Modica. Nasce l’Associazione Società di Storia Patria degli Iblei

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1824

Costituita la Società di Storia Patria degli Iblei, associazione senza scopo di lucro, con sede a Modica Alta, nell’auditorium della chiesa dei Santi Nicola ed Erasmo, in corso Regina Margherita, 2.
La Società di Storia Patria, guidata da un Consiglio direttivo costituito da Giorgio Casa (presidente), Carmelo Modica (vicepresidente), Genny Cannata (segretaria) e Carmelo Cataldi (tesoriere), ha come finalità quella di arricchire, con una specifica attività di studio e di ricerca, la storiografia sul territorio e sulle comunità iblee. Non a caso, il logo dell’Associazione, realizzato dall’artista Concetta Modica, è costituito da un cerchio con al centro l’icona della dea Ibla.
Ricerca storica e archivistica, divulgazione, sistematizzazione delle conoscenze storiche, creazione di repertori e bibliografie tematiche, ma anche forum, conferenze, dibattiti, seminari, convegni, proiezioni di documentari, mostre, corsi di aggiornamento, giornate di studio, borse di studio e/o premi di saggistica, presentazioni di libri, momenti di formazione e approfondimento culturale: sono questi i terreni su cui si muoveranno gli studiosi. Si privilegerà un approccio interdisciplinare, con “incursioni” nel campo delle discipline ausiliarie della storia, come antropologia, araldica, archeologia, archivistica, cartografia, storia dell’arte e dell’architettura, ecc.
Gli studiosi, inoltre – recita lo Statuto – porranno particolare attenzione «alle storie controverse sostenendo, per esse, con tutti i mezzi disponibili, più accurate ricerche e, ove possibile, confronti nel merito». Obiettivo: colmare lacune storiografiche, sollecitare nuovi studi e accrescere la conoscenza storica sull’area iblea.
È previsto, infatti, anche un Consiglio territoriale per iniziative a carattere provinciale e interprovinciale, formato dal Consiglio direttivo più un socio per ciascuno dei comuni dell’area degli iblei. Tra i programmi a breve termine, anche una rivista di studi storici. La rivista, organizzata intorno a un comitato di redazione, sarà aperta alle collaborazioni esterne mediante una “call for papers”, cioè una richiesta di contributi scritti su un preciso argomento.
Per aderire all’Associazione occorre presentare una domanda, compilando l’apposito modulo, e versare la quota associativa che darà diritto, tra l’altro, a ricevere le pubblicazioni che la Società produrrà.

12 Commenti

  1. Invito a correggere il titolo; nasce “L’associazione” Società di storia patria degli iblei. Nome allusivo ad organizzazioni ben più importanti ma visti i promotori la cosa non meraviglia. Mi dispiace per il Dott.Casa persona che stimo e che vedo essere caduto nella trappola di questi signori che propugnano una storia di serie B infarcita più di rancore, odio e antipatie piuttosto che di prove e fatti. Con un divertentissimo rimando alla Dea Ibla del tutto sconosciuta agli abitanti della provincia ancora di più a quelli della fascia costiera, complimenti fenomeni! avanti tutta con i Pino Aprile!

    P.s per il colonnello coso li, se sente proprio la necessità di fare l’ennesima crociata su facebook faccia pure, l’autorizzo, a condizione che questa volta si impegni! se le serve aiuto chieda a qualche arrivista politico che come vedo supporta le vostre ipotesi storiche, che loro di anonimato se ne intendono.

  2. Beh, se le Società di Storia Patria serie sono quelle “gestite” e frequentate dagli stessi soggetti per cui l’Università di Catania è diventata il dileggio d’Italia e del mondo accademico, tanto da farne pure un film campione d’incassi, allora caro Gran Buffon, mentecatt, etc. può anche avere ragione. Preferisco comunque questi “Iblei” e Pino Aprile, almeno sono meno ridicoli.

    https://www.mymovies.it/film/2019/tuttapposto/

  3. Chi si firma Colonnello Qualunque dopo una sfilza di titoli più o meno “personalizzati” deve essere un paladino del “bon ton” e anche un grande storico se può, dall’alto del suo pulpito, affermare che alcuni signori, membri della Società di Storia Patria degli Iblei, “propugnano una storia di serie B” opportunamente infarcita di rancore, di odio e antipatia. Come se la Storia dovesse essere fatta utilizzando categorie personali e non scritta da documenti ineccepibili! Chi scrive questo -è ovvio- è un povero dilettante sbaragliato che, temendo l’isolamento e la vera ricerca storica, si dimena come un diavolo al quale qualcuno ha pestato la coda…
    P.s. invece di smanettare in Internet, provi quest’illustre perdente a impiegare il suo tempo libero studiando davvero i documenti antichi e non scopiazzando da autori che puntualmente dimentica di citare o, peggio, usando il sensazionalismo per gridare verità che gli altri già conoscevano.

