Modica, maltempo. Una Nuova Prospettiva chiede il Piano Comunale di Protezione Civile

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Cosa resta del 23 gennaio? Certamente resterà a lungo nei ricordi dei residenti il fragore cupo e rimbombante della fiumana d’acqua e fango che, in pochi minuti, è piombata sulle quote più basse di via Fontana.

Ma il sentimento che ancora pervade l’animo di tutti è certamente quel misto di sollievo e incredulità per lo scampato pericolo.

Il Movimento Politico “Una Nuova Prospettiva” su questo delicato aspetto chiede il Piano Comunale di Protezione Civile, ritenendo che il terrore vissuto quella domenica notte non si è trasformato in tragedia solo per puro caso e grazie alla immediata solidarietà che è scattata tra i residenti.

“Di quella notte e dei giorni che seguirono – dice Nino Cerruto – si ricorda anche l’instancabile lavoro delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, dei volontari della protezione civile e di tanti cittadini che hanno permesso di riportare i luoghi in condizioni di sicurezza e far recuperare un minimo di serenità.

Come sempre, alla conta dei danni, avviata nei giorni successivi, man mano che sono proseguiti i lavori di svuotamento e pulizia, si è aggiunta quella dei proclami e delle promesse.
Chissà perché, si chiedono i cittadini, interventi e milioni non riescono mai a precedere gli eventi disastrosi e come mai politici e istituzioni non diffondono, con gli stessi roboanti proclami, cosa hanno fatto e, principalmente, cosa ancora non sono riusciti a fare.

Avremmo sperato che, tra una “grancassata” e l’altra, il sindaco Abbate avesse detto qualcosa di nuovo sul Piano Comunale di Protezione Civile, reso non più differibile e assolutamente prioritario rispetto a qualsiasi altro intervento”.

L’adozione e l’attivazione del Piano Comunale di Protezione Civile consente, infatti, di mettere in campo quell’insieme di procedure operative che mirano a fronteggiare le varie calamità naturali che possono colpire un territorio.

In concreto, la conoscenza e la pratica di queste procedure possono evitare, o quanto meno ridurre notevolmente, i danni che si generano in situazioni di rischio.

25 Commenti

  1. Gli allagamenti e l’invasione di fango dovuti al nubifragio del 22/23 Gennaio scorso, ha riguardato abitazioni della Via Nuova Macello. Si parla sempre della Via Fontana ma ad essere colpito è stato l’antico quartiere Molinelli. Ho cercato di precisarlo, quando è capitato, agli operatori dell’informazione ma questo nome sembra sconosciuto nonostante era molto noto al tempo in cui c’erano i mulini ad acqua. Precisato ciò, desidero evidenziare che gli abitanti di questa zona, da almeno un decennio chiedono il completamento dell’opera lasciata come cattedrale nel deserto. Tra le tanta iniziative, una delle ultime è stata la riunione tenuta al cantiere “Crisci ranni” dove si chiedeva all’Amministrazione dell’epoca “Amm. Buscema” di risagomare le sponde dell’alveo che nel tempo era stato stravolto da continue discariche abusive di materiali restringendo lo stesso alveo.Mi rendo conto che il mancato completamento di questa opera non si può imputare ad una singola Amministrazione ma a tutte quelle che si sono succedute negli ultimi venti anni.Capisco anche la resistenza di chi rema contro per proprie idee, sta di fatto che quest’opera incompleta rappresenta un pericolo maggiore che se non ci fosse. Due sono le cose secondo il mio parere; o si trova il modo di completarla fino al’ex foro boario cosi’ da regimentare il flusso dell’acqua come avviene già in Viale Quasimodo e Via Marchesa Tedeschi, o demolire questo manufatto partendo da quello che era il ponte Molinelli( guarda caso il nome del piccolo quartiere ) liberando l’alveo da qualsiasi vincolo. Una cosa è certa. La situazione cosi’ non può rimanere. Fino ad oggi siamo stati fortunati, ma per una volta l’Uomo dimostri la volontà di prevenire anzichè rincorrere, gli eventi. Importanti e apprezzabili sono le opere che sono in itinere per dare un poco di tranquillità alla gente, ma necessita nel breve futuro una soluzione più radicale. Saluti

  2. “Caro”Francesco Galazzo ,la invito a prendere visione dell’ABOMINIO perpetrato all’imbocco del canalone .

