Lottizzazione abusiva a Pozzallo. Trenta imputati, nessuna condanna

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Nessuna condanna per i trenta imputati nell’inchiesta dell’allora Procura della Repubblica di Modica su una presunta lottizzazione abusiva di Contrada Danieli a Pozzallo. Complessivamente erano quarantasei le persone indagate, poi il Gup del Tribunale di Modica, Maria Rabini, ne scagionò 16 tra cui un notaio.

Il Collegio Penale del Tribunale di Ragusa(Saito, Manenti e Aprile) ha assolto perché il fatto non sussiste sei tra funzionari e dipendenti del Comune, accusati di abuso d’ufficio, mentre è andata in prescrizione l’accusa per tutti gli altri. Come si diceva, il Gup di Modica aveva prosciolti il notaio, difeso dall’avvocato Enzo Galazzo, i muratori e altri operai che si occuparono della realizzazione materiale dei lavori, risultati essere estranei ai fatti. Originariamente nell’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza di Pozzallo, gli indagati erano 47 ma il proprietario della lottizzazione inquisita era deceduto. Gli altri erano un notaio, un bancario, un commercialista di Ispica, tre dirigenti comunali(due del Suap e uno all’Ufficio Tecnico), tre dipendenti comunali, un ex assessore comunale poi esperto del sindaco pro tempore ma, nel caso in questione, progettista e titolare immobiliare, sei imprese proprietarie, oltre ai titolari di concessioni edilizie. Tredici le villette abusive interessate, tutte sequestrate tranne tre. Ad eccezione dei sei “municipali”, tutte le altre persone, a vario titolo, rispondevano di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio, di abuso edilizio e di violazione della normativa antisismica. In relazione a tali fatti, il Gip aveva disposto il sequestro preventivo degli immobili. Nella fattispecie si trattava dei dirigenti e dipendenti del Comune di Pozzallo preposti al rilascio dei permessi e delle autorizzazioni in materia edilizia. Indagati, come si diceva, il notaio rogante gli atti di vendita, i professionisti che curarono i frazionamenti e la progettazione, nonché i imprenditori e i proprietari degli immobili costruiti sui lotti risultanti dall’illecito frazionamento. I fatti riguardano l’indebita lottizzazione, avvenuta tra la fine del 2005 e il 2011, del fondo rustico, e avrebbero determinato la trasformazione di una zona a destinazione agricola in area edificatoria. Oltre all’indebito frazionamento in zona agricola, si contestavano anche le singole violazioni edilizie, perché i fabbricati sarebbero stati costruiti in difformità rispetto a quanto autorizzato con le illegittime Concessioni Edilizie. Consistente il numero dei difensori, Raffaele Pediliggieri, Emanuele Guerrieri, Elia Amore, Luigi Piccione, Fabio Spadaro, Nino Galfo, Ignazio Galfo, Giorgio Terranova, Francesco Giardina, Carmelo Ruta, Salvatore Terranova, Enzo Cavallo, Giuseppe Solarino, Angelo Curciullo, Piero Ciarcià e Matteo Gentile.

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