
Egregio Signor Sindaco di Ispica,
con la presente lettera intendiamo sottoporre alla Sua attenzione e a quella della Giunta una sentita preoccupazione che riguarda i lavori di abbattimento di alberatura adulta recentemente realizzati relativi alle aree pubbliche presso la scuola S. Giuseppe, in C.so Umberto e in via Ragusa con l’obiettivo, ahimè, di “Rigenerazione urbana e verde pubblico” finanziati dalla Regione per la cifra di € 50.000. Le motivazioni legate alla pericolosità degli alberi e la “tossicità” della specie dei pini non ci sembrano sostanziati da analisi e indagini.
Il progetto prevede l’abbattimento di diversi alberi adulti e storici, con l’intenzione di sostituirli successivamente con nuove piantumazioni. Desideriamo invitarLa formalmente a cambiare prospettiva su questo intervento: i grandi alberi non devono essere considerati come meri
ostacoli mobili da rimuovere e rimpiazzare, bensì come infrastrutture verdi insostituibili per la salute pubblica e il microclima locale.
La letteratura scientifica e le recenti linee guida europee dimostrano che i giovani alberi impiegano decenni prima di raggiungere la capacità di assorbimento della CO2, di abbattimento delle polveri sottili e di mitigazione delle isole di calore garantita da un singolo albero adulto e sano, infatti gli alberi adulti garantiscono:
• il Massimo assorbimento infatti un albero adulto assorbe molta più CO2 di centinaia
di piantine giovani che al taglio Il carbonio immagazzinato nel legno viene rilasciato
nell’atmosfera come CO2.
• Filtri naturali: Catturano enormi quantità di polveri sottili (PM10 e PM2.5) migliorando
l’aria.
• Biodiversità: Ospitano migliaia di specie tra insetti, uccelli, funghi e mammiferi nei
loro tronchi e chiome e perdono la loro casa estinguendosi localmente.
• Controllo idrico: Le radici profonde trattengono il terreno, prevenendo frane e
alluvioni, inoltre, senza l’ombra della chioma, l’acqua nel terreno evapora rapidamente,
isterilendolo.
• Climatizzazione: Rinfrescano l’ambiente circostante fino a 2-8 °C grazie
all’evapotraspirazione aumentando le Isole di calore nell’area urbana che private di
grandi alberi diventano bollenti in estate.
Sono state effettuate, prima di pervenire alla soluzione radicale, le necessarie perizie strumentali (tomografie o prove di trazione) per verificare la reale stabilità e insalubrità?:
Quali il metodo visivo quali la VTA (Visual Tree Assessment) e/o i metodi strumentali, quali la Tomografia Sonica (Tomografo ad impulsi), la Dendrodensimetria (Resistograph) e la Prova di trazione controllata (Pulling Test / Elastometro).
Per salvare un albero problematico in città senza abbatterlo, esistono diverse soluzioni tecniche e agronomiche mirate a risolvere i problemi di sicurezza o convivenza con le infrastrutture.
Soluzioni per danni a marciapiedi e asfalto (Radici affioranti)
• Paving galleggiante: Sollevare il livello del marciapiedi creando una rampa leggera
sopra le radici.
• Gabbie e barriere anti-radice: Installare schermi sotterranei verticali per deviare la
crescita delle radici verso il basso.
• Asfalto drenante o gomma: Sostituire il cemento con materiali flessibili che
assecondano i movimenti radicali senza spaccarsi.
• Scavo con lancia ad aria: Rimuovere la terra con aria compressa per posare i
sottoservizi (tubi, cavi) sotto le radici senza reciderle.
Esistono diverse soluzioni per problemi di stabilità e sicurezza (Rami pericolosi)
• Potatura di rimonda: Eliminare selettivamente solo il seccame e i rami deboli per
alleggerire la chioma.
• Consolidamento (Cabling): Legare i rami principali con corde dinamiche in materiale
sintetico per evitarne la caduta in caso di vento.
• Ancoraggio a terra: Posizionare tiranti d’acciaio al suolo per sostenere alberi inclinati
ma biologicamente sani.
Soluzioni per interferenze con edifici e luce
• Potatura di ritorno: Accorciare i rami fino a una ramificazione laterale per ridurne la
lunghezza senza danneggiare la salute della pianta.
• Trattamenti fitosanitari: Curare tempestivamente funghi e parassiti che
indeboliscono la struttura, rendendo l’albero di nuovo sicuro.
Un insieme di pini marittimi o domestici (Pinus pinea) di circa 50 anni situato in un’area scolastica rappresenta un patrimonio monumentale, ecologico ed economico straordinario.
A questa età, i pini hanno raggiunto la piena maturità biologica e la loro tipica ed evocativa chioma a ombrello.
Il valore monetario di un gruppo di alberi del genere si calcola tramite il “Metodo Svizzero Modificato”, il sistema ufficiale utilizzato dagli agronomi e dai regolamenti del verde dei Comuni italiani per stimare il valore ornamentale e ambientale (il prezzo del danno o della perdita della pianta).
A grandi linee, un singolo pino di 50 anni sano e in quella posizione ha un valore stimato tra i 8.000 € e i 15.000 €. Di conseguenza, un insieme (ipotizziamo un piccolo filare o gruppo di 5-10 pini) ha un valore patrimoniale complessivo che oscilla facilmente tra i 40.000 € e gli oltre 100.000
€.
A fronte di un finanziamento della Regione, la cui cifra è di € 50.000 per la “Rigenerazione urbana e verde pubblico” abbiamo perso un patrimonio naturale e culturale di maggiore valore, non calcolando il malessere dettato dalla minore qualità della vita, da qui alla crescita delle nuove
alberature.
Siamo consapevoli che l’opera in questione ha già superato le fasi di approvazione tecnica ma per quello che rimane chiediamo una riflessione con una nuova visione e prospettiva. Il codice dei contratti pubblici e la normativa urbanistica consentono l’adozione di varianti in corso d’opera per motivi di pubblico interesse, per il rispetto del rinnovato articolo 9 della Costituzione (tutela dell’ambiente e della biodiversità) e per l’adeguamento a motivate esigenze di sostenibilità.
Chiediamo pertanto all’Amministrazione:
1. Una temporanea sospensione delle operazioni di taglio limitatamente agli esemplari arborei maturi.
2. L’apertura di un tavolo tecnico per valutare soluzioni ingegneristiche alternative (es. deviazione dei percorsi pedonali, impiego di pavimentazioni drenanti e flessibili, sotto-servizi protetti).
3. L’approvazione di una variante al progetto esecutivo che integri gli alberi esistenti nel nuovo disegno urbano, tutelandone l’apparato radicale.
La salvaguardia del territorio si misura sulla capacità di far coesistere lo sviluppo moderno con la memoria ecologica della città. Certi che accoglierà questo invito per un confronto costruttivo volto a migliorare il progetto per il bene dell’intera comunità, restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro.
Distinti saluti,
Il Direttivo del Circolo Legambiente Sikelion



1 commento su “Lettera Aperta al sindaco di Ispica per la salvaguardia del patrimonio arboreo adulto. Riceviamo”
Esiste ancora “Legambiente” ? se così la inviterei ad occuparsi di Modica della Gestione dei Rifiuti, dell’Inquinamento Acustico e di quant’altro riguarda l’Ambiente. Mi piacerebbe che fosse piu’ presente!