    Mi risulta che uno dei dirigenti dell’ UTC è ingegnere idraulico ,ma non capisco chi ha dato mandato agli operai di costruire ancora”trappole”…
    Sarei propenso a tirare giù il “serpentone” ,che fra le altre cose è stato mal progettato e sottodimensionato nella luce .

  3. @cittadino
    ma come fa a dire che è mal progettato e sottodimensionato? ne è sicuro prima di dire inesattezze? Il canalone è stato progettato e realizzato con la direzione dell’ing. Francesco Diana, finanziato dalla cassa del mezzogiorno negli anni 80-90. E’ successo anche che poi la cassa del mezzogiorno fu eliminata e le amministrazioni del tempo o quelle successive avrebbero dovuto almeno realizzare il completamento con i muri d’ala per evitare che la massa d’acqua avrebbe potuto creare quello che quest’anno si è verificato. Abbiamo visto che negli anni le amministrazioni comunali ad eccezione di quella precedente (secondo me più cosciente) hanno pensato di finanziare sagre, feste, cioccolattate, palii di incerte contee, ma il necessario no. Oggi ci lagnamo e ci poniamo sig. cittadino da giudici, mai entrare nelle reali questioni, solo lamenti e accuse: l’attuale amministrazione avrebbe dovuto occuparsi nei mesi scorsi della pulizia dell’alveo e della realizzazione dei muri d’ala. Stop. Cittadino, ma lei se ne intende di idraulica? Come fa a dire queste cose? Così per curiosità… Lei sa come si dimensiona un canalone di acque bianche, oppure parla a casaccio come si usa fare in italia.

  4. @Ciccio: queste tue sante parole dovresti spiegarle a quegli individui che “regnano” a palazzo S. Domenico, ma loro capirebbero?

  5. “caro”Ciccio,oggi sono andato a fare 4 passi al Corso(sub Corso) ,dalla Vignazza alla Fiumara ed ho CERTEZZA di quanto è accaduto la notte del 22/23 gennaio .
    Ho chiaro quello che c’è da fare ,anche perchè ho CHIARO cosa è accaduto lungo il Pozzo dei Pruni ed in particolare all’imbocco del “serpentone”di cemento .
    Avrà modo di constatare (nei prossimi giorni) se ne capisco di IDRAULICA ,posso solo dirle che va fatto un ELOGIO storico a chi progetto e realizzo la pavimentazione e la copertura dell’alveo dei torrenti modicani .
    Non mi parli del Diana ,perchè ha solo fatto delle GROSSE minchiate ,in primis lo spostamento del corso del torrente Pozzo dei Pruni ed il suo relativo inscatolamento .
    Non parliamo poi della realizzazione in”verticale” della sezione del condotto(cosi come quella dello Janni Mauro).
    Per non dire del restringimento della luce del ponte Annibale(ponte della Vignazza).

    Il MIRACOLO sta :il NUBIFRAGIO non ha fatto vittime ,solo danni materiali ingenti .
    Mi faccio meraviglia come nessuno non ha ancora presentato esposto per DISASTRO COLPOSO.

