Centodiciassette anni fa l’alluvione che mise in ginocchio Modica. Una Messa e una corona d’alloro alla lapide per la cerimonia rievocativa

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Con una Santa Messa, nella chiesa di Santa Maria di Betlemme, officiata da padre Antonio Forgione, e la posa in opera di una corona d’alloro alla lapide che, all’interno del chiostro di Palazzo San Domenico, indica il livello dell’acqua si è svolta stamani la cerimonia, promossa dal Comune, in ricordo dell’alluvione del 26 settembre del 1902 che tante morti e danni provocò alla città.
L’evento tragico è stato ricordato in diversi interventi tenutosi in Santa Maria di Betlemme, presenti i rappresentanti delle forze dell’ordine, il Capitano dei Carabinieri, Francesco Ferrante, il tenente della GDF, Giulia Intrisano, l’ispettore capo della P.S., Angelo Gintoli, il comandante della Polizia Locale, Rosario Cannizzaro e il presidente del consiglio comunale, Carmela Minioto.
Il sindaco, Ignazio Abbate ha colto l’occasione per ricordare l’intesa attività della Protezione Civile in città in tema di esercitazioni e di educazione alla prevenzione, in Chiesa presente una folta scolaresca del Liceo Classico e del Liceo Musicale di Modica, e ha annunciato che è stata scelta la data del 26 settembre per celebrare la giornata della Protezione Civile a Modica e una richiesta in questo senso sarà inoltrata al Presidente della Repubblica; l’assessore alla Cultura, Maria Monisteri ha dato lettura di un passo de “Il disastro di Modica” di Arturo Catanzaro che narra dei gesti eroici dei carabinieri di Modica per mettere in salvo una famiglia destinata a sicura morte per annegamento e l’etnoantropologa, Grazia Dormiente che ha ricostruito le fasi di quella tragedia che ha del tutto mutato l’identità urbanistica della città ma anche segnato profondamente l’animo di quanti a quell’epoca vivevano nel suo territorio.
Un ringraziamento alle città di Milano e di Palermo che promossero una vera e propria gara di solidarietà in favore della popolazione colpita e quelle offerte consentirono di costruire, nel quartiere che ancora oggi si chiama “Milano – Palermo”, delle case destinate a quanti l’avevano perdute a causa di quella tragedia.
Dopo la Messa un corteo si è mosso dal sagrato della chiesa per raggiungere il chiostro di Palazzo San Domenico, dove il sindaco, alla presenza delle autorità, ha deposto una corona d’alloro alla memoria, sulle note del silenzio d’ordinanza. Alla cerimonia erano presenti, il vice sindaco, Saro Viola, l’assessore ai LL.PP., Giorgio Linguanti nonché i consiglieri Giorgio Civello e Giovanni Alecci.

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