Scicli strumentalizza…..Parla l’Ing. Antonio Colella, responsabile del Progetto Acif

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httpv://www.youtube.com/watch?v=CHfhypcT4s0&feature=youtu.be

Con la sentenza n. 3516 del 30.12.2016 il TAR di Catania ha respinto ed annullato il D.A. 290/GAB del 25.7.2016 con il quale venne revocato il precedente decreto 159/GAB del 4.5.2015 di giudizio positivo di compatibilità ambientale (VIA), pertinente al progetto di ampliamento dell’attività di gestione rifiuti presso la piattaforma sita in C.da Cuturi nel Comune di Scicli. La sentenza del TAR ha inoltre condannato al regione Siciliana e Legambiente Comitato regionale al pagamento delle spese di causa, a conferma dell’insostenibilità degli atti predisposti ed avanzati da ambo le parti per la revoca.

La sentenza non è fondata su cavilli giuridici, ma su elementi oggettivi quali la strumentalità non pertinente da parte di Legambiente e la mancanza di risposