Sentenze pilotate e tangenti, domiciliari per l’ex presidente del Cga della Sicilia De Lipsis e per il deputato rosolinese Gennuso

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C’è anche il parlamentare regionale di Rosolini Pippo Gennuso tra le persone raggiunte dalle ordinanze di custodia cauteare emesse dal Gip di Roma Daniela Caramico D’Auria, nelle quali viene ipotizzato il reato di corruzione in atti giudiziari commessi in seno al Consiglio di Stato e al Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia. Disposte anche una serie di perquisizioni
Gennuso è ai domiciliari come il giudice del Consiglio di Stato Nicola Russo già arrestato con l’imprenditore Stefano Ricucci. L’ordinanza di cattura riguarda anche l’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa siciliano Raffaele Maria De Lipsis.
L’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Paolo Ielo e dal pm Stefano Rocco Fava, riguarda le presunte sentenze pilotate presso Palazzo Spada, nata dopo l’arresto un anno fa dell’avvocato siciliano, Piero Amara con le accuse di associazione a delinquere per la commissione di reati quali il falso e la corruzione in atti giudiziari. Insieme a lui era stato arrestato anche il suo socio, Giuseppe Calafiore
Secondo l’accusa, De Lipsis avrebbe intascato una tangente per pilotare una delle sentenze che avevano come controparte clienti dell’avvocato Amara.

Salgono così a tre i giudici del Cga della Sicilia finiti agli arresti dopo le dichiarazioni di Amara e Calafiore. A luglio, la Procura di Messina aveva ottenuto l’arresto di Giuseppe Mineo, con la stessa accusa.

Tra le sentenze nel mirino quella che riguardava l’impresa Open Land che ha realizzato il centro commerciale Fiera del Sud a Siracusa. Alla società il Comune aveva negato la concessione edilizia, dunque avviò un contenzioso che in un primo momento si concluse a suo favore, con l’aiuto, secondo l’accusa, di Riccardo Virgilio, ex presidente di una sezione del Consiglio di Stato, e di De Lipsis.

L’ex presidente del Cga è finito sotto inchiesta anche a Palermo con l’accusa di aver fatto pressioni sul suo successore, Claudio Zucchelli che non è indagato. L’obiettivo era ottenere una sentenza favorevole alla Ustica Lines del trapanese Ettore Morace il quale aveva fatto ricorso al Cga dopo che il Tar aveva bloccato l’appalto per i collegamenti con le isole minori.

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