Tavolo tecnico o scatola vuota? Il Comitato per il Centro Storico di Modica difende la propria scelta e chiede chiarezza

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MODICA, 31 Agosto 2026 – L’uscita dal tavolo tecnico da parte del Comitato per il Centro Storico, in seguito alle dichiarazioni della sindaca che rivendicava l’esclusiva competenza dell’Amministrazione su temi cruciali come il Piano Urbanistico Generale e le strisce blu, finisce paradossalmente per confermare la bontà e la fondatezza della decisione assunta dal Comitato stesso. “La questione non è mai stata quella di volersi sostituire a chi governa la città, quanto piuttosto quella di ottenere chiarezza e conoscere l’orientamento politico su questioni che incidono in modo diretto e profondo sul tessuto urbano e sulla vita quotidiana dei residenti”.

Il nodo centrale dei parcheggi a pagamento, emerso con forza attraverso la consultazione promossa dal Comitato e dalle numerose segnalazioni cittadine, si inserisce in un quadro già reso complesso dalle criticità legate al contratto con la società di gestione e dall’attività del Direttore dell’Esecuzione del Contratto. “Su questo fronte – spiega il Comitato – la richiesta di trasparenza non era un’iniziativa isolata: anche Assoutenti Provincia di Ragusa aveva formalmente chiesto chiarimenti all’interno dello stesso tavolo in merito alla disciplina delle strisce blu, alla proporzione tra stalli gratuiti e a pagamento, alla loro distribuzione sul territorio e alla conformità normativa. Analogamente, la richiesta di fare luce sullo stato di avanzamento del Piano Urbanistico Generale era stata sollevata dalla rappresentante dell’Ordine degli Architetti, entrando a pieno titolo nei lavori collegiali”.

“A stupire” è, inoltre, la tesi secondo cui il Comitato non avrebbe avanzato proposte concretamente realizzabili. “Una simile affermazione ignora la piena consapevolezza, più volte dimostrata, della difficile situazione finanziaria del Comune e dello stato di dissesto. Proprio partendo da questo presupposto di realtà, le proposte avanzate sono state formulate tenendo conto dei vincoli di bilancio, puntando su interventi a costo zero o a contenuto impatto economico per le casse comunali che richiedevano, prima di ogni altra risorsa, organizzazione, coordinamento e una chiara volontà politica.

Tra queste figurano la messa a bando di immobili comunali inutilizzati secondo criteri coerenti con le esigenze del centro storico, il miglioramento della comunicazione sugli eventi programmati, la concreta attuazione delle misure sul decoro già approvate e il rafforzamento dei controlli sulla sicurezza attraverso la richiesta di ausilio alle forze dell’ordine. Si tratta di misure che non presuppongono nuovi e significativi stanziamenti di spesa, ma decisioni amministrative precise”.

Il punto politico e metodologico rimane, dunque, lineare: un tavolo consultivo può avanzare proposte e collaborare efficacemente solo se è messo nelle condizioni di conoscere dati, indirizzi e decisioni di chi amministra. In assenza di questo scambio, cittadini, associazioni, categorie produttive e ordini professionali si trovano a operare nel vuoto, privi dell’interlocuzione indispensabile per qualsiasi confronto reale. “Se il PUG, la gestione dei parcheggi e le altre scelte strategiche rientrano giustamente nella sfera di competenza dell’Amministrazione, era proprio la voce dell’Amministrazione che quel tavolo aveva la necessità di ascoltare, trasformando il confronto in un momento di effettiva condivisione e non in una mera formalità priva di risposte”.

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3 commenti su “Tavolo tecnico o scatola vuota? Il Comitato per il Centro Storico di Modica difende la propria scelta e chiede chiarezza”

  1. Carmelo Spadaro

    Qualsiasi intervento sulla “desertificazione “ del centro storico di Modica deve contenere proposte pratiche e non sempici critiche perchè il problema è chiaro e sotto gli occhi di tutta la cittadinanza.
    Innanzitutto, le proposte devono tenere conto di tre fattori essenziali:
    1. la vocazione antropologica dei luoghi;
    2. chi dovrebbe ritornare ad abitare il centro storico;
    3. per quale motivo dovrebbe ritornarvi.

    Occorre che questi fattori siano sostenuti da una visione politico-culturale di fondo e di lungo respiro temporale perchè la soluzione non è a portata di mano stanti la peculiarità del nostro centro storico e la generalità del problema per tutti i centri storici (o quasi) di Italia. La visione politica di fondo deve, oggi più che mai, essere sorretta da un vero e proprio patto politico amministrativo tra tutti i cittadini modicani, sia del centro che delle periferie, perchè anche qualora l’amministrazione con la bacchetta magica proponesse le soluzioni risolutive, se il cittadino modicano non decide di riabitare il centro storico, quest’ultimo non si ripopolerà mai.
    E’ opportuno, inoltre, dare atto all’attuale Sindaca e all’amministrazione tutta dell’impegno profuso e dei risultati ottenuti, e ciò sempre in ottica propositiva.

    In base al primo dei tre punti, la vocazione antropologica dei luoghi obbliga a tenere conto della tipolgia degli obbiettivi da fissare a medio e a lungo termine. Ravviso e propongo la necessità che i cittadini modicani tutti, sorretti e accompagnati da una visione politica di fondo, raggiungano e stipulino quello che potrebbe essere definito un “PATTO SULLA QUALITA’”: i preziosi valori immateriali delle attività del territorio esigono una vetrina espositiva degna del valore medesimo.
    Ad esempio le imprese artigiane, contadine, agrituristiche, agroalimentari etc… potrebbero individuare nel centro storico il luogo espositivo per eccellenza dei loro prodotti.
    Cercando di rispondere alla domanda di chi “dovrebbe o vorrebbe” ripopolare il centro storico certamente occore dire che questi non devono essere solo i turisti, in quanto essi per definizione sono i fruitori del prodotto; a meno che non ci si rassegni a svendere, piano piano, il patrimonio immobiliare di Modica Centro (in questo caso il problema sarebbe alla base).
    Quindi, in base al secondo quesito, per forza di cose dovranno essere i cittadini modicani a decidere di ripopolare il centro storico.

    Per il terzo e ultimo quesito, il ripopolamento, la risposta è consequenziale; il corso Umberto e le sue due diramazioni sono state, di fatto, le vetrine espositive di prodotti di altissima qualità, basti pensare (breve excursus temporale) alla Ditta Alfano abbigliamento, alla ditta Azzarelli abbigliamento, al Bar “La Latteria” (chiusa con il cartello “affittasi”) al Bar Sicilia, ai negozi di ottica e tanti altri che dimostrano come la parte bassa della città è stata, per vocazione ambientale, la vetrina ufficiale della città. Non si può sottrarre a tale impegno la parte alta del centro storico con il suo patrimonio architettonico e artistico che sommato alla parte bassa della città moltiplicherebbe all’infinito la prospettiva politica.
    Su questi punti è doveroso che ciascuna componente politica/sociale intervenga con le proprie competenze; è opportuno che La Sindaca e l’amministrazione facciano propria l’idea politica prima e amministrativa dopo di un patto sulla qualità dei prodotti locali da collocare nella parte bassa della città così come ad esempio le pregiate gioiellerie fiorentine sono allocate sul ponte vecchio (metafora esemplificativa). E’ altresì doveroso che le periferie di Modica assumano l’urgenza di questo dibattito nella prospettiva che il turista, arrivando a Modica, possa avere la consapevolezza che il centro storico, parte bassa e alta, sia il luogo dove si trovano esposti i prodotti/”gioielli” delle imprese modicane.
    In definitiva le competenze gestionali sia legislative che amministrative spettano alla Sindaca e all’amministrazione, che potranno fare da stimolo nei confronti di quanti auspicano che il panorama visibile dal Pizzo o da altri belvedere di Modica non sia costituito da un ammasso chiuso e spopolato oramai di pietre e non di case abitate.
    Carmelo Spadaro

  2. L’impossibilità a parcheggiare nel centro storico, la mancanza di parcheggi ridotti drasticamente è la causa determinante. L’eliminazione del parcheggio alla madonna delle grazie che era utilizzato da tanti residenti, la non apertura del parcheggio di viale medaglie d’oro, la totale disattenzione nel parcheggio per i residenti è la prima causa.
    Poi passiamo ai visitatori, che non hanno parcheggi tampone.
    Mi spiegate a chi è servita la piazza della Madonna delle Grazie? E ora a chi serve la nuova struttura che non si capisce bene a chi serve, dove c’era il mercato?
    Solo a progettisti ed imprese per guadagnare.
    Si sono mangiati Modica

  3. @Marco, non lo dica… Ci sono stati commentatori che ci raccontavano meraviglie sulla nuova piazza della Madonna delle Grazie: erano entusiasti, entusiasti davvero, e ci descrivevano un futuro quasi paradisiaco. Noi, nel frattempo, cercavamo mestamente di evidenziare l’assurdità di ciò che stavano realizzando.
    Oggi abbiamo una piazza praticamente “disabitata”, con grandi aiuole invase dalle sterpaglie, frequentatori del Santuario drasticamente diminuiti, parcheggi praticamente azzerati e, soprattutto, nessun beneficio concreto per la zona. Utilità: prossima allo zero.
    Questo è Modica, Marco.
    Lo dica a Drugo, che all’epoca era esaltato e arrivava persino a prendersela con gli anziani, quasi fossero loro il problema perché non avrebbero più avuto la possibilità di raggiungere comodamente la chiesa. Lo dica anche alle persone semplici che abitavano in quella zona e che oggi si chiedono dove potranno parcheggiare la propria utilitaria.
    E intanto ci sono sempre gli stessi “ideologi del cavolo” che vorrebbero trasformare Modica Bassa in un’unica gigantesca isola pedonale. Poi, per spostarci da una parte all’altra della città, immagino che dovremo finalmente inaugurare la metropolitana. 😂
    C’è qualcosa che non quadra a Modica. Stiamo arrivando al punto di non ritorno… o forse, a giudicare da quello che vediamo, ci siamo già arrivati.
    E, diciamolo con franchezza: l’ultima amministrazione è stata pietosa, dopo che le due precedenti avevano già fatto di tutto per rendere difficile stabilire quale fosse peggiore.

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