Toponomastica a Modica. I romani non sono di casa

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I turisti che ogni giorno, visitando Modica, vengono bombardati dalla perenne notizia secondo cui la tradizione rimanda le origini della città addirittura al periodo pre romano, e, altrettanto, che venne visitata, per un’attività ispettiva da Cicerone, per raccogliere prove sulle vessazioni contro gli aratores siciliani ad opera del propretore della provincia di Sicilia, Caio Verre, citando l’agrum Mutycensem nelle sue celebri Verrine ed in una delle più celebri orazioni tenute al Senato nel 70 a.C., avranno un sussulto, percorrendo corso Umberto I, nel rilevare che nella nuova segnaletica apposta a detto corso vi è qualcosa di veramente “osceno”.
Bellissime ovviamente le mattonelle ed i colori semplici e delicati, meno bello il logo del Comune, che riporta l’aquila monocipite araldicamente con la testa verso destra, ma soprattutto sconvolgente il numero romano I (primo) con l’esponente “°”.
Lo sa anche l’ultimo studente delle elementari che i numeri romani sono senza esponenti, mentre lo possono essere quelli arabi (1°, 2°,3° etc.) quando sono numeri ordinali.
Quelli romani non lo sono mai dunque, la grammatica insegna questo.
Ora, qualcuno, prima di assegnare questi lavori importanti dal punto di vista dell’immagine cittadina, perché si sta parlando del salotto buono di Modica, il corso principale, una delle vetrine più importanti e visitata della città, controlla la progettazione? Ma, soprattutto, verifica la correttezza, anche da punto di vista grammaticale oltre che estetica dell’esecuzione?
Quale danno così è stato creato anche all’erario per l’eventuale sostituzione, che dovrà avvenire necessariamente adesso, approssimandosi la stagione turistica, delle ceramiche che costellano tutto il corso Umberto I e non I°?
Si spera che almeno questa volta paghi chi ha effettivamente, da ignorante, cioè che ignora la grammatica italiana, per non parlare della lunga tradizione romana della Città, provveda, a sue spese, a correggere l’errore commesso.
Aggiungo, mentre si trova ad effettuare “la riparazione grammaticale” delle mattonelle, se gentilmente volesse anche usare il logo esatto della Città di Modica, ossia l’aquila con la testa araldicamente a sinistra, farebbe un’opera meritoria a se stesso e alla Città intera.

Carmelo Cataldi

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9 Commenti

  1. Si vero !!!! 🙂 risentiamo ancora della dominazione Siracusana 🙂 ci piace essere differenti 🙂

  2. Per quanto riguarda il logo (o stemma) ho notato che Modica, stranamente e inspiegabilmente, non ha uno stemma univoco. Tutte le città hanno uno stemma ben definito che ne caratterizza l’identità. Non è una cosa banale o irrilevante avere uno stemma. Non riesco quindi a comprendere il motivo per cui a Modica nessuno si è mai occupato di definire in maniera univoca lo stemma della città (ad esempio, stabilendone il colore, ecc.). Il colore dello sfondo dello stemma della città di Modica varia senza apparente motivo e in maniera inspiegabile. In passato (anche dopo che nello statuto comunale del 1993 era stato indicato che lo sfondo era azzurro) ho visto, in vari documenti comunali, uno sfondo colore giallo oro. Più recentemente ho visto che a volte lo sfondo è di colore rosso e altre volte invece di colore azzurro. In alcuni casi sono presenti tutti e due colori contemporaneamente: nel sito web del comune di Modica lo sfondo dello stemma è azzurro ma con le estremità rosse.
    Oltre a variare il colore variano anche la forma dell’aquila e l’orientamento della sua testa (a volte è orientata a sinistra e a volte a destra), così come variano gli elementi (a volte una torre, a volte un castello, a volte anche tre colline, ecc.) all’interno dello scudo che si trova nel petto dell’aquila. Variano anche i colori di tali elementi (ad esempio, a volte le tre colline sono verdi, altre volte marroni). Lo stesso colore dell’aquila non è sempre lo stesso: a volte è color argento, altre volte è marrone.
    Anche la scritta tra gli artigli dell’aquila non è sempre la stessa: a volta la scritta è “S.P.Q.M.” , altre volte invece è “Contea di Modica”
    Di recente ho letto il libro di Placido Carrafa “Prospetto Corografico Istorico di Modica”. In un passo del libro si legge, in riferimento alla città di Modica, “Triplice torre ella porta per stemma in ceruleo campo”. Ai tempi in cui il Carrafa scriveva (1653) lo stemma di Modica era quindi raffigurato con tre torri su sfondo celeste (ceruleo).

  3. Certo che se i problemi fossero la testa dell’aquila, I. Colori dello sfondo dello stemma o gli errori sulle mattonelle merrerei la firma. Beato il sign cataldi che ha tempo di vedere queste cose

  4. @ Orazio
    Il tuo commento mi sembra banale e privo di senso. Ovvio che gli errori sulle mattonelle e il colore dello stemma non sono problemi gravi, ma ciò non vuol dire che, non essendo gravi, bisogna perseverare nell’errore. L’errore nel numero romano I (primo) con l’esponente “°”, tra l’altro, ci rende ridicoli agli occhi dei turisti che leggono tale strafalcione. Un errore del genere può commetterlo un bambino della scuola elementare ma non un città che si vanta di essere “città della cultura”.
    Per quanto riguarda lo stemma, tutte le città ne hanno uno ben definito. Molte città (compresa Roma Capitale) hanno perfino stabilito non solo i colori ma addirittura la loro esatta gradazione. Non sarà certamente la cosa più importante nel caratterizzare l’identità di una città, ma ciò non vuol dire che avere uno stemma ben definito sia una cosa irrilevante o inutile.

  5. Anch’io concordo con G. A. e questi strafalcioni andrebbero sistemati con una certa celerità.
    Ma d’altronde in questa italietta, in questa Repubblica delle banane, tutto è normale, tutto è consentito e nessuno si indigna .
    Ricordo che a Modica, qualche tempo fa, uscì fuori la notizia che sulle carte d’identità era apposto il bollino di euro 5,16 per diritti carta d’IDENDIDA’ . Chissà se questa cosa è stata sistemata.
    Concludo. Vi invito a controllare le vostre bollette Tari (precisamente acconto Tari anno 2017 e saldo Tari anno 2016) qualcuno mi sa dire a chi appartiene lo stemma impresso nella fattura? Non credo a Modica.
    Forse nessuno l’ha notato. Ma non è tutta colpa nostra. Visto gli importi esosi che dobbiamo pagare “a chi importa dello stemma!”
    Altri, forse non si sono posti il problema per nulla, perché le tasse non le pagano per niente.
    Poveri noi!

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