
Ragusa, 27 Gennaio 2026 – Si conclude con un verdetto che ribalta le aspettative della Procura il processo su una serie di rapine che, tra il 2012 e il 2013, avevano seminato il panico tra Ragusa, Vittoria e Comiso.
Nonostante le pesanti richieste di condanna avanzate dall’accusa, il GUP del Tribunale di Ragusa, Ivano Infarinato, ha emesso una sentenza che vede quasi tutti gli imputati uscire indenni dal procedimento, eccezion fatta per il collaboratore di giustizia.
Il fulcro della decisione ruota attorno alla figura di Rosario Avila, il collaboratore di giustizia che, con le sue dichiarazioni, si era autoaccusato di diversi colpi ai danni di una rivendita di tabacchi, un distributore di carburante e un negozio “compro oro”.
Per lui, il giudice ha disposto una condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione e una multa di 800 euro, applicando i benefici previsti per il rito abbreviato e la collaborazione.
Il dato più clamoroso riguarda la rapina del 6 aprile 2012 alla filiale 3 della Banca Agricola Popolare di Ragusa (Bapr). Quel colpo, particolarmente redditizio, aveva fruttato un bottino di circa 200.000 euro. Per questo episodio specifico i tre imputati coinvolti sono stati assolti o prosciolti.
Le richieste della Procura (che oscillavano tra i 3 e i 5 anni di carcere) non hanno trovato riscontro nel giudizio del GUP.
Il processo era caratterizzato da una complessa divisione dei riti e da tempi burocratici dilatati (l’udienza preliminare era iniziata solo nel 2021 per fatti avvenuti quasi dieci anni prima):