  6. @Ciccio – Mi sono sempre chiesto se a monte del progetto del serpentone ci fosse uno straccio di progetto generale, anche di massima, che ne spiegasse la finalità e ne indicasse i limiti ma temo che, per come usava a quei tempi, si andasse avanti a stralci e stralcetti ogni volta che c’erano soldi da spendere. Temo cioè che se fossero arrivati ancora soldi il serpentone sarebbe andato avanti fino al ponte “passo gatta” ed oltre perchè a quei tempi non è che importasse molto la finalità dell’opera, l’importante era spartirsi allegramente i finanziamenti degli appalti fra politici, imprese, affini e collaterali. E questo badi bene a prescindere dalle capacità tecniche del mio amico Ciccio Diana, semplicemente perchè allora “il sistema” funzionava (?) così. Voglio dire in definitiva che se il progetto avesse avuto una precisa finalità di miglioramento della sicurezza del sistema idraulico, avrebbe dovuto prevedere quantomeno le opere finali di raccordo e convogliamento da realizzare OBBLIGATORIAMENTE alla fine del biscione ed a prescindere dalla esistenza o meno della Cassa per il Mezzogiorno, perchè non è che da quando questa è stata chiusa non si sono più fatti lavori pubblici ! E’ un fatto che l’avere lasciato il biscione come un imbuto ridotto al solo tubo, ha creato una situazione di rischio assoluto maggiore che se il biscione non ci fosse, e questo perchè appena il livello dell’acqua comincia a salire ne aggira la stretta imboccatura, come ha perfettamente capito il sig. Galazzo.
    Quanto al dimensionamento dello “scatolone” il fatto che lo stesso sia stato aggirato e sommerso con delle precipitazioni che pare siano state solo 1/3 di quelle dell’alluvione del 1902 la dice lunga sulla sua inadeguatezza. Devo purtroppo dare ragione ancora al sig. Galazzo, l’unica cosa certa è che così restando le cose l’unico dubbio che resta è se la prossima alluvione ci rimetterà in ginocchio fra 10, 20, 30 anni o … dopodomani e se, come fortunatamente è andata stavolta, i danni saranno solo materiali.
    E poiché anche nei mali peggiori si può trovare un qualche riscontro positivo, spero che gli eventi tristissimi di questi giorni possano finalmente mettere fine alle stucchevoli dissertazioni sulla via alternativa sotto il “corso”. Quello è e deve restare solo un torrente, fra l’altro di sezione sicuramente insufficiente nel caso si ripetessero eventi eccezionali come quelli del 1902.

  7. Noi “sassi rotolanti”siamo innocenti…è la furia delle acque che ci ha lanciato a velocità per l’alveo coperto del torrente .
    Ne siamo dispiaciuti ,ma per fortuna non ci sono state vittime ,solo danni .
    Di sicuro tutto questo è da imputare alle amministrazione sorde e cieche che sono passate per Palazzo S.Domenico e per gli uffici dell UTC .
    Bisogna far tesoro dei propri errori e di quelli altrui .

  8. Penso non sia in grado di comprendere, cittadino, purtroppo Modica oggi è in mano a gente come lei, purtroppo e ne vediamo le conseguenze, e ancora quelle che ci saranno. Non le consento di dire dell’ing. Diana le parole che ha scritto, lei non lo ha conosciuto e non ne sa niente ed è indegno di pronunciare quelle parole, non comprende ed è completamente all’oscuro di ciò che dice, è semplicemente un “povero” tifoso dell’attuale Sindaco. Presenti lei l’esposto contro chi non ha pensato di mettere in sicurezza l’alveo, lo faccia.

  9. Cittadino, ciò che lei dice è non vero, non dica cose assurde, Diana è stato uno dei migliori ingegneri che Modica abbia mai avuto, le sue sono qualunquiste affermazioni. Condivido ciò che ha scritto Ciccio e aggiungo che la causa di ciò che è accaduto è la scelleratezza di chi ha costruito sotto il livello dell’alveo, oltre alla mancata manutenzione e pulizia dell’alveo. Non c’è stato nessun spostamento dell’alveo, si può vedere nelle vecchie mappe catastali e l’alveo è stato sempre quello, anche perchè uno spostamento avrebbe interessato le proprietà limitrofe all’alveo stesso e i proprietari non l’avrebbero concesso. Cittadino lei è una persona scorretta oltre che non informata. Buona giornata e mi auguro che le persone che intervengono in queste discussioni parlino con cognizione di causa e senza tirare in ballo persone che non ci sono più.

  10. “cittadino”parla con prove alla mano(foto ed altro)e quanto scrive corrisponde a VERITA ed avremo modo di comprovare il tutto pubblicamente .