  4. Non potevo non approfittare dell’autorizzazione a commentare che mi aveva dato l’incappucciato uomo qualunque che questa volta si è presentato con i giusti nomignoli, titoli ed onorificenze: “Dott. Ing. Gran Farabutt di Gran. Croc.”
    Prima di commentarlo avevo deciso di vedere il film “Tuttoapposto” che mi aveva suggerito Artur.
    Ho guardato tutti i filmati presenti su Yutube.com con la voce “Università bandita” e, quindi sono andato a Ragusa a vedere il film, così sono passato dalla realtà illustrata dal Procuratore della Repubblica Zuccaro alla fantasia (?!) dal regista Gianni Costantino.
    Sono appena tornato da Ragusa (sono le ore 20 del 10 ottobre) e devo ammettere che mi sono rincuorato perché ha ragione Artur, infatti, non credo potrà mai esistere una Società di storia patria peggiore di quella che dovessero organizzare appartenenti a quell’ambiente universitario descritto dal film di Gianni Costantino.
    Mi sembra, però di fare una osservazione ad Artur dicendo che “Università bandita” non credo abbia ispirato il regista di “Tuttapposto” quantomeno nella parte finale la dove il Rettore in pratica si autodenuncia liberando il figlio di “Perenne raccomandato” in cui lo aveva costretto da sempre.
    “Dott. Ing. Gran Farabutt di Gran. Croc.”, vada a vedere “Tuttapposto” le varrà più di ogni ulteriore mio attardarmi sulle sue davvero illuminanti e colte argomentazioni.

  5. Non avete neanche il senso dell’umorismo di capire quel nome, siete senza speranza. Addio fenomeni buona fortuna.

    p.s.
    Vi riporto un passo di una cronaca dell’Assedio di Messina del 1848, passatelo al beniamino Aprile magari ci farà sapere cosa ne pensa:

    …Furono numerosi nel corso delle giornate del settembre 1848 i casi di civili che vennero uccisi intenzionalmente dalle truppe borboniche, che in alcuni casi violentarono donne rifugiatesi nelle chiese prima d’assassinarle, uccisero tutti i bambini e trucidarono malati nei loro letti, come avvenne ad esempio per l’anziano contadino Francesco Bombace, ottuagenario, e per la figlia di Letterio Russo, che venne decapitata ed a cui furono amputati i seni…

    Ecco le gesta di un Re che ama il suo popolo. Viva o’Re!

  6. La strage di Bronte e la Rivolta del Sette e mezzo sono acqua fresca, è ovvio, per un Dilettante di Storia Qualunque che da un pezzo ha deciso di togliersi la casacca di siciliano per indossare l’altra di piemontese e nordista convinto… ad maiora!

  7. Non è che perchè avevano torto i Piemontesi vuol dire che avevano ragione i Borbone. Sono un Siciliano convinto, se l’etichettarmi come “piemontese” l’assolve dalle responsabilità di promuovere la pessima monarchia napoletana vuol dire che le piace l’idea di essere al guinzaglio di un padrone, a me i padroni non sono mai piaciuti, ne di Torinesi ne di Napoletani.

  8. Egocentrismo, arroganza, invidia, protervia, se non si riesce a tenerli sotto controllo, fanno perdere il senno anche a chi è dotato di buona intelligenza.
    Un uomo qualunque è sicuramente una persona intelligente ma perde lucidità nei momenti in cui è accecato da egocentrismo, arroganza, invidia e protervia. Così come chiunque (me compreso) perderebbe il senno in tali momenti.
    Io credo di aver capito chi si cela dietro il nickname “Un uomo qualunque” ed è triste vedere una persona intelligente come lui ridursi in tali condizioni. Lo dico sinceramente, senza antipatia per la persona e senza acrimonia.

  9. Sto esaminando la possibilità di pubblicare la raccolta, in unico documento, di tutte le dichiarazioni, commenti in fb ed in chat di WhatsApp di quanti hanno animato la (ri)nascita della “Società di storia patria ragusana”, aggiungendo anche tutti i precedenti interventi di “un uomo qualunque” che potrebbero essere illuminanti anche per quanti hanno partecipato alla prima assemblea del 10 ottobre scorso presso l’aula consiliare del Comune di Ragusa.
    Se deciderò di farlo, tale documento, sarà un autoritratto senza bisogno che io inserisca ulteriori commenti a quelli già contenuti nei singoli post in cui sono stato costretto ad intervenire: frasi, aggettivi e, principalmente, tempi ed argomenti sono di per se (visti in maniera organica) sufficienti per… scappucciare “un uomo qualunque”. Lo faro? Non è facile decidere perché…

  10. Abbiamo capito tutti chi è “un uomo qualunque”. Credo che lui stesso, “un uomo qualunque”, malgrado il suo egocentrismo, sia consapevole che tutti hanno capito chi è. Non vi è quindi bisogno di scappucciarlo.
    Quello che mi rattrista molto, lo dico di nuovo, è vedere come una persona molto intelligente e acculturata, come “l’uomo qualunque è”, possa a causa del suo egocentrismo, della sua arroganza e della sua protervia, ridursi a scrivere anonimi messaggi pieni di astio e di superbia, perdendo quell’equilibrio e quella saggezza che una persona della sua intelligenza e della sua cultura dovrebbe avere.

  11. Vorrei aggiungere che si potrebbe dare anche una chiave di lettura “psicologica” del comportamento di “un uomo qualunque”. Forse, le ultime tristi vicende, di varia natura, che lo hanno visto coinvolto di recente, hanno esacerbato in lui, per una sorta di reazione psicologica alle disavventure in cui è incappato, la tendenza all’egocentrismo e alla protervia.

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