Finita la fuga degli evasi dal carcere di Favignana. Sono due vittoriesi e un ergastolano di Pachino

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E’ finita la fuga dei due vittoriesi e del pachinese evasi qualche notte fa dal carcere dell´isola di Favignana, dopo aver segato le sbarre. La nottte scorsa li hanno “ripresi” i carabinieri. Giuseppe Scardino e Massimo Mangione, che avrebbero dovuto finire di scontare la pena nel 2032 e nel 2037, di Vittoria, e l’ ergastolano, Mario Avolese, condannato per omicidio, originario di Pachino, non si erano allontanati dall’Isola. Sono stati trovati tra gli scogli di Favignana dove stavano cercando di rubareuna barca. I tre, dopo aver segato le sbarre, erano saliti sul tetto del reparto e, con delle lenzuola a mo´ di fune, si erano lanciati sul muro di cinta. Poi, sempre con le stesse lenzuola, si erano calati in strada.

Massimo Mangione, era riuscito a darsi nuovamente alla fuga lanciandosi in mare. Tutte le forze di polizia sono state mobilitate comprese le motovedette della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto che hanno illuminato il tratto di mare. Dopo avere riguadagnato la riva Mangione ha cercato di allontanarsi a piedi ma è stato catturato dai carabinieri e dalla polizia penitenziaria che hanno seguito le tracce lasciate sul terreno dagli indumenti bagnati.
Scardino, 41 anni, come si diceva, deve scontare una pena di oltre 15 anni di reclusione per una serie di rapine violente e per il tentativo di omicidio di un poliziotto a Scoglitti, tutti reati compiuti tra il 2006 e il 2007. Scardino era stato complice di Massimo Mangione, 37 anni, condannato a 12 e 8 mesi (il terzo evaso) nelle rapine e con lui sparò all’impazzata nel centro di Scoglitti ferendo una donna per sfuggire a due poliziotti che l’avevano riconosciuto perchè ricercato per rapina e che cercarono di uccidere. Mangione tentò di uccidere un poliziotto sparandogli un colpo di pistola alla tempia ma la pistola s’inceppò per un caso del tutto fortuito.

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