    Quando qualcuno parla o scrive in verità , si trova sempre qualcun altro pronto a screditarlo .

    Perchè non lo denunciate ,o meglio non lo invitate a portare le prove ?

    Io ho visto le sue prove , e so anche che i CC a cui si era rivolto non lo hanno ancora chiamato .

    Aspettate e vedrete come la VERITA pian pianino emerge dal vostro fango .

  11. L’alveo del Pozzo dei Pruni è stato ridimensionato e spostato sulla sx del torrente ,così da lasciare spazio per costruire negli orti .
    Così come qualcuno voleva fare nel 2012 …
    Nei saggi geognostici del maggio 2012 ,è emerso il muro di contenimento di dx sommerso da più di un metro di terra alluvionale .
    Posso dirvi che parte dei lavori nella parte antistante l’imbocco del serpentone è fuori da ogni applicazione normale della Scienza IDRAULICA .
    E ciò costituirà ulteriore GRAVE PERICOLO per la città di Modica e per i suoi residenti .

  12. L’alveo del torrente fu ridotto a circa 4 mt da lavori di spianamento (maggio 2012) ,con relativo sequestro .
    Dopo il nubifragio con relativa esondazione risultava di ben 25 mt (stesso punto) ,ma le recenti manomissioni lo riportano a poco più di 6 mt(da cassoni a cassoni) con relative piante di noci li collocate .

    Il muro di dx(sommerso)del torrente si trova a più di 15 mt dall’attuale margine dx del serpentone (abominio idraulico) .

    Ditemi se serve altro ?

  13. @giovanni savarino
    si è vero le cose una volta andavano così, arrivavano quei pochi finanziamenti e si faceva quel che si poteva, ha perfettamente ragione ingegnere, tuttavia se dopo trent’anni non si è provveduto a completare facendo quei “NECESSARI MURI D’ALA” per convogliare le acque, lei pensa veramente che non sarebbero dovute intervenire le attuali e precedenti amministrazioni? Lei pensa che non era il caso di fare periodicamente la pulizia dell’alveo? Lei pensa che è più importante spendere (da buoni modicani) per le feste e sagre della cioccolata e non interessarsi alle cose necessarie e manutensioni, magari attribuendo ai nostri nonni le responsabilità? Sul fatto del dimensionamento del canalone lei veramente ritiene che non sia adeguato? Non potrebbe essere che magari l’imbocco si sia parzialmente ostruito con tutto il materiale che la corrente ha portato? MA vede, lei da tecnico, se ha la competenza come si direbbe, avrebbe il dovere morale di fare una denuncia in tal senso, anche se, con rispetto nei suoi confronti, non credo che a valle e cioè allo sbocco nella fiumara il canalone sia di sezione maggiore (ed in quel caso allora dovremmo mettere in discussione anche i progettisti di tanti anni addietro e non fermarci agli anni 80…) a rigor di logica, se all’imbocco è sottodimensionato a maggior ragione all’uscita la sezione dovrebbe essere molto più grande, non crede ingegnere? La sezione sotto il corso Umberto raccoglie due torrenti (compreso quello di San Francesco)… o no?

  14. Leggo il commento di terrorista che con due parole lancia accuse, ma non ha nessun argomento, beato lui che può.

  15. Ora leggo Cassandra, quindi lei accusa i lavori fatti nel 2012… allora a questo punto, non so che dire. L’ing. Diana nel 2012 era morto da parecchio. Io ho parlato della costruzione del canalone di trent’anni fa’, ed allora non mi risultano irregolarità: i lavori fatti nel rispetto del corso del fiume e regolarmente collaudati. Ora risponderà cittadino e terrorista che conoscono bene la questione, ma perchè nessuno ha mai denunziato in questo paese le cose irregolari che sono state fatte… addirittura lavori irregolari nel 2012? Booh! Solo a lamentarsi dopo. Vedremo come si risolverà.

