Ragusa, Maria Rosa Marabita trova inconcruenza sull’introduzione della tariffa del servizio idrico

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Fra le tante novità che i Ragusani hanno trovato con l’introduzione della tariffa del servizio idrico c’è ne è una, forse minore, ma che costa ai cittadini una somma compresa tra 650.000 e 1.300.000 di euro. Si tratta della cauzione, introdotta dall’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico, con deliberazioni n. 86/2013 art. 4 e n. 643/13 allegato A art. 34.

Le deliberazioni prevedono un deposito cauzionale che è determinato in misura pari al valore dei corrispettivi dovuti per un massimo di tre mensilità di consumo storico; lo stesso deposito non può superare il valore medio per tipologia di utenza dei corrispettivi unitari dovuti per un massimo di tre mensilità di consumo medio annuo.
Considerando che, per le utenze domestiche di Ragusa, il valore medio dei corrispettivi unitari annui, come si evince dall’allegato B alla delibera consiliare n. 34 del 28 aprile 2016, (sistema tariffario del Servizio Idrico Integrato) è circa di 302 euro, la cauzione non può superare 75,50 euro (pari a tre mensilità).

“Si scopre – dice la Consigliera Comunale, Mariarosa Marabita – che la cauzione per le 27.590 utenze domestiche è di 100 euro, 25 euro in più di quanto consentito se si fa riferimento alla tariffa deliberata nel 2016.
Se poi si fa riferimento al consumo storico, cioè al ruolo ordinario del servizio idrico, fognatura e depurazione, per il 2015 il valore medio dei corrispettivi unitari annui è di circa 210 euro per cui la cauzione non potrebbe superare i 52 euro.
Svista, scelta consapevole dell’amministrazione di prelevare dai cittadini una somma considerevole per farne non si sa che, oppure calcoli errati da parte della sottoscritta.
Se fosse verificata quest’ultima ipotesi si chiede che l’ Amministrazione Comunale di Ragusa fornisca un prospetto con relazione esplicativa che possa permettere di comprendere come si è arrivati a calcolare in 100 euro il deposito cauzionale. Più che un Consigliere Comunale lo chiedono i cittadini che non capiscono come mai devono pagare una somma così alta visto che a Napoli si pagano 44 euro, a Bologna 31, in provincia di Belluno 42, a Reggio Emilia 50, a Pavia 80, a Parma e Piacenza 50, in Sardegna 55.
E così dicendo in quasi tutta l’Italia. Forse è il caso di fare come a Napoli dove i cittadini hanno costretto la ABC, società pubblica che gestisce l’acqua, a restituire ai cittadini la parte di cauzione indebitamente richiesta”.

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