Ancora fuoco nella Pineta di Chiaramonte Gulfi. In azione tre canadair

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Fiamme e paura a Chiaramonte Gulfi, la cittadina montana di circa 8 mila abitanti che da ieri a mezzogiorno è in stato di emergenza per l’incendio che sta distruggendo la “storica” pineta voluta da Mussolini. Le fiamme stanno minacciando il centro abitato e lambiscono la zona del cimitero. Evacuate numerose famiglie e un centro anziani. Cinquanta vigili del fuoco insieme con gli uomini della protezione civile stanno lavorando da ore.

Stamattina sono tre i canadair che coadiuano i mezzi e gli uomini di terra. L’incendio ha cominciato a minacciare nel tardo pomeriggio di ieri contrada Rossa e San Marco, in una zona boschiva. A causa del vento e del forte caldo, l’incendio è divampato mettendo sempre più in pericolo il centro abitato. La forte coltre di fumo è arrivata anche all’interno del paese, tra le vie Ciano e zona San Giovanni. Le temperature elevate e il vento però hanno fatto in modo il rogo non si estinguesse. Ieri pomeriggio gravi danni sono stati registrati a due aziende agricole. Le polemiche si alimentano come il fuoco. I residenti lamentano che il primo canadair si è visto dopo le 18 inviato da Roma.
Francesco Ferreri, presidente di Coldiretti Sicilia, rileva che gli incendi Chiaramonte Gulfi ma anche di Patti, nel messinese, “Sono autentiche azioni di terrorismo che mettono in ginocchio un’intera regione massacrano le aziende, le colture, il paesaggio e danneggiano in modo irreparabile la biodiversità del territorio: un patrimonio devastato. I danni sono ancora ipotetici ma il vero disastro riguarda l’assoluta mancanza di soluzioni . Qualcuno in questa Regione deve assumersi la responsabilità della tragedia degli incendi. Se ci sono piromani devono andare in galera, ma non è possibile che ogni anno si ripeta la stessa situazione”.
Il Comandante Provinciale dei vigili del fuoco ha disposto il richiamo di personale a riposo ed ha trattenuto in servizio il personale smontante. Dopo le 23, cioè al termine delle attività di volo dell’aeroporto di Comiso, è stato impiegato anche personale in servizio presso la sede aeroportuale.
Con l’attivazione di tale dispositivo sono state impiegate nell’area di Chiaramonte oltre sei squadre del Comando, mentre la Direzione Regionale ha disposto il dispiegamento di squadre dai Comandi di Catania-Siracusa-Caltanisetta.
Il Comando ha anche fatto fronte ai presidi che operavano nel sito dove si era sviluppato l’incendio della segheria a Comiso e del deposito di lana sulla S.P. Comiso-Chiaramonte.
Sul posto è intervenuto anche personale dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Ragusa e del Dipartimento della Protezione Civile che ha allertato i volontari per contribuire a contenere le fiamme fuori dal centro abitato.
La Prefettura ha istituito l’unità di crisi che ha coordinato le operazioni di soccorso e disposto l’allertamento delle forze di polizia che hanno contribuito a rendere le strade libere e fruibili ai mezzi di soccorso; a tenere lontani i curiosi dai punti fuoco, a raccogliere le segnalazioni dei cittadini.
Intorno alle sette di oggi il primo Canadair ha effettuato il lancio di acqua sul fronte del fuoco ancora in essere e non raggiungibile da terra, subito dopo sono arrivati altri due velivoli, che stanno operando su tutti i fronti fuoco.
Notevoli i danni al patrimonio naturalistico oltre che ad alcune aziende agricole della zona alcune delle quali hanno subito anche la morte di alcuni capi di bestiame.
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