
POZZALLO, 12 Settembre 2026 – La scomparsa del diciassettenne pozzallese Giorgio Ruta si tinge di polemiche e tensioni familiari. Al centro del caso, la raccolta fondi avviata dagli amici del giovane e la presa di distanza del padre, Ignazio Ruta, che aveva chiarito di non averla né richiesta né autorizzata.
La risposta di Manuel Roccasalvo, amico di Giorgio, non si è fatta attendere. Nel difendere la buona fede della colletta, nata per sostenere la famiglia in difficoltà, Roccasalvo respinge ogni accusa di truffa, tirando in ballo presunti attriti passati tra il ragazzo e il genitore.
A stretto giro è arrivata la ferma replica di Ignazio Ruta, che ha voluto precisare la sua posizione: «Non ho mai definito la raccolta una truffa o un’iniziativa illecita; la mia presa di distanza serviva solo a evitare che venisse attribuita a me o alla mia famiglia, non essendo stata preventivamente informata».
Il padre ha poi condannato aspramente le intrusioni pubbliche sulla propria vita privata: «Il dolore per la perdita di un figlio non può diventare occasione per processi pubblici o giudizi personali. Nessuno conosce la complessità della nostra storia». Concludendo l’intervento, Ignazio Ruta ha chiesto rispetto per la memoria del figlio e invocato il silenzio, riservandosi di tutelare la propria reputazione nelle sedi competenti in caso di ulteriori illazioni.


