Smaltimento carcasse in zootecnia, on. Dipasquale (Pd): “A Roma tavolo tecnico Ministero/Regione per deroga alle direttive restrittive”

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A margine dell’incontro svoltosi presso la sede dell’Istituto Zooprofilattico di Palermo dal tema “La sanità pubblica veterinaria e la sicurezza alimentare nell’area del Mediterraneo: attualità e prospettive”, organizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale e dal Ministero della Salute, si è tornato a parlare della necessità di individuare un metodo di deroga rivolto alla provincia di Ragusa per quanto concerne la tematica dello smaltimento delle carcasse animali in zootecnia. Lo rende noto il parlamentare regionale del Partito Democratico, on. Nello Dipasquale.

“Come si ricorderà – spiega l’esponente del PD – circa due settimane fa sono intervenuto sull’argomento perché l’attuale normativa che regola le modalità di smaltimento delle carcasse bovine, per comuni come quello di Ragusa e di Modica, a fortissima vocazione zootecnica, ma assai distanti dall’inceneritore a disposizione del Sud-Est siciliano, è molto penalizzante. La deroga ministeriale alle direttive europee, che consentirebbe agli allevamenti di interrare le carcasse nella propria sede, fa riferimento alla distanza dal centro di smaltimento autorizzato e alla popolosità della presenza di capi di bestiame nel comune che, in rapporto al territorio della provincia, deve essere inferiore al 10 percento. Modica e Ragusa, quindi, sono comuni esclusi dalla deroga perché la loro economia è trainata dal settore zootecnico in modo preponderante”.

“Su indicazione del sottoscritto – dichiara Dipasquale – in occasione di questo importante incontro presso l’Istituto Zooprofilattico di Palermo, è stato possibile far incontrare il Sottosegretario alla Salute, on. Davide Faraone, il Capo dei Servizi Veterinari Italiani del Ministero e il Capo dipartimento regionale, i quali hanno concordato di affrontare la questione durante un apposito tavolo tecnico che sarà convocato per la prossima settimana a Roma. In quella sede si cercherà di individuare la via migliore per risolvere un problema che per gli allevatori della provincia iblea, precisamente i modicani e i ragusani, rappresenta la causa di spese economiche non indifferenti che gravano pesantemente nell’attività di un settore già abbondantemente colpito dalla crisi”.

“Ancora una volta – conclude Dipasquale – ci si avvicina alla soluzione di una problematica grazie allo sforzo coordinato della deputazione, dei tecnici e dei rappresentanti del Governo, in questo caso del Sottosegretario Davide Faraone che ringrazio per la sensibilità dimostrata nell’assumere l’impegno di seguire personalmente la vicenda”.

1 commento

  1. A Nello : a breve sono da sotterrare i produttori agricoli e gli allevatori visto come sono stati abbandonati a se stessi .
    Intanto milioni di contributi europei tornano indietro perchè non si riesce a spenderli .
    Gli ex ispettorati all’agricoltura ed i funzionari e dirigenti dell’assessorato intascano stipendi da favola .
    Non parliamo poi di tutti i carrozzoni-zavorra trainati inutilmente .
    Ci dica”onorevole”Nello dove sono andati a finire i 102 milioni di € per i danni alle infrastrutture agricole ad opera di Athos(ciclone) ?
    Che fine ha fatto il Piano Frutta Secca regionale ?
    Già che c’è può dirci a cosa è servito ,e quanto è costato la cena-buffet di Scicli (presentazione del Piano)a tutti gli occupanti dei vari carrozzoni legati o collegati all’assessorato(ispettorati compresi)?
    Poi ci sarebbero altri enti o carrozzoni di cui parlare ,ma aspettiamo che scenda in campagna elettorale e venga ad incontrare gli elettori agricoli .
    A breve . . .

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