La febbre e l’uso degli antipiretici. La rubrica del dottore Federico Mavilla

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Intanto, chiediamoci se la febbre deve sempre essere curata. Infatti c’è un dibattito che ha da sempre animato la comunità medica: c’è chi pensa, infatti, che la febbre non andrebbe curata, in quanto rappresenta una risposta immunitaria dell’organismo alle infezioni. A tal proposito, uno studio pubblicato nel 2014 sostiene che la soppressione della febbre provoca almeno l’1% in più dei casi di morte per l’influenza. E allora come ci si deve comportare ?..Naturalmente, la particolare situazione clinica ci è certamente di aiuto nel stabilire se, quando, e cosa prescrivere nel caso di febbre.

E’ un dato ormai accertato, che quando ciò avviene, la prima cosa che si fa è l’utilizzo del sempre presente nel nostro armadietto dell’antipiretico. L’antipiretico è un farmaco che ha lo scopo di ridurre o reprimere la febbre, di solito causata da un’infezione virale o batterica. Generalmente tre sono i principi attivi costituenti più utilizzati : il paracetamolo, es. la tachipirina, indicato per chi ha problemi gastrici e di coagulazione del sangue e per i bambini; l’acido acetilsalicilico, AAS, es. l’aspirina, indicato in caso di prevalenza di dolori da infiammazione, e il ketoprofene, es. l’Oki, per cui valgono le stesse condizioni dell’AAS.
Il nome deriva dal greco anti (contro) e pyretos (‘incendi’), che dà luogo alla parola ‘febbre’).
Come funziona l’antipiretico? Una delle principali caratteristiche degli antipiretici è che sono farmaci che abbassano esclusivamente la temperatura corporea quando la febbre è presente. Di conseguenza, gli antipiretici non sono consigliati per altri fini: si potrebbe correre il rischio di far ‘crollare’ la temperatura del corpo al di sotto dei livelli di sicurezza. Ciò avviene perché, quando si verifica l’infezione, il corpo può iniziare a ridurre una sostanza, chiamata interleuchina, che invia un messaggio all’ipotalamo per aumentare la temperatura. Gli antipiretici, dunque, sostituiscono questo messaggio e l’ipotalamo risponde abbassando la temperatura a un livello normale.
Spesso bisogna continuare a prendere gli antipiretici per un paio di giorni prima che la febbre si abbassi, mentre altri farmaci – come gli antibiotici – potrebbero essere utili in una fase successiva in presenza di infezioni batteriche, in quanto questi possono contribuire a ridurre l’infezione e il rilascio di interleuchina.
Ci sono, però, casi, in cui alcune infezioni virali spariscono velocemente con una sola dose di antipiretico, che si può assumere sotto forma di pillola, compressa masticabile, liquido o granulato da sciogliere nell’acqua.
E’ bene, però, essere a conoscenza degli eventuali effetti collaterali degli antipiretici. Infatti, l’aspirina non dovrebbe mai essere usata nei bambini, a meno che non sia prescritta dal medico. Il paracetamolo è in genere controindicato nei pazienti con malattia epatica. Infine, potrebbero esserci conseguenze pericolose, anche gravi, se si superano le dosi consigliate. Il paracetamolo è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo, nei pazienti affetti da grave anemia emolitica o da grave insufficienza epatocellulare.
L’AAS è controindicato in caso di ipersensibilità ai salicilati o ai FANS; ulcera peptica o latente o in atto; emofilia o malattie emorragiche; diminuzione di fosfato nel sangue; insufficienza renale; bambini al di sotto dei 12 anni; gravidanza, soprattutto durante l’ultimo trimestre.
Per quanto riguarda, invece, del Ketoprofene, questo principio attivo è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o ai FANS; asma, riniti allergiche; ulcera peptica o gastrica; insufficienza cardiaca grave; insufficienza renale; cirrosi epatica; gravidanza; bambini al di sotto dei 12 o 16 anni.
Ci sono poi anche dei metodi naturali, tramandati dalle nostre nonne, per far abbassare la febbre, come per esempio, il fare il bagno in acqua tiepida, ciò dovrebbe contribuire a condurre la temperatura corporea verso il basso. Non bisogna, invece, cercare di far scendere rapidamente la febbre immergendosi nell’acqua fredda, perché – al contrario di quanto si possa pensare – il corpo tenderà a riscaldarsi, anziché a raffreddarsi. L’uso di salviette umide sulla fronte e sulla parte posteriore del collo, il bere del tè allo zenzero caldo (che induce alla sudorazione) o ai fiori di sambuco.
E’ importante sempre il bere dagli 8 ai 12 bicchieri di acqua al giorno o abbastanza per rendere l’urina pallida. Consigliata anche una bevanda energetica che sostituisce i liquidi persi per la disidratazione e i minerali.

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