L’Osservazione dal basso di…Direttore. La vita morale della Chiesa tra fallibilità e infallibilità

5
1461

Non c’è dubbio che in un quadro sociale complesso e fortemente in crisi come quello che stiamo attraversando, si guardi alla vita morale della Chiesa, sia nella sua espressione gerarchica che in quella laicale e di vissuto comunitario, con molta attenzione. In un momento di disorientamento come quello attuale sono in parecchi a chiedersi, anche tra i cristiani, come possa essere possibile, alla luce di scandali e negatività che coinvolgono fedeli laici ed ecclesiastici, affermare ancora che la Chiesa è guidata da Cristo e che il Magistero del Papa sia infallibile. Certo, gli errori nella Chiesa ci sono stati, ci sono e ci saranno sempre, ma è altresì vero che la folta schiera dei “telepredicatori” di oggi, non deve sviare da una comprensione della questione per intorbidire ancor di più le acque.

Vorrei puntare l’attenzione sul discorso dell’infallibilità del Papa, perché la questione è molto complessa e la riflessione non può essere affidata agli umori , agli impulsi di un emotivismo tipico del nostro tempo, agli sproloqui sanremesi e delle trasmissioni televisive. Anzitutto occorre riflettere per evidenziare che nella Tradizione della Chiesa i Concili hanno sempre seguito una regola: Pietro, quale maestro di verità e per la grazia dello Spirito, è colui al quale spetta l’ultima decisione: nella casa del centurione Cornelio, Pietro è guidato dallo Spirito Santo, decide e lo Spirito conferma le sue decisioni(Cfr. At 10,1-48). Dunque quando il Papa decide, Cristo parla in lui per mezzo dello Spirito Santo. Ecco perché S. Ambrogio poteva scrivere: “Dove è Pietro, ivi è la Chiesa; dove non è Pietro, ivi non è neppure la Chiesa”.
L’infallibilità del Papa si riferisce pertanto a questioni legati alla dottrina fede e alla vita morale, non a campi diversi da questi. Quando, ad esempio, scoppiò in Africa la polemica tra Agostino e Pelagio, quest’ultimo protestò presso il papa Innocenzo I. Questi intervenne dicendo: “Tutto quello che vien fatto, anche nelle province più lontane, deve essere portato a termine solo dopo che è giunto a conoscenza di questa cattedra”. Quando si ebbe la decisione del Papa, S. Agostino scrisse: “Da Roma son venute le risposte favorevoli. La questione è chiusa; piaccia a Dio che finisca anche l’errore”(Sermo 131,10).
Ecco come nella Chiesa va intesa la dimensione dell’infallibilità del Papa. Se, poi, facciamo riferimento al Concilio di Efeso del 431 d.C., dove venne riconosciuto che Maria è la vera madre di Dio, anche in questa circostanza quando venne letta la lettera del Papa l’assemblea affermò: “Ecco il giudizio giusto. Sia ringraziato Celestino, il nuovo Pietro. Sia ringraziato Cirillo, nuovo Paolo. Grazie alla roccia della fede, Celestino”..
Dunque sulle questioni della fede l’infallibilità del Papa gli deriva dalla grazia di Cristo. La storia ci insegna, purtroppo, che quando invece il Papa ha rivendicato a sé decisioni in altri campi, per esempio quello politico, scientifico, la fallibilità si è evidenziata con chiarezza. Tanto per fare qualche esempio, si può fare riferimento all’epoca della Riforma. In quel periodo i papi Alessandro VI e Clemente VII (quest’ultimo decise di schierarsi contro l’imperatore Carlo V) presero parecchie decisioni politiche , che ebbero riflessi negativi sulla vita della Chiesa. Nelle decisioni politiche il Papa non è infallibile e, quindi, può prendere decisioni sbagliate.
