“Prova d’Autore”, a giugno del 2010, pubblica  “Mare forza 7″

Lo scandalo Palamara & Compagni? Sperando di non tediare nessuno, a proposito di naufragio della Giustizia, mi piace riportare qui di seguito quanto da me scritto a pagina 122 e 123 del testo.

(…) La Giustizia spettacolo, ancorché fuorviante, non incanta nessuno. E’ gossip. Teatro. Cabaret. Ridicola esibizione. Ricordate la dipartita del giudice Di Pietro quando si tolse la toga davanti alle telecamere? Si era appena concluso il processo Cusani. Roba da palcoscenico oratoriale. Difficile inoltre dimenticare il pubblico ministero Alessandro Chionna che nel 1996 arrestò Gigi Sabani, poi prosciolto. Chionna, dopo quel colpo di teatro, si maritò con l’ex fidanzata di Sabani, la showgirl Anita Ceccariglia. Ed il Gip di Aosta Fabrizio Gandini? Incaricato di sciogliere il caso Cogne, tra una intervista e l’altra si fidanzò con l’inviata del Tg1 Elisa Ansaldo e pochi mesi dopo la sposò. Né ha alcuna rilevanza sociale sapere come sia andata a finire la storia tra il magistrato terribile John Henry Woodcock e la giornalista Federica Sciarelli con la quale fu immortalato in diverse situazioni. Necessario, indispensabile, urgente, chiudere i palcoscenici giudiziari.

“Dannoso il protagonismo dei pm”. Questo il monito rivolto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, martedì 9 giugno 2009, a forze politiche e magistrati, nel suo discorso davanti al plenum del Csm. “I pm – ha detto il presidente – dovrebbero rifuggire da ogni comportamento impropriamente protagonistico o chiaramente strumentale ad altri fini”.  Con riferimento all’imbarazzante vicenda della guerra tra la Procura di Catanzaro e quella di Salerno sulle inchieste Why not e Poseidon dell’allora pm. Luigi De Magistris, oggi deputato IDV al Parlamento Europeo, il presidente Napolitano ha precisato:”Occorre avere di mira il superamento di elementi di disordine e di tensione che, purtroppo, si sono clamorosamente manifestati in tempi recenti nella vita di talune Procure e ciò non è possibile senza un pacato riconoscimento delle funzioni ordinatrici e coordinatrici che spettano al capo dell’Ufficio”. Il presidente si riferiva all’aggressione reciproca e senza ritegno tra le due Procure. Il pubblico ministero di Catanzaro, Luigi De Magistris, fu poi giudicato colpevole dal Csm che gli inflisse la censura e la sanzione accessoria del trasferimento di sede e di funzioni. Questo, nei suoi confronti, il giudizio del procuratore generale della cassazione:”Un modo errato e distorto di intendere il proprio mestiere ispirandosi ad un’ottica missionaria (…) manca nella condotta dell’incolpato il principio costituzionale per il quale il giudice è soggetto solo alla legge (…) non è questo il modello di magistrato che la Costituzione e l’ordinamento prevedono e di cui necessita la democrazia ordinaria (…) comportamenti sleali, incuranza rispetto ai termini procedurali, adozione di provvedimenti al di fuori del codice”.

 

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