
RAGUSA, 15 Agosto 2026 – Anni di violenze, minacce e richieste continue di denaro da parte del figlio nei confronti dell’anziano padre vedovo sono culminati in un provvedimento di arresti domiciliari, confermato dai giudici. La vicenda si è sviluppata a Pozzallo, dove la convivenza con la paura era ormai diventata una costante per la vittima.
Il protagonista della vicenda è un uomo di 34 anni, attualmente in trattamento presso il Sert per problemi di dipendenza da sostanze stupefacenti. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il giovane avrebbe per lungo tempo vessato il genitore, che vive da solo, sottoponendolo a intimidazioni e percosse finalizzate a ottenere somme di denaro da destinare presumibilmente all’acquisto di stupefacenti.
La situazione di profondo disagio e terrore aveva inizialmente spinto l’anziano a denunciare il figlio alle forze dell’ordine. Tuttavia, schiacciato dal peso emotivo della situazione e forse dal timore di ulteriori ritorsioni, l’uomo aveva in seguito scelto di ritirare la querela. Nonostante la remissione della querela, le indagini condotte dagli inquirenti sono andate avanti d’ufficio, portando all’emissione della misura cautelare degli arresti domiciliari a causa della gravità della condotta e del pericolo di reiterazione del reato.
La misura restrittiva è stata inizialmente confermata dal magistrato del Tribunale di Ragusa, il quale ha rigettato l’istanza presentata dal difensore del trentaquattrenne, che puntava a ottenere una misura cautelare meno gravosa per il proprio assistito. Di fronte al rigetto, la difesa ha deciso di presentare un nuovo ricorso, rivolgendosi questa volta al Tribunale del Riesame di Catania per chiedere la revoca o l’attenuazione della misura restrittiva.


