Sul Tribunale. Lettera aperta al sindaco di Modica…..di Carmelo Scarso. Riceviamo e pubblichiamo

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Signor Sindaco,
ho letto che avrebbe dato disposizioni in merito alla riutilizzazione dei locali, antisismici, del Tribunale di Modica.
La decisione non mi sorprende, attesi gli ultimi sviluppi in cui un apprendista manovale della giustizia (leggasi Ministro), “napolitanamente” inventato a quelle funzioni per tenere sotto diretto controllo magistrati e giustizia, ha imposto il suo veto ad un emendamento che avrebbe consentito l’utilizzazione di sicure strutture giudiziarie, non solo a Modica ma in tanti altri centri dove si vivono le stesse disagevoli e sismiche esperienze.
Come è noto l’attuale contesto strutturale giudiziario nazionale, in grandissima parte superato e pericoloso o a tutto concedere inadeguato, è anche il risultato di una riforma miope, improvvida e diretta da autentici sprovveduti. A ciò si aggiunga che un Presidente della Repubblica, con un intervento che a suo tempo non ho esitato a definire “a gamba tesa”, assumendomene la responsabilità, ha scorrettamente (solo ?) placcato la Corte Costituzionale appena una settimana prima di una decisione che si preannunciava negativa per la improvvida riforma.

Ora la Sua decisione.
Non posso non dare atto che Lei da Sindaco, ove si rendesse assolutamente necessario, abbia il dovere di reimpiegare le strutture esistenti, soprattutto se antisismiche, per migliorare i servizi comunali o altri servizi pubblici. Ma è anche vero che con questa Sua decisione, se effettivamente avrà un seguito, avrà dato causa almeno alle seguenti immediate conseguenze:
avrà disarmato il territorio di Modica dell’esclusiva ragione che legittima la battaglia per potere recuperare la Istituzione Giustizia;
avrà legittimato la proterva utilizzazione di un’illegale struttura pubblica, quella di Ragusa, per assoluta mancanza delle più elementari misure di sicurezza e di antisismicità;
avrà sollevato dalle loro responsabilità il Ministro della Giustizia ed i funzionari ministeriali, magistrati ed anche avvocati per le omissioni e gli abusi perpetrati ai danni non solo della Città di Modica, ma del buon senso e della legalità;
avrà contribuito ad assolvere tutti coloro i quali, nonostante i ripetuti pressanti inviti, hanno omesso dolosamente (per interessate pressioni subite?) i controlli d’istituto della struttura giudiziaria di Ragusa, consentendo così una impunita costante violazione delle norme di tutela soprattutto in materia antinfortunistica;
avrà contribuito a coprire le trame massoniche per imporre l’esclusiva sede giudiziaria a Ragusa, che vedrà prossimamente affittare altri immobili per continuare a ingrassare la casta di immobiliaristi che hanno costruito una struttura, apparentemente inutile ma pronta all’uso;
avrà dichiarato, sebbene indotto dalle circostanze, la resa della Città di Modica.
Come potrà notare questa mia lettera non è e non vuole essere affatto né una critica né tanto meno una contestazione, ma un fermo invito a non desistere dalla giusta rivendicazione, come non desistono con me quanti intendono comunque portare e porteranno avanti la giusta battaglia per fare tornare a Modica, sede da sempre votata e naturale, la Istituzione Giustizia.
Signor Sindaco,
è un dovere imprescindibile continuare la lotta per difendere i valori della Civiltà giuridica da tempo raggiunta e positivamente sedimentata e arricchita nel territorio circoscrizionale della nostra Città.
Avv. Carmelo Scarso

9 Commenti

  1. L’ennesima tediosa litania rivendicativa! Mi dispiace assistere a un’esternazione provinciale: il problema fu la costruzione di ciò che non doveva essere costruito.
    I nuovi locali sono stati progettati e costruiti dalla solita becera cultura politichese miope, capace solo di salvare i falliti di fatto.
    La riforma della geografia giudiziaria prevedeva la soppressione del tribunale di Modica ex ante; prevedeva pure quella di Ragusa, rispetto al criterio numero di cause per abitante.
    Colpa volle gli amici camerati che agli inizi anni 20 stabilirono Ragusa come capoluogo provinciale e allora si stabilisce oggettivamente che Ragusa abbia preminenza.
    Purtroppo è così!
    Se la prenda con gli amici che hanno speso i quattrini nostri, se Ella sarà costretto a percorrere 20 km circa!
    Si ritenga fortunato perché avrebbe dovuto percorrere 70 km per raggiungere Siracusa, inizialmente previsto così…

  2. Egregio Signor pseudonimo,
    di provincialismo hanno dato ampia ed inconfutabile dimostrazione quanti difendono ad oltranza una struttura inidonea ed illegale chiudendone una legale e antisismica e perciò stesso sicura. Gli anni 20, da Lei sprovvedutamente richiamati, sono oramai uno sbiadito ricordo, visto che non esistono più, in Sicilia, le province. Tale fatto, peraltro non contestato né dai diretti né tanto meno dagli indiretti interessati, avrebbe dovuto portare, se non ci fosse stato il provincialismo di mezzo, ad utilizzare la migliore ed idonea struttura giudiziaria del territorio, che, si voglia o non si voglia, è quella di Modica.
    Saluti
    Carmelo Scarso

  3. Avv. Scarso,
    Mi dispiace confutare un operatore del diritto quale è Ella:
    Le province non sono state soppresse; Sono definite liberi consorzi, in ragione della mutata condizione di elezione dei rappresentanti.
    Non si trinceri dietro a una volgare considerazione giornalistica, secondo la quale le province non esistono più.
    Esistono e come!
    Dulcis in fundo, nulla ha da dire rispetto a una struttura, vero sì nuova, pensata politicamente ed eretta quando già il ministero avesse dettato i nuovi orientamenti di riduzione delle sedi, tra le quali, Le ricordo, anche Ragusa fosse soppressa, in ragione del criterio numero cause/abitanti.
    Sarebbe stato meglio che tutti gli avvocati foste andati a fare udienza a Siracusa!
    Una domanda sorge kmq spontanea: prima che il ministero si decidesse di sopprimere il tribunale di modica, suppongo che Ella non avrà mai messo piede nei locali attuali, da sempre (sic!) del tribunale di Ragusa.

  4. Veda, Signor pseudonimo, purtroppo per la mia età professionistica frequento le aule di giustizia e del Tribunale di Ragusa da circa quarantanni. E le posso dire che il progetto del nuovo Tribunale di Modica venne approvato e finanziato dal Ministero della Giustizia. Ed al tempo non era stato affatto disegnata il nuovo assetto geografico né i criteri informatori della riforma, che presero corpo solo con il Ministro Palma. Prima erano tutte teorie e progetti informi. Chissà perché fra i criteri informatori non venne indicato quello relativo alla idoneità della struttura giudiziaria perché diversamente…….
    P.S.: le province sono soppresse e non sostituite. Legga la Carta Costituzionale e lo Statuto Siciliano.
    Saluti
    Carmelo Scarso

  5. Il Ministro della Giustizia in questione si chiama Orlando ed quel soggetto politico che giorno 30 aprile p.v. parteciperà alle primarie per la Segreteria del Partito Democratico. Trattasi di un soggetto politico che vorrebbe riunire il partito sui basi popolari e che si ripromette di riavvicinare il PD alle periferie del paese.
    Dagli articoli televisivi ho notato che il Ministro Orlando, all’indomani del suo annuncio a volere partecipare alla primarie del PD, ebbe a comparire in televisione senza cravatta e con il ciuffo un po scompigliato, quasi a sottolineare un carattere “periferico” e “popolare”.
    Vorrei sapere dal Ministro e candidato alla Segreteria del PD Orlando quali e quante sono le periferie del paese che ha visitato; se è cosciente che lo sviluppo di una periferia passa anche attraverso il mantenimento ed il rafforzamento delle Istituzioni presenti su quel territorio. Cio in quanto le istituzioni periferiche dello Stato possono paragonarsi alla “chioma di un albero”. Se essa e folta l’albero apparirà in tutta la sua magnificenza; viceversa se le foglie cadono o si ritirano l’albero si presenterà nella sua forma scheletrica.
    La questione riguardante il mantenimento o la soppressione del Tribunale di Modica non è indice di gretto provincialismo; non si tratta del vezzo pigro di pretendere un Tribunale “sotto casa”. La questione è ben altra: la spoliazione e l’amputazione di un territorio con una grave ferita alla identità dello stesso.
    Il percorso politico per rappresentare le periferie è aspro ed in salita. La rappresentanza delle periferie comporta necessariamente che da lì si deve provenire perchè solo in questo modo sentirai dentro l’impulso alla tutela ed alla salvaguardia.
    Carmelo Spadaro

  6. Sicuramente lei non la darà gratis, ma lei la sa molto lunga, e sicuramente appartiene alla categoria di quelli che hanno il presidente del consiglio che non hanno eletto e se ne lamenterà, hanno le province ma non si accorgono che non ci sono state più le elezioni provinciali (e pertanto mancano i centri di “potere politico”), quelli che pensano che un politico possa cambiare qualcosa e non hanno idea che qualsiasi proposta deve essere accettata a maggioranza (maggioranza dei voti si approva altrimenti no) quelli che si lamentano di tutto e danno la colpa a “iddi”.

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