Un furto che colpisce il cuore della comunità: colpo al Circolo Fotografico ASA25 a Vittoria

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VITTORIA, 24 Agosto 2026 – La cultura ferita nel centro storico di Vittoria. Nelle scorse ore, la sede del Circolo Fotografico ASA25 è stata presa di mira da ignoti che hanno forzato e sfondato la porta d’ingresso, trafugando attrezzature tecniche fondamentali per le attività dell’associazione. Un episodio che va ben oltre il semplice danno materiale, configurandosi come un vero e proprio affondo contro un presidio di aggregazione e crescita sociale dell’intera area iblea.

Secondo quanto ricostruito dal direttivo, i malviventi si sono impossessati di strumenti preziosi utilizzati quotidianamente per laboratori, mostre, maratone fotografiche e incontri con gli autori. Sebbene il valore economico esatto sia ancora in fase di quantificazione, il contraccolpo viene definito “pesante”: si tratta infatti di beni acquistati nel corso degli anni grazie ai sacrifici e ai contributi volontari degli iscritti.

La gravità del gesto risuona con particolare amarezza se si pensa che la nuova sede era stata inaugurata appena pochi mesi fa. Un traguardo simbolico per un sodalizio attivo da oltre quindici anni, capace di estendere la propria rete di appassionati non solo a Vittoria, ma anche a Comiso, Ragusa, Modica, Chiaramonte Gulfi, Mazzarrone, Marina di Ragusa e persino oltre i confini regionali, con soci provenienti dalla Grecia.

«Rubare a un’associazione no‑profit significa rubare a tutta la città e a chi crede nella cultura come punto di incontro», denunciano con forza i membri del direttivo. Le attrezzature rubate — tra cui macchinari per la camera oscura e materiali didattici impiegati anche in iniziative benefiche — rappresentavano il motore di un lavoro collettivo basato sulla condivisione e sulla promozione della fotografia come linguaggio sociale.

Nonostante lo shock e la rabbia, la risposta del circolo non si è fatta attendere. Già nella giornata di ieri, soci e dirigenti si sono rimboccati le maniche per riparare i danni alla struttura e riordinare i locali. Una reazione immediata che racchiude la ferma volontà di non arrendersi: «Il danno è grave, ma non ci piegherà. Ripartiremo, come abbiamo sempre fatto».

Il furto, attualmente al vaglio delle forze dell’ordine, riaccende inevitabilmente i riflettori sulla vulnerabilità e sulla necessità di tutelare gli spazi culturali diffusi, realtà che operano senza fini di lucro e che sopravvivono unicamente grazie alla passione e alla dedizione dei volontari.

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