La befana delle elezioni: autostrada in arrivo!!!! di Francesco Roccaro

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“La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte con le toppe alla sottana: viva, viva la Befana!” Ricordate la filastrocca? Ma non siamo al sei gennaio ( anche se meteorologicamente…..insomma, viviamo sulla scia…) No, no, siamo in primavera! Puntualmente arrivano le elezioni……. e puntualmente arrivano le promesse. La parte “gialla del Governo” espone subito un ministro ed un deputato regionale ( la simpaticissima Stefania Campo). Il ministro non è mai venuto nella nostra provincia e siamo sicuri che , se lo facesse, arriverebbe però con le scarpe in ordine e ben vestito, quindi non sarebbe certo visto come la Befana. Ed è proprio da questo particolare ( scarpe e vestito) che certamente i cittadini iblei se ne sono sicuramente accorti! Toninelli infatti non è certo la befana! Danilo Toninelli ( personaggio emblematico e dicono, nordicamente schietto….) , si è messo in mostra più volte per una serie d’interventi su cui l’opinione pubblica si è fortemente divisa, con molti che non hanno gradito alcuni comportamenti del ministro, diciamo così….. “personalisti”. Il responsabile del ministero delle infrastrutture in questi ultimi giorni , si è interessato con risoluta solerzia, niente di meno che dell’autostrada Ragusa-Catania! Un miracolo, infatti noi da tempo pensavamo che il “fossile d’asfalto” fosse stato sepolto nel dimenticatoio dell’ufficio delle cose perdute ( ricordate la canzone?). Del resto ancora sono passati solo una “quarantina d’anni” fra i quali ogni tanto si fa cenno a questo “piccolo problema”. Visto l’italico andazzo delle cose, diciamo che ne potrebbero passare altri 10-20 ( di anni! ). E che problema c’è? Tanto al Sud, fra una mulattiera e l’altra(non importa se denominate SS o SP) nessuno si accorge se esiste o meno qualche mulattiera a doppia corsia….che qualcuno per simpatia sicula, chiama autostrada. Per vederne una, dalla provincia dell’Irminio, ci dobbiamo spostare dopo Catania, sulla meravigliosa Costa dei Ciclopi. Il merito (forse) fu di Omero e Ulisse se adesso lì c’è una di queste autostrade. Chiaro, è sempre un’ autostrada a due corsie, non fraintendete…….per vederne una a tre ( miraggio) dovete arrivare fino in Campania dalle parti della costiera amalfitana. Paesaggio mozzafiato, ma state attenti a dove comprate le pesche che vi offrono a prezzo stracciato ( anziché macerarle come spesso accade), perché nella “Campania Felix” i Romani non avevano ( all’epoca) previsto che qualche anno dopo sarebbe nata “ la terra dei fuochi non felix ”. Ma questa è un’altra storia. Occupiamoci adesso solo di petrolio, di bitumi e asfalti ( che poi, a lacrime e sangue, produciamo noi siciliani), e quindi di strade ed autostrade ( che invece languono in Sicilia). Dicevamo della nostra provincia che detiene tanti primati, fra cui spicca il più emblematico : non ha un metro ( leggete metro e non chilometro…eh…) di autostrada! Il problema lo aveva già tirato fuori Cavour ( ricordate gli anni dell’Unità d’Italia ?) , quando il generale La Farina ( poi ministro dell’Istruzione) comunicò alla Capitale d’Italia ( divenuta qualche anno dopo la sede della squadra calcistica più amata/odiata della nazione….) che nel “profondo sud” per andare da Messina ( dove lo stesso era nato) a Palermo occorreva ( in treno) una settimana! E badate bene , parliamo di treno, perché le strade ( anche ad una corsia) neanche esistevano, se non quelle usate per i carri, i muli e i cavalli. Toninelli, che sicuramente avrà studiato nei dettagli (come si addice ad ogni buon ministro) il problema e che quindi conosce bene la storia geo-socio-politica della nostra amata Sicilia, armato di nordico e sfrontato coraggio ( che dicono manca da secoli ai Siculi……), a pochi giorni dal (siculo) consenso per madre Europa e dopo l’ennesima riunione del CIPE, ci annuncia che la tanto agognata autostrada CT-RG sarà realizzata: 1)senza alcun ritardo, 2) esclusivamente con fondi dello Stato, 3) ( cosa sconvolgente ) senza alcun pedaggio! Ieri nella fatidica riunione di Roma, è stata accettata la “soluzione delle soluzioni “ ( gli anglosassoni direbbero “ the final cut ” ), la proposta del Ministero delle Infrastrutture. E’ un altro miracolo della potente “forza travolgente leghista”: la tabella di marcia dei lavori dovrà essere rispettata ! Badate ben ( come dicono in Veneto…), qui si scherza poco, la perifrastica è passiva: “ aedificanda est”. Toninelli, a mo’ di censore nel “senatus romanus ” ha dato l’ordine: l’autostrada deve esser fatta! La notizia ( guarda caso) è stata subito data in pasto alla pubblica opinione e ai media, e la simpatica deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo lo ha comunicato ( più o meno) con queste parole: ” La Ragusa-Catania – è