Sulle questioni scientifiche, e vado ad un altro esempio, la Chiesa non ha la competenza e l’infallibilità. Quando venne fuori la teoria di Galilei, che sconfessava l’antica convinzione che la terra fosse piatta e che fosse il sole a girare intorno alla terra, la Chiesa processò Galilei invitandolo a ritirare la sua teoria e ad abiurare. Lo scienziato obbedì e ritirò le sue tesi, ma non c’è dubbio che la decisione della Chiesa, preoccupata del fatto che la teoria di Galilei potesse arrecare un danno alla fede, intervenne in un campo che non riguardava la fede e la morale ed ecco il motivo per cui sulla condanna di Galilei la Chiesa fece poi un passo indietro.
Bisogna infine tener presente che l’infallibilità non è equivalente a impeccabilità. Se l’infallibilità sulle questioni delle fede è un dono di grazia che Cristo concede alla sua Chiesa, la possibilità di sbagliare appartiene all’umanità della Chiesa, per cui anche il Papa, come tutti gli altri uomini, può sbagliare, proprio come è accaduto a Pietro che ha tradito Gesù peccando, e poi si è ravveduto. Purtroppo mi rendo conto che quando persone della gerarchia ecclesiastica cadono in errore, questo fa più scalpore, per cui è facile che giornali e mezzi di informazione facciano leva su di esse, a volte in mala fede, per screditarla ricorrendo anche a calunnie e accuse che appaiono il frutto di una viscerale anticlericalismo.
Certo è, comunque, che nella storia dei Papi che hanno guidato la Chiesa ve ne sono stati alcuni che hanno sicuramente lasciato molto a desiderare sul piano della loro vita, ma altri che hanno dato una luminosa testimonianza. Se andiamo ai secoli IX e X , quando le famiglie aristocratiche erano in lotta tra di loro per avere influenza sul trono papale, troviamo quattro Papi che potremmo definire non in linea con i dettami evangelici, come pure durante il Rinascimento si incontrano due Papi, come ad esempio Alessandro VI della famiglia spagnola dei Borgia, che cedono allo spirito del tempo con una condotta di vita non esemplare. Se invece andiamo al passato più vicino a noi, da Giovanni XXIII a Paolo VI, da Giovanni Paolo II fino ad arrivare a Benedetto XVI e papa Francesco chiaramente la guida del Magistero, nonostante le manchevolezze, ha fatto respirare il vento del Concilio Vaticano II.
Ecco, nella Chiesa troviamo luci ed ombre. Le ombre non si possono cancellare, possono essere comprese all’interno dei periodi storici in cui sono emerse, ma non possono distruggere il volto della Chiesa. Lo stesso è oggi: gli errori ci sono, le contraddizioni pure, le ingerenze e le contro testimonianze altrettanto, ma tutto questo non fa venire meno una certezza: la chiesa è un segno della presenza di Cristo nella storia per la salvezza degli uomini e deve guardare al papa con gli occhi delle fede: non come ad un capo di stato, ma il successore di Pietro che ci conferma nella fede.

