Truffa e bancarotta di società con appalti anche a Modica. Sequestro da 2,5 milioni ad Augusta: 11 indagati

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Un articolato sistema di frode architettato per non pagare le imposte ad Augusta. Lo ha smantellato la Guardia di Finanza di Siracusa con una meticolosa indagine che va avanti dal mese di febbraio 2014. Sequestrai conti correnti bancari, beni immobili e mobili e quote societarie, per oltre due milioni e mezzo di euro, riconducibili agli amministratori e ai prestanome di diverse società.
Le persone indagate dalla Procura aretusea sono Marcello Carmelo Scapellato, 47 anni, Aldo Spataro, 61 anni, Giuseppe Cassone, 61 anni, Iole Rivelli, 61 anni, Barbara Golaska, 61 anni, Sebastiana Bona, 47 anni, Serena D’Anna, 37 anni, Giuseppe Cartelli, 66 anni, Nicola Siniscalchi, 50 anni, Piero Amara, 48 anni, Sebastiano Attardo, 45 anni, e la società Pastorino srl, azienda che opera nel settore della raccolta rifiuti ad Augusta. Per tutti l’accusa è di truffa allo Stato. Avrebbero indotto in errore il commissario ad acta sull’identità del creditore del Comune di Augusta, bancarotta fraudolenta per aver distratto il patrimonio della ex So.Ge.Ma. (oggi Cassim.) di due milioni 504 mila euro inducendo in errore il Comune di Augusta, debitore della Cassim., a versarla su un conto corrente appartenente a una diversa società, la Cassim, senza il punto finale.
Devono rispondere anche del reato di riciclaggio. Secondo la Finanza di Siracusa, la So.Ge.Ma., del Gruppo “Quercioli Dessena”, nei primi anni 2000 avrebbe stipulato un contratto con il Comune di Augusta per il servizio rifiuti, prorogato nel 2007 per oltre due milioni di euro. La società, indebitata nei confronti dell’Erario per oltre 15 milioni di euro, sarebbe stata svuotata e lasciata carica di debiti.
Intanto il ramo d’azienda redditizio sarebbe stato trasferito alla società Pastorino, titolare di un appalto con il Comune e operante anche Modica, Melilli, Augusta, Caltanissetta, Priolo e Oristano. Per ottenere il pagamento del credito maturato nel periodo di proroga, l’avvocato Giuseppe Cassone depositava un decreto ingiuntivo, richiedendo il pagamento in favore della So.Ge.Ma. per oltre due milioni 300 mila euro.

Per non pagare l’Erario, la So.Ge.Ma. avrebbe trasferito il proprio ramo d’azienda alla Pastorino, diventando Cassim., società immobiliare. Nel frattempo è stata creata la Cassim srl (senza punto alla fine del nome). I soldi del Comune di Augusta sarebbero transitati sul conto della “società specchio”. Dalle indagini sarebbe emersa inoltre la sussistenza dei requisiti per il fallimento sia della Cassim. srl che di altre cinque srl riconducibili al Gruppo Quercioli Dessena: la CG Ambiente, la Gestioni Patrimoniali, la Italian Citrus Pectine, la Progefin Gap e la So.Si.Se., per le quali è in corso una richiesta di fallimento al tribunale di Siracusa.

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