
COMISO, 26 Agosto 2026 – L’estate 2026 ha riacceso con forza il dibattito sul futuro dello scalo ibleo. Le gravi criticità registrate all’aeroporto di Catania a causa dell’attività eruttiva dell’Etna hanno costretto la Sicilia a fare i conti con la fragilità del proprio sistema aeroportuale, evidenziando il ruolo cruciale ma ancora marginale assunto dallo scalo di Comiso durante l’emergenza.
Appena rientrata l’emergenza legata al vulcano, tuttavia, il “Pio La Torre” è tornato a fare i conti con l’oblio istituzionale, una dinamica che ha spinto il movimento politico Futuro Nazionale a scendere apertamente in campo. Il partito fondato dal Generale Roberto Vannacci, per voce del referente provinciale a Ragusa, l’avvocato Michele Savarese e il suo vice, Roberto Grassi, chiedono con forza un cambio di passo netto: l’aeroporto di Comiso deve essere ampliato e valorizzato non come semplice valvola di sfogo o ruota di scorta dello scalo etneo, ma nella sua totale autonomia strategica.
Nel sollevare la questione, Savarese non usa mezzi termini per puntare il dito contro la classe politica locale e regionale: “L’aeroporto di Comiso è un’opportunità per tutta la Sicilia orientale ma anche una questione di interesse nazionale, in considerazione del fatto che non si può impedire all’Etna di chiudere l’aeroporto di Catania”, dichiara il referente, addebitando la responsabilità della mancata crescita infrastrutturale a chi ha occupato ruoli di governo negli ultimi vent’anni senza produrre risultati concreti. Per Futuro Nazionale il fallimento gestionale è talmente evidente da invocare un passo indietro definitivo da parte della vecchia politica in vista delle prossime scadenze elettorali.
Forte della propria linea programmatica favorevole all’ammodernamento e alla creazione di nuove infrastrutture nell’isola, il movimento si dice pronto a battersi in tutte le sedi istituzionali per rendere lo scalo ibleo efficiente, moderno e all’altezza delle reali esigenze economiche e turistiche del territorio.