5 Commenti

  1. Certo che la sua argomentazione è alquanto errata! Ma come fa a dire che il papa è infallibile per quanto riguarda le dottrine? Le dottrine di Maria madre di Dio, la trinità,l’immortalità dell’anima ecc sono chiaramente false, offendono il vero Dio e hanno origine pagane. Ma nei seminari vi fanno studiare davvero queste stupidaggini?
    Ah dimenticavo…..Pietro non è mai stato a Roma…quindi il papa che è il successore di Pietro …..è falso! Ovviamente io ho le prove di quello che dico.

  2. Riprendo una bella espressione, che condivido e che definisce sinteticamente la comunità dei credenti: “la Chiesa è un segno della presenza di Cristo nella storia per la salvezza degli uomini e deve guardare al Papa con gli occhi delle fede”. I Vangeli, per quanto ne so, non attribuiscono a Cristo particolari definizioni della fede, anche se Gesù stesso non ha esitato a svelarne la potenza e gli effetti, in una dimensione spirituale. Ma non solo. San Paolo, nel solco della tradizione apostolica, insegna che “la fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono”. Da credente, ritengo che niente sia più difficile di far proprio questo insegnamento. La fede vacilla spesso, quando la speranza si affievolisce e quando quello che ardentemente si spera non si sente e ancor meno si vede. Ma, se si crede, è così. Se non si crede o se si crede a intermittenza, ogni scusa è buona per screditare. Ritengo che, alla luce della fede e solo in tema di fede, il Magistero della Chiesa e la parola del Papa siano il riverbero della Parola, da questa traggono ispirazione e a questa vogliono condurre. Un faro acceso per gli uomini, non necessariamente credenti. Un punto di riferimento offerto a tutti, verso cui orientarsi o meno, in piena libertà. La gratuità e la libertà sono alla base del discorso evangelico. Ciascuno è libero di credere o di non credere. Così come ciascuno – qui uso il condizionale – dovrebbe rispettare il credo altrui. Dispiace, però, che i detrattori, probabilmente privi anche del più tiepido credo laico, siano sempre pronti a cavalcare l’onda dell’umana debolezza, che si oppone alla fede, o a sfoderare non so quali verità per tentare di scardinare ciò che non accettano o che non è convenzionalmente gradito.

  3. Devi stare attento a non confondere la fede con la credulità. Uno che ha fede si accetta di quello se quello in cui crede è vero o falso. Ti faccio alcuni esempi: in 1 Giovanni cap 5 versetto 21 dice…Figlioletti, guardatevi dagli idoli. Uno che ha fede, studia e legge la Bibbia e si rende conto che l’Altissimo è un Dio geloso e che non da la sua gloria a nessuno. Un credulone va dietro a quello che dice la chiesa senza farsi domande….e si inchina e fa processioni a maronni e signuri,santi….l’importante è divertirsi . Giovanni 13:34,35 li Gesù,il figlio di Dio , da un comando esplicito ai suoi veri seguaci. Ti esorto a leggerlo e dopo fatti queste domande: ma la chiesa ha osservato questo comandamento o ordine di Gesù? Nelle varie inquisizione ,guerre mondiali,nel sostegno vergognoso che la chiesa ha dato a dittatori sanguinari ,il papa E’ STATO INFALLIBILE? Un credulone ti dirà di si, ma una persona con un po’ di cervello e soprattutto che ha solo FEDE in Dio e non agli uomini ti dirà di no. E voglio sorvolare di proposito sui vari crimini che ancora la chiesa commette sotto gli occhi di tutti, con il consenso di questo papa che molti considerano straordinario. Io penso che la chiesa è messa male e credo che deve rendere conto a Dio di quello che ha fatto e continua a fare. Perdonatemi il mio tono….ma non sopporto l’ipocrisia…..ma una prostituta….non può dare lezioni di moralità o sentirsi al di sopra degli altri arrogandosi il diritto di avere il sostegno Divino. Che ne pensate?

  4. Caro (o Cara) Riflessione,
    il credulone si lascia abbindolare ingenuamente da chicchessia, credendo a tutto ciò che gli viene detto. Nella fattispecie, Il fedele o credente è uno che abbraccia pienamente la vita e la parola del fondatore della Chiesa: Gesù Cristo. E’ un atto volontario profondo, scaturito da una riflessione interiore. E’ l’accettazione di un messaggio trasmesso attraverso una bimillenaria testimonianza. E’ l’incontro trascendente con una Persona in cui si crede fermamente senza averla conosciuta, se non attraverso la tradizione apostolica, che non coinvolge solo la vista e l’udito, come per una conoscenza fisica diretta, ma anche la mente e il cuore. Con tutti i miei limiti, ritengo di essere un fedele o credente e non un credulone. Sono profondamente convinto che la Bibbia non va letta ma meditata. I libri in essa contenuti non stimolano giudizi sul mondo ma indagano il senso dell’esistenza. Non credo sia possibile vivere il messaggio evangelico professando la sola fede in Dio, senza concedere fiducia agli uomini, con tutte le difficoltà e i rischi che questo comporta. Così facendo ci si pone al di sopra dell’umanità, senza averne titolo. Infine, trovo azzardate, ingiuriose e gratuite certe considerazioni e, in special modo, certi epiteti sulla Chiesa, che per i credenti è Madre e Maestra. Chi non crede potrà anche considerarla un’Istituzione come un’altra. Personalmente, riprendendo ciò che ho avuto modo di scrivere commentando un articolo di questo giornale qualche anno fa, dico che “la Chiesa non vive in un mondo protetto dalle contaminazioni (……) è una comunità aperta di peccatori in cammino verso la redenzione, che chiede incessantemente perdono ed è profondamente grata a chi si è spogliato di ogni regalità per vestirla di dignità e santità. Il Cristianesimo non è una religione ma la comunione di fiducia e di amore dei credenti, in mezzo al mondo, in unità trascendente col suo fondatore”. Non le sfuggirà che Gesù, sfidando i pregiudizi degli uomini del tempo (e di oggi), perdonò un’adultera, non prima di aver invitato gli accusatori, pronti ad emettere ed eseguire una sentenza di morte, a consultare la loro coscienza. Ora e qui, mi auguro che, se è pronto a lapidare, lasci cadere accanto a sé la pietra che tiene in mano.

