
POZZALLO, 31 Agosto 2026 – È terminata nel migliore dei modi l’apprensione che nelle ultime settimane aveva tenuto con il fiato sospeso le province di Siracusa e Ragusa. Dominik, il giovane la cui scomparsa aveva mobilitato familiari, forze dell’ordine e cittadini, è stato ritrovato a Pozzallo. La conferma ufficiale arriva direttamente dalla madre, Teresa Wlodarczyk, che ha voluto condividere la notizia per ringraziare quanti non hanno mai smesso di cercare e sperare. Attualmente il giovane si trova al sicuro, affidato alle cure dell’Arma dei Carabinieri.
La svolta nelle ricerche è arrivata grazie a una fitta rete di solidarietà e alla prontezza di spirito di alcuni cittadini. Determinante è stato l’intervento della signora Maria Azzarelli, che ha riconosciuto il ragazzo e ha immediatamente allertato il 112, consentendo ai militari di intervenire con tempestività e di condurlo in caserma in sicurezza. Un atto di grande attenzione civica che ha scongiurato ulteriori pericoli.
Parole di profonda gratitudine sono state espresse dalla madre anche nei confronti di Angelo Pirosa — che già lo scorso 11 agosto aveva segnalato un avvistamento a Rosolini, amplificando la notizia sui social network e persino in Germania — e di Francesca Baglieri, Maria Anna Ziemniak e Rosy Sangermano, protagoniste di un impegno attivo e costante in prima persona per favorire le ricerche.
La vicenda aveva avuto inizio con la denuncia della madre, preoccupata per le condizioni psicologiche del figlio. Dominik si muoveva a piedi tra il siracusano e il ragusano, verosimilmente in stato confusionale, come testimoniato dai diversi avvistamenti registrati a Rosolini, Modica e Sampieri. L’ultima traccia risaliva al 26 agosto, quando il giovane era stato notato all’interno di un bar di Sampieri mentre chiedeva una sigaretta, parlando da solo e mostrando evidenti segni di disorientamento.
L’appello lanciato nei giorni scorsi dalla famiglia, che invitava chiunque lo avesse incontrato a trattarlo con calma e a chiamare subito i soccorsi, ha attivato una catena umana straordinaria. La mobilitazione collettiva e la sinergia con le istituzioni hanno permesso di scrivere il lieto fine più atteso.
«Abbiamo riportato un figlio a casa», ha dichiarato con commozione la madre, racchiudendo nel ringraziamento a chi ha scelto di non voltarsi dall’altra parte il valore di una comunità che ha saputo stringersi attorno al dolore di una famiglia.


