“Modica, a dorso di mulo”, un’azione corale tra cittadini, associazioni e amministrazione

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Tutto pronto per “Modica, a dorso di mulo”, l’escursione tra borghi abbandonati e natura selvaggia in programma domenica 20 ottobre. In questi giorni alcuni volontari hanno provveduto a ripulire i percorsi dalle sterpaglie e a renderli praticabili. Nel corso dei lavori di ripulitura è emerso anche un bellissimo fossile di epoca incerta, contenente un “ricamo floreale” incastonato nella pietra (nella foto in allegato), a riprova del fatto che il territorio può riservare ancora straordinarie sorprese. Gli itinerari previsti saranno due: il primo, la mattina, con partenza alle ore 10,30 dall’Ufficio turistico di corso Umberto 141, si snoderà nel quartiere Sant’Andrea, sulla collina della Giacanta; l’altro, di pomeriggio, con partenza alle ore 15,30 dalla Società operaia di mutuo soccorso “Carlo Papa” in piazza Santa Teresa, attraverserà alcuni viottoli di campagna e mulattiere in contrada Aquila.

L’iniziativa è nata da un’azione corale che vede coinvolti soggetti privati, associazioni e pubblica amministrazione. Le escursioni hanno come obiettivo quello di mostrare angoli inediti della città nono solo ai turisti e ai visitatori, ma anche agli stessi cittadini e amministratori.

«Ben vengano queste iniziative – ha dichiarato il sindaco Ignazio Abbate – che, valorizzando il nostro territorio, permettono agli stessi modicani di conoscere meglio la propria città. Modica non è solo Barocco, non è solo cioccolato. È anche natura, luoghi incontaminati e storia. Ritengo molto validi entrambi i percorsi e suggerisco, a chi ne ha la possibilità, di farli entrambi perché avrà modo di scoprire luoghi di una bellezza da lasciare senza fiato. Se a questo aggiungiamo la bontà dei nostri prodotti tipici, ecco che questa domenica deve diventare un appuntamento da non perdere e sopratutto da replicare».

«L’entusiasmo con cui porto avanti le mie deleghe assessoriali – riferisce l’assessore alla Cultura Maria Monisteri – è alimentato dalla constatazione che le associazioni sentono di confrontarsi e di pianificare insieme gli eventi. A me il piacevole compito di essere l’elemento di connessione tra il Comune, il cittadino, le associazioni e le aziende, per poi muoverci all’unisono per la crescita della città».

Tra le associazioni che hanno aderito all’iniziativa, vi sono il Centro studi Placido Carrafa e l’Associazione Immagina.

«Il Centro studi Placido Carrafa – afferma Valerio Petralia, componente del Consiglio direttivo – aderisce a questa iniziativa nell’intento di promuovere i beni culturali di Modica e nello specifico i quartieri storici. Questi, memoria storica della nostra città, risultano come ultima e pratica testimonianza di un passato che non merita di essere dimenticato. Accompagneremo i partecipanti alla scoperta di quell’opera che più di ogni altra ha saputo fissare nell’immaginario collettivo la bellezza dei paesaggi urbani di Modica, il presepe monumentale di frate Benedetto Papale, custodito nella chiesa di Santa Maria di Betlemme. Un’opera unica nel panorama dei beni culturali del Val di Noto, una fotografia lucida dei quartieri di Modica in un contesto, quello del presepe, di fortissima valenza religiosa».

«L’associazione Immagina – spiega a sua volta il suo presidente Antonio Pluchino – è un laboratorio di giornalismo televisivo fatto da bambini e ragazzi. Hanno avuto dal Comune di Modica la chiesa dei Santi Nicolò ed Erasmo a Modica Alta come sede del progetto. I ragazzi guideranno i partecipanti all’escursione in una visita della chiesa e dell’antico quartiere Francavilla con i suoi suggestivi palazzi, chiese e vicoli».

«Scoprire Modica – è il pensiero dei volontari che hanno aderito all’iniziativa – con occhi forestieri, con gli occhi dei cittadini del mondo; sentirne sguardo, passione, abbraccio, per scoprirsi, a casa propria – Modica o New York – cittadino d’ un solo mondo».

La partecipazione alle passeggiate è libera e gratuita. Si raccomanda un abbigliamento adatto e scarpe adeguate a percorsi sterrati e accidentati.

1 commento

  1. Sulla Giganta , fronte ad est dalla rocca del Castello dei Conti , insiste un altare sacrificale scavato su roccia madre .
    Una serie di vasche di varie dimensione e forme , fra di esse collegate da canalette incise .
    In tali siti venivano effettuati riti religiosi in giorni determinati , con sacrifici animali ( non si escludono anche sacrifici umani ) .
    E con l’avvento del cristianesimo che si inizio a non sacrificare esseri umani .

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