  5. Resta il fatto che che la credulita’ è differente dalla fede.
    Un credulone crede che Gesu’ Cristo sia stato il fondatore chiesa. i fatti sono ben diversi: il fondatore della chiesa cattolica apostolica romana è stato Costantino, un pagano che poi e’ stato santificato non so con quale criterio. Gesu’ Cristo è stato il fondatore del CRISTIANESIMO che è ben diverso dal cattolicesimo.
    Gesu’ disse nel discorso della montagna,riportato in Matteo 7:15-23:“Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in manto da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. Non si coglie uva dalle spine né fichi dai cardi, vi pare? Similmente ogni albero buono produce frutti eccellenti, ma ogni albero marcio produce frutti spregevoli; l’albero buono non può dare frutti spregevoli, né l’albero marcio può produrre frutti eccellenti. Ogni albero che non produce frutti eccellenti è tagliato e gettato nel fuoco. Realmente, quindi, riconoscerete quegli [uomini] dai loro frutti.“Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: ‘Signore, Signore, non abbiamo profetizzato in nome tuo, e in nome tuo espulso demoni, e in nome tuo compiuto molte opere potenti?’ E allora io confesserò loro: Non vi ho mai conosciuti! Andatevene via da me, operatori d’illegalità.
    Quindi visto che ha detto che la bibbia va meditata e non letta…..mediti su chi Gesu’ si stava riferendo? o meglio,perchè non mediti se i frutti che produce la chiesa cattolica sono buoni o spregevoli?
    Gesu’ Cristo giudico’ il mondo,infatti disse”ho vinto il mondo”,giudico’ e condanno’ organizzazioni religiose come l’ebraismo(indovini per quale motivo?), Gesu’ smaschero’ quel sistema religioso che credeva di avere il sostegno di Dio (come crede la chiesa) li defini’ “sepolcri imbiancati”. Lo fecero anche Apostolo Pietro al sinedrio e anche Paolo. quindi non è una novita’ smascherare le bugie. Gesu’ non disse che in tutte le religioni c’e’ del buono o in buona misura fanno la volonta’ di Dio, ma disse: E CONOSCERETE LA VERITA’ E LA VERITA’ VI RENDERA’ LIBERI. Mediti su queste parole di Gesu’, secondo lei Gesu’ intendeva UNA Verita’ o Piu’ verita’?
    Gesu’ non faceva giri di parole quando parlava o era lezioso come fa il clero. Era diretto e non dava possibilita’ di interpretazione. Ma era misericordioso! Infatti come lei ha citato….ha perdonato tranquillamente una prostituta. Perche’? Perchè era pentita,umile,pronta a tutto per essere ristabilita con il suo Dio.
    Non mi sembra sembra di notare questi sentimenti in molte religioni.
    Io non mi sento di essere migliore degli altri,sono un peccatore anch’io, ma se questa madre, che la bibbia in apocalisse la considera una prostituta e non una mamma,vuol apparire per quello che non è….mi permetta di dire quello che ho imparato leggendo la bibbia,magari qualcuno sincero si ravvedera’. E sono anche pronto ad essere screditato se ci sono prove convincenti che demoliscano la mia fede….altrimenti pensero’ “Poveri Creduloni!”

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome

cinque + diciotto =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.