Aggressione a Santa Croce: nessuna “spada”, fu una lite per uno sguardo di troppo. Denunciato un 35enne

I Carabinieri ricostruiscono l'episodio del 7 maggio: si è trattato di un alterco tra due connazionali. L'arma era un tubo di gomma rudimentale. La vittima guarirà in 15 giorni
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SANTA CROCE CAMERINA, 14 Maggio 2026 – Niente spade, niente agguato premeditato da “reparti speciali”. I Carabinieri della Stazione di Santa Croce Camerina hanno fatto luce sul violento episodio avvenuto lo scorso 7 maggio all’incrocio tra via Roma e via Duca d’Aosta, restituendo una dimensione meno “cinematografica” ma comunque grave ai fatti che avevano allarmato la cittadinanza.

Secondo le indagini dei militari, la scintilla sarebbe scoppiata per “futili motivi”, verosimilmente uno scambio di sguardi sgraditi tra due cittadini tunisini di 35 anni. Quello che era iniziato come un alterco verbale è degenerato in un’aggressione fisica.

L’arma che era stata descritta nelle indiscrezioni come una “frusta” o una “spada” si è rivelata essere, all’esito dei rilievi, una frusta rudimentale: un tubo flessibile di gomma fissato a un manico di legno con del fil di ferro. L’aggressore, R.D., 35enne incensurato e regolare sul territorio, ha colpito più volte il connazionale (un pregiudicato) causandogli graffi ed escoriazioni giudicate guaribili dai medici in 15 giorni.

L’episodio è stato ripreso nitidamente dalle telecamere di videosorveglianza sia pubbliche che private della zona. Le immagini non hanno lasciato dubbi sulla dinamica e sull’identità del responsabile.

I Carabinieri, attivati dalla querela sporta dal legale della vittima, hanno effettuato una perquisizione domiciliare a colpo sicuro, rinvenendo e sequestrando l’oggetto utilizzato per l’aggressione. Per R.D. è scattato il deferimento in stato di libertà alla Procura di Ragusa con le accuse di lesioni personali, porto di oggetti atti ad offendere.

I dati oggettivi forniti dall’Arma ridimensionano parzialmente i toni della mozione presentata dai consiglieri Mandarà e Riva, che avevano parlato di “spade” e “agguato brutale”. Sebbene la violenza rimanga un fatto inaccettabile avvenuto in pieno centro, l’esito delle indagini suggerisce un episodio di micro-conflittualità individuale piuttosto che un’azione coordinata di bande armate.

Resta ora da vedere come l’amministrazione comunale risponderà alla richiesta di potenziamento dei controlli, alla luce di una realtà che, seppur meno eclatante dei racconti iniziali, continua a chiedere attenzione per il decoro e la sicurezza delle vie del centro.

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