vista come un’opera cruciale per il territorio ibleo, essa viene concepita come un’ infrastruttura rappresentante il massimo punto di collegamento per tutta la zona della Sicilia sud-orientale”. Aggiunge poi :” In considerazione dell’odierno e definitivo ( badate bene all’aggettivo…” definitivo” NDR ), riconoscimento “politico” assegnato all’importanza di questa fondamentale via di comunicazione che congiungerà la provincia di Ragusa al resto d’Italia come mai era successo prima d’oggi, il governo Conte ( e qui, era d’obbligo, entra in ballo il Presidente in persona….NDR ) ed il ministro ai trasporti, Danilo Toninelli, hanno proposto ufficialmente l’unica soluzione ragionevole e possibile: cioè la realizzazione dell’opera in questione con fondi a totale carico delle finanze pubbliche e ciò in assoluta coerenza con tutte le indicazioni rilasciate in sede ufficiale di riunione odierna. Ricapitolando, dopo lo shock della dichiarazione, abbiamo appreso che: 1) La responsabilità unica, dalla redazione progettuale ( con relative interminabili modifiche…) alla costruzione e collaudo, sarà di totale ed unica competenza dell’Anas. Tutto ciò, dice in sintesi la relazione, al fine di superare “sine dubbio” ogni rischio che potrebbe venir fuori da assegnazioni a ditte private che, causa gli elevatissimi costi ed i lunghi tempi di realizzazione, non garantirebbero l’ultimazione del progetto ( praticamente come già accaduto nel passato). 2) Questa soluzione garantirebbe di sicuro (come la morte….) l’azzeramento del pedaggio futuro. Finalmente, secondo questa “toninelliana strategia” ( prendete appunti per il neologismo) il popolo siculo viaggerebbe su una “vera autostrada moderna” senza pagare nulla. Praticamente un miracolo! 3) Da questa seconda notizia appresa, immaginiamo che i costi di gestione ( manutenzione e riparazione) della modernissima autostrada, rimarranno in carico allo Stato nazionale “vita natural durante!”! Peccato però che di questo piccolo dettaglio non si fa menzione, in alcun modo, nel comunicato. 4) Nella stessa riunione di ieri, è stato annunciato che sono in corso specifiche ed immediate trattative ( immaginiamo i tempi….) fra l’ex concessionario SARC (Società di ex gestione autostrada Ragusa-Catania) e lo stesso Ministero rappresentato proprio dall’Anas, per definire la cessione della progettazione su cui è già prevista una revisione (e questo è grave….) e stabilire quindi la data dell’inizio dei lavori (e questo è ancora più grave….). Al di là dei toni trionfalistici nelle dichiarazioni a fine seduta del CIPE, che tendono quasi ad esorcizzare un atavico senso di colpa di un latitante Stato nei confronti della nostra piccola provincia che per anni ( secoli?) è stata tenuta ( da chi?) in una disastrosa condizione di isolamento, permetteteci alcune considerazioni finali.
Non mettiamo in dubbio la buona volontà del Governo e del Ministro, ma alla luce di quanto da noi argomentato e dall’esperienza passata, senza privati, i tempi di realizzazione saranno biblici, praticamente infiniti. Non siamo noi presuntuosamente a dirlo, ma la storia implacabilmente a dimostrarlo. Due vicende su tutte: la Salerno-Reggio Calabria con un record di lavorazione di oltre cinquant’anni , e la Siracusa – Gela , che doveva essere pronta nel 1974 ( avete letto bene 1974…) e che invece, langue incompiuta , con un destino tremendamente avverso, una serie di territori sventrati senza pietà, e nessuna possibilità, al momento, di ultimazione futura. L’idea ( esclusivamente propagandistica) di non pagare alcun pedaggio, fa realmente vedere la dimensione delle assurdità di cui stiamo parlando. Inoltre , l’idea di affidare un’opera del genere, alle sole casse dello Stato ( e di questo Governo traballante….. che probabilmente non riuscendo a trovare 18 miliardi a fine anno, dovrà aumentare l’IVA……) significa affidare il progetto praticamente al vento. Forse sono solo le nostre lacrime che dovremmo affidare al vento ( come cantava Salvatore Adamo) affinché facessimo partecipi tutti nel mondo che ci guarda, di quanta falsità esiste in Paesi ( come il nostro) che mostrano una debole verniciatura (di illusorio italianismo e finto benessere), sotto la quale si cela un oceano di irrisolvibili problematiche economiche e sociali ai limiti della normale sopravvivenza di un popolo libero. Desidererei solo che i miei figli e qualche loro coetaneo, conservassero nel tempo quest’articolo, in modo da ricordare (fra 40 anni) percorrendo sempre le stesse mulattiere, che c’era qualche piccolo scrittore di periferia che non credeva alla befana ( specie a quella elettorale… ). Se dovessi sbagliarmi ( ma allora sarebbe veramente un miracolo…) fra tre/quattro anni ( sono magnanimo dai…) sarei il primo ad andare di persona da Toninelli ( naturalmente partendo da Ragusa in autostrada…) e chiedere “siculamente” perdono.

