Cavalcata di San Giuseppe a Scicli, un’edizione improntata al fair play Grande ricchezza decorativa dei manti. Una delle edizioni più riuscite di sempre

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Il senso di appartenenza alla comunità, la sincera devozione e il desiderio di sentirsi parte di una tradizione hanno prevalso su competizione e individualismi. L’edizione 2017 della cavalcata in onore di San Giuseppe a Scicli passa alla storia per la doppia

rinuncia dei primi due premiati al riconoscimento del Comune: hanno vinto tutti, è stato il messaggio. Del resto, è stato davvero complicato per la giuria tecnica -la cui nomina è stata concertata con la comunità dei bardatori- riuscire a scorgere i minimi di livelli di differenza qualitativa fra una bardatura e l’altra.
La rievocazione della fuga in Egitto, la processione a cavallo, con animali bardati con fiori di violacciocca, ha fatto registrare nel weekend appena trascorso un record di presenza turistiche in città.
L’amministrazione comunale -spiegano il sindaco Enzo Giannone e l’assessore alla cultura Caterina Riccotti- hanno puntato in maniera decisa sull’orgoglio della riscoperta della tradizione, investendo risorse e decidendo per il recupero – dopo 25 anni- dei falò, che si accendono illuminando il cammino della Sacra Famiglia.
La città ha respirato un clima di festa cui nessuno ha voluto rinunciare, anzi, è stato bello registrare l’orgoglio dei devoti bardatori nell’esserci, senza protagonismi, ma con autentico fervore.

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