
Ragusa, 29 agosto 2026 – Ragusa ha vissuto una giornata che resterà impressa nella memoria collettiva: la seconda processione in onore di San Giovanni Battista ha attraversato la città con la forza di un rito che continua a essere il cuore pulsante dell’identità ragusana. Una celebrazione che ha unito spiritualità, tradizione e partecipazione popolare, trasformando la vigilia del Patrono in un grande abbraccio comunitario.
Fin dal mattino, nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù, il simulacro del Santo è stato esposto alla preghiera personale dei fedeli, creando un clima di raccoglimento che ha anticipato le celebrazioni eucaristiche della giornata. Nel pomeriggio, le messe sono state presiedute dal canonico sacerdote Giuseppe Burrafato alle 17, al Sacro Cuore, e dal canonico sacerdote Giuseppe Ramondazzo alle 18 nella chiesa Beato Clemente Marchisio, dove era custodita l’Arca Santa.
Poco dopo le 18, il momento più atteso: il simulacro di San Giovanni Battista ha lasciato il Sacro Cuore, con effetti speciali, per dare avvio alla processione, accompagnato dal corpo bandistico “San Giorgio”. Il corteo ha attraversato le vie principali della città, accolto da una folla numerosa e devota, senza dimenticare il passaggio al comando provinciale dei vigili del fuoco, lungo il viale dei Platani. La sosta alla chiesa Beato Clemente ha segnato uno dei passaggi più suggestivi: da qui è uscita l’Arca Santa, simbolo antico e amatissimo della tradizione giovannea.
Il percorso è poi proseguito verso la cattedrale, dove nel frattempo si era tenuta la celebrazione eucaristica presieduta dal canonico sacerdote Giuseppe Cabibbo. Subito dopo, la processione è giunta in piazza San Giovanni, accolta da uno spettacolo pirotecnico che ha illuminato il cielo di Ragusa, regalando un momento di festa condivisa e di forte impatto emotivo.
La serata è proseguita con i Primi Vespri della solennità del martirio di San Giovanni Battista, presieduti dal vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa, alla presenza del capitolo, del clero, dei religiosi e dei fedeli. La liturgia, curata dai seminaristi della diocesi e animata dalla corale della Cattedrale diretta dal maestro Giovanni Giaquinta, con Giorgio Occhipinti all’organo, ha rappresentato uno dei momenti spiritualmente più intensi della vigilia.
A chiudere la giornata, in piazza San Giovanni, un palcoscenico caratterizzato cda musica e festa con il concerto di Povia che ha unito spiritualità e intrattenimento in un’unica cornice di emozioni, confermando la capacità della festa giovannea di parlare a tutte le generazioni.
La vigilia di San Giovanni si conferma così un appuntamento imprescindibile per Ragusa: un rito che attraversa i secoli, capace di rinnovare ogni anno il legame profondo tra la città e il suo Patrono, custodendo memoria, identità e appartenenza.