3 Commenti

  1. Egregio Signor Roccaro, sono riuscito, e non con poca fatica…, a leggere ben tutto il suo sicuramente “apolitico” ( o forse no…) commento alle ultime dichiarazioni del governo circa la tanta sospirata autostrada Catania-Ragusa. Non ho potuto non notare l’immane (e tedioso) sforzo giornalistico del suo articolo, il catastrofismo e il “velato” intento di demolitore quanto dichiarato dal governo. Ha esordito dicendo che trattasi tutto di propaganda elettorale. E poi lei invece con questo articolo cosa sta facendo? Sono certo avrà scritto migliaia di articoli simili anche per i pregressi governi e i loro innumerevoli successi… o no? E sì, all’Italia servono proprio giornalisti come lei! …o forse no…

  2. Mi si stringe il cuore a vedere con quanta disillusione il caro Roccaro, simpaticissimo per carità, si affretta a bocciare come “propaganda” la scelta di realizzare la RG CT con fondi pubblici.
    E’ vero che le casse dello stato languono, ma ancora devo capire il senso di allargare una strada per poi fare pagare un pedaggio di ben 24 eur andata e ritorno. Questo mi sembra più assurdo della proposta di realizzarlo con soldi pubblici.
    C’è poi una contraddizione, mi pare di capire che questo progetto è stato lanciato qualche decina di anni fa, evidentemente nessun governo precedente si è mai sognato di realizzarla.
    Ora ne arriva uno che dirime l’assurda questione del pedaggio sproporzionato sulla RG CT e noi invece di accogliere l’impegno con sollievo, ci fustighiamo pensando sia la solita panzana elettorale.
    Forse qualche politico si è meravigliato di questa solerzia, una volta bisognava portare qualche pacchetto di voti al ministro o qualche promessa extra elettorale, per realizzare un’opera pubblica. Oggi forse le cose sono cambiate, ma come sempre sarà il tempo a darci ragione o torto. Solo un consiglio al sig. Roccaro, non si affanni a pensare alla RG CT privata o pubblica, ci sono tante cose belle nella vita, come ad esempio la musica.

  3. Lasciamo perdere Toninelli. Nel 2015 Delrio (PD) non inserì la CT-RG fra le 30 opere strategiche necessarie per l’Italia. Anche se poi ci furono ripensamenti vari, tuttavia non fece mai partire i lavori e sicuramente avrà avuto le sue buone ragioni.
    Credo che la responsabilità della mancata realizzazione della SR-Gela fino a Gela e di un’autostrada che collegasse Ragusa col resto del mondo ce l’hanno tutti i parlamentari iblei che dagli anni ’60 in poi si sono succeduti a Roma e a Palermo a prescindere dal colore politico.
    Scaricare adesso la responsabilità al ministro pentastellato la trovo solo come una meschina polemica e basta.

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