  16. @Giovanni Savarino
    Ritengo che l’intervento del sig. Giovanni Savarino contenga, in modo mal celato una sorta di critica che, naturalmente, non va verso le capacità tecniche del “suo” amico Ciccio Diana, ma fra le righe si legge una critica al fatto che poco importasse la finalità dell’opera. A me questo lascia qualche dubbio, rispettosamente, devo osservare che la finalità dell’opera era evidente già da allora… io credo che urbanisticamente la copertura dell’alveo per ricavarne un migliore assetto della viabilità e della vivibilià del centro abitato di Modica era qualcosa di… come dire, almeno proponibile, direi anche senza se e senza ma – per non parlare che era inserita nel P.R.G. del tempo (più progetto di massima di quello…). Tutto ciò era fra l’altro la continuazione della copertura dell’intero torrente sia dal versante santa Maria che dal versante San Francesco, dovremmo dire che allora era meglio la Modica Venezia (vedasi treccani) con i suoi ponti. Sul dimensionamento, a me sembra plausibile ciò che scrive Ciccio, le dimensioni credo erano obbligate, e penso anche che il fatto di non essere tutta l’opera completa dipendesse da cause estranee al volere di qualcuno, senza assolvere la “politica” del tempo. Oggi navighiamo nella politica del “niente”, sig. Savarino, a me sembra evidente… chiaramente non ci sono errori, posto che non si fa assolutamente niente… a parte i festini che sono già stati menzionati. Inviterei comunque la saggezza dei lettori, a parte le “problematiche” invettive di terroristi o incerti cittadini, sul vedere la realtà dei fatti attuali e non ricercare nella storia le cause della attuale mediocrità. Grazie e con tutto il rispetto, scusandomi per le eventuali offese a chicchessia, saluto.

  17. @ Ciccio a ‘zulu ed a chi legge :
    A presto lo vedremo chi ha argomenti o prove ..abbiate pazienza .

    Per sicuro gli aspetti IDRAULICI non sono stati rispettati ,ne dal i progettisti ne dai realizzatori degli anni passati(forse si salva il Pluchino Innoccenzo,tratto Medaglie d’Oro) .

    Chi del comune doveva vigilare ed operare la vigilanza dell’alveo coperto , e la manutenzione non ha usato criteri di BUON SENSO .

    Ora ditemi chi ha ridotto ,e perchè ,la”luce”idraulica del ponte Annibale ?
    Chi ha pensato e realizzato sezioni verticali e non orizzontali dei “serpentoni” ?

    Chi e perchè ,nell’opera di manutenzione della pavimentazione degli alvei ha pensato di sostituire i conci con colate di calcestruzzo o di cemento armato ?

    Vi posso documentare :che sia il cemento armato che il calcestruzzo ,in poco tempo vengono erosi e rimossi dall’azione dinamica-percussiva dei”sassi rotolanti” lanciati dall’acqua a velocità elevate .

    Tra l’altro il cemento armato”spara”(proprio perchè armato) .

    Andate a vedere cosa è accaduto sotto la volta della via Marchesa Tedeschi ,o del Corso Umberto .
    Se volete ,prossimamente vi potrò dare notizie dello Janni Mauro e del S.Liberale o del S.Paolo .

    Avremmo GRADITO una opera comunicativa più celere e circostanziate da questa amministrazione .

    VIGILARE sulle opere in realizzazione sul Pozzo dei Pruni prima dell’ingresso al serpentone …è in atto un ABOMINIO .

  18. Un PLAUSO (alla memoria ,purtroppo) a chi Penso e Realizzo le murate ,la pavimentazione e la copertura degli alvei dopo l’alluvione(quella si !) .

    Un Opera Architettoniche di Rilevante Pregio ed Efficienza .

    Per non dirvi del sistema fognario sub-alveo ancora parzialmente funzionante ,realizzato con la misera tecnologia del tempo .

    Tutto sta andando in ROVINA per la poca sensibilità ,di chi avrebbe dovuto intervenire e non lo ha fatto .
    O se lo ha fatto ,lo ha fatto senza usare la testa e neanche le mani .

    Serve altro ??????

