! Quindi occorre trovare urgentemente voti per assicurare al governo Conte due una maggioranza quantomeno solida , almeno al Senato. E’ comunque certo che il governo Conte 2 non potrà vivere sul denominatore comune “ M5S-Pd”. L’esperienza bicolore si è fermata con il precedente governo. Negli ambienti della “chic- politic“ si parla già di un governo “ tripartito” (approdano infatti i LEU, con tanto di presenza ministeriale). Nell’ambiente della “real-politic” i conti si fanno diversamente e, forse, i “tre partiti ” non bastano, soprattutto, come già detto più volte, al Senato. Sarà, il gruppo Autonomie del Senato a dare un sofferto alito di vita al “Conte 2 ”. Altro che asse solitario “ giallo-rosso” (a proposito i tifosi romanisti sono inviperiti….) Ora più che mai servono anche i “piccoli partiti “ i cosiddetti “ nanetti parlamentari ”, e questo, credente o meno, è il “Rosario”, che Conte dovrà recitare giornalmente, se vuole celebrare messa in Parlamento !
Dal più profondo buio politico tornano “ i nani “.
Così, dal più profondo buio dei meandri parlamentari, emerge il “mondo dei nani ” quello dei partiti piccoli, quello dei “ forzuti (per non dire altro) nanetti”. Esseri potenti, durante l’oscurantismo della Prima Repubblica (sembra il Signore degli Anelli.), stabilivano se un governo doveva “ essere o non essere” (alla faccia del buon William). Ero ragazzo io stesso, quando tra liberali, repubblicani e socialdemocratici si accendevano risse furibonde a volte per un semplice sottosegretario (semplice si fa per dire…)o per una commissione. Queste risse tremende però erano senza sosta, paurose, e lasciavano spesso vittime . I partiti nanetti erano capacissimi di far saltare i potenti governi giganti a guida democristiana. Anche il grande e potente (all’epoca) Partito Comunista Italiano doveva sottostare ai “no” dei nanetti! Anni dopo l’oscurantismo, durante l’avvento della Seconda Repubblica “ i nanetti” hanno dato splendida certezza della loro potente forza collante (o destruente). In realtà i piatti indigesti dei “ piccoli partiti idealisti e malpancisti” erano una specialità tipica del peggior ristorante del centrosinistra, ma bisogna dire che anche il centrodestra aveva nel menù piatti degni della stella Michelin! L’Ulivo d’occhettianamemoria, di cui prima parlavamo, fu proprio il nido ideale per una miriade di piccoli partiti sempre pronti “ a svolazzare”. Al suo interno c’era di tutto: socialisti, poi diventati laburisti (non anglosassoni), poi ritornati ancora socialisti (non sovietici); Rinnovisti italiani (autoctoni); Repubblicani di Prima repubblica convertiti in militanti da Seconda (ma già pronti per la Terza); mentre sia il PPI sia il PRC aveva sigle di antiche memorie ma con dignità politica edambizioni da confederazione americana (del nord però…..). Tutto questo macello politico giornalmente (ahimè ricordo…) metteva a rischio la tenuta di ogni governo e dei suoi malcapitati leader, Romano Prodi fu una vittima predestinata. L’Unione – che spaziava dal Prc di Bertinotti all’Udeur di Mastella – ne fu la naturale evoluzione (aggiungerei peggiore….): il governo Prodi 2 si frantumò proprio per la molteplicità delle teste (di….) sedute al tavolo governativo. Anche nel centro destra le cose non andarono meglio: Berlusconi fu stretto nella morsa, tra Udc di Casini e Follini da un lato, Gianfranco Fini (non più pervenuto….) e tutte quelle piccole formazioni di destra o di centro, gli ex socialisti, gli ex liberali e gli ex missini ( che si mimetizzano in ogni formazione politica con veste a sprazzi di “ pseudo-destra nostalgica ”). Con l’avvento della Terza Repubblica, tutti i grandi teorici della politica e i politicanti d’ogni specie, giurarono all’unanimità di cambiare il quadro politico, innestando una specie di “ necessaria semplificazione parlamentare”. Se ne discusse per mesi dappertutto: da destra a sinistra, poi d’improvviso , avvenne il partum: arrivò il Rosatellum (ricordo per i più distratti, …quella legge elettorale che prevede un proporzionale con sbarramento e una quota di maggioritario).Mai errore più maldestro potrà probabilmente essere commesso (anche se non c’è limite al peggio….). Da questo “Vaso di Pandora” ora più che mai emergono spettri di ex partiti(ni) o addirittura nascono “i nuovi nani “ (che nel torbido politico sono sempre presenti) e, in occasione di ogni crisi di governo complicata ( come questa ), fanno sentire la loro voce ed i loro piccoli ma taglientissimi artigli. In politica bisogna imparare, quando serve, a tenere basso il capo sopra il tavolo del comando, ma sempre pronti, sotto il tavolo, a piazzare gli artigli anche sul più piccolo pezzo di carne lasciato scoperto. In Parlamento contano i voti, anche due, anche uno……Nel posto sacro della politica italica, anche l’anima che si vende, pesa….più del cuore e più di ogni ideale.

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