  19. @Ciccio – Le domande che mi pone spero siano retoriche nel senso che non mi pare che da quanto ho scritto si desuma che io mi opponga alla realizzazione dei muri d’ala o alla pulizia del torrente o pensi che sia meglio spendere in festini piuttosto che in prevenzione; se dalle mie parole si è capito questo evidentemente non riesco ad esprimermi e me ne scuso (ho la mia età e tutto è possibile!). Quanto al dimensionamento restano le mie perplessità è un fatto che la sezione idraulica (quella che si può fisicamente riempire d’acqua) oltre il ponte “mulinelli” è sensibilmente maggiore di quella assicurata dallo “scatolone” e comunque la minore larghezza dello stesso accresce sensibilmente il rischio di ostruzione (basta un albero di traverso) che permane per qualsiasi altezza visto che la sezione è rettangolare mentre i nostri nonni giustamente la fecero trapezoidale e crescente verso l’alto per favorirne l’autopulizia. Ho trovato fra le antiche foto di cui sono in possesso una suggestiva immagine del suddetto ponte prima degli interventi “moderni” e francamente quello era molto difficile che si ostruisse così come il gemello di “passo gatta”. Tempo fa con degli amici ho fatto un istruttivo e certamente suggestivo giro a piedi sotto tutto il corso ed è vero che le sezioni sono maggiori dopo la confluenza perchè i nostri nonni non dovevano certo imparare l’idraulica da noi, ma è vero pure che gli attuali imbocchi in calcestruzzo, compreso quello sotto piazzale Falcone, sono ben più stretti oltre che a sezione rettangolare e dunque a maggior rischio di ostruzione.
    @Zulu – So bene che l’idea a monte del “serpentone” era quella di farne una strada in prosecuzione di viale Quasimodo in conformità alle previsioni di piano, una strada verso “il nulla”, ma a prescindere dal fatto che quel piano mi pare demenziale (Costruire lo sviluppo del quartiere sul fondo dell’alveo) tuttavia la cosa resta opinabile e dunque se ne può parlare. Quello che sicuramente non ha funzionato è il procedere a stralci e stralcetti (Con l’attuale codice degli appalti sarebbe impossibile) senza prevedere che ogni stralcio fosse almeno “funzionale” e cioè portasse a compimento una parte dell’opera che avesse un senso ed una fruibilità immediata seppur parziale. Invece il serpente sta li da decenni ed immagino quanti visitatori della nostra città si siano chiesti cosa è quella bestia inquietante priva di testa. So bene che l’andazzo dell’epoca era quello e non per niente il nostro è il paese delle incompiute e non ne faccio una colpa ai tecnici che si adattavano all’andazzo, nel mio piccolo l’ho fatto pure io, ma credo che possiamo essere tutti d’accordo che non sono state fatte scelte “funzionali” né allora né nel seguito per cui oggi non ci resta che confidare nella saggezza dei contemporanei (?!) ai quali però oggi assai più che allora mancano i sesterzi. Quello che è stato realizzato li in fondo all’alveo ed in una piccola parte dello stesso è un aborto pericoloso e non per colpa di questo o di quello ma per un andazzo generalizzato dell’epoca che è sbagliato giudicare con i parametri attuali ma al quale occorre porre rimedio, per quel che si può e presto, anzi prestissimo.
    P.S. Ciccio Diana era un architetto/ingegnere brillante col quale ho avuto l’onore di collaborare e non mi permetto di giudicare, la sua opera va valutata in rapporto ai suoi tempi, col senno di poi è tutto facile.

  20. Credo che da qualche parte dell’ufficio tecnico comunale ci sarà uno “straccio” di relazione idraulica che supporterà il dimensionamento del canalone… anche perchè un archivio ordinato come quello del comune di Modica, difficilmete si troverà altrove. Direttore dell’ufficio in quegli anni se ricordo bene era il geom. Di Martino, e credo che i tecnici di allora avranno verificato il progetto… per non parlare che nel dimensionamento si sarà tenuto conto del bacino imbrifero di influenza ma ovviamente si sarà anche tenuto conto con le varie formule empiriche di eventi piovosi “statisticamente rilevanti”, ovviamente tenendo conto delle probabilità che un certo tipo di evento si verificasse… se si avesse voluto dimenzionare il canalone per un diluvio con probalità minime che si verificasse non ci sarebbe stato spazio sufficiente. Non si sarà tenuto conto SICURAMENTE del fatto che qualcuno abbia ostruito l’imbocco o il corso del torrente come viene esposto da CASSANDRA. Ma ingegnere guardi che nessuno ha mai pensato che lei si sia opposto a fare quelle cose che lei ha mensionato, ma sicuramente ha posto l’attenzione nella direzione poco importante, non ho letto che le si sia pronunciato contro la “legittima” concessione che ha dato la possibilità di costruire allo stesso livello del letto del torrente. Questo è il vero problema secondo me. Nessuno accusa nessuno, peccato il blaterare di cittadino e terrorista.

  21. Mio buon Ciccio lei mi sembra ingenuo e sicuramente in buona fede ma le pare che potrei e dovrei ergermi quale moderno Don Chisciotte a tirar sassi contro ogni porcata che si perpetra nella nostra amata Modica ? Lei sa quante case abusive sono state realizzate a Modica (solo varie migliaia)? Lei sa quante costruzioni sono state realizzate nei vari alvei delle cave di Modica ? Lei ricorda la vicenda del palazzo dell’alveo di via Trani prima autorizzato e poi bloccato e poi riautorizzato e poi … bo ? come sarà finita ? E di quello alla fine di viale Quasimodo per il quale tanti si sono battuti senza risultato ed ora con i bassi allagati ? E Marina di Modica dove mi dicono (non ci sono stato) che si sta costruendo sulle dune ? Ha mai fatto un giro sul San Liberale dove nell’alveo si trova di tutto e di più non ultimi dei grossi serbatoi di Gas liquefatto da riscaldamento che per pochissimo non sono stati travolti (stavolta) dall’acqua ?
    Mi sono battuto perchè Modica avesse un elisoccorso e per questo mi sono beccato più di qualche processo dai quali sono stato assolto ma me ne è venuta una “casuale” interdizione perpetua dagli incarichi pubblici, ne sono fiero ma oggi non lo rifarei, mi sono occupato di casa mia dove un muro maestro è stato sventrato per ricavare un cesso e l’ufficio tecnico ha ritenuto di sanare tutto e poi di questo alluvione perchè ho temuto che potesse ripetersi la tragedia immane che mi raccontava mia nonna che assistette ai fatti dal balcone dei “ponti Pulera” e perchè amo la mia città, ma mi creda, sono stanco ed ho smesso di credere nelle cose giuste. Avrei posto l’attenzione sulle cose meno importanti ? Mi creda amico mio, cominci a pregare anche lei Giove pluvio perchè non so se la prossima volta vorrà essere così clemente !
    Chiudo qui perchè non mi piacciono le telenovelle. Grazie comunque del civile confronto.

  22. @ Ciccio : Non sapevo che era un”tommasiano”puro(non crede se non vede..) ,aspetta e vedrà e forse crederà .
    Ad ogni buon modo ,e da quel che vedo lei di IDRAULICA non ne capisce un “H”,per non parlare di IdroDinamica .
    Il nonno aveva ragione ,non c’è più brutto del non sapere ed ancora più brutto del non voler capire o sentire (se sa leggere studi per favore ..).
    Ma lei è mai sceso e confrontato le varie sezioni dell’alveo del Motycano ,mettendole a confronto nella loro diversità di realizzazione e dei materiali impiegati ?
    Se non soffre di claustrofobia sono pronto ad accompagnarla ,magari in compagnia dell NH Giovanni ing.Savarino .

  23. Non so cosa significhi “blaterare”,e dimostrerò a chicchessia quanto scritto ,anche a rischio di essere denunciato(no problem) .
    In Scienza e Coscienza ,sono certo ed ho prove a volontà per reggere a qualsiasi contraddittorio .
    Mi farebbe solo piacere ritornare sotto il Corso con chi scrive senza sapere di cosa si parla ,oltremodo felicissimo d’avere la compagnia del NH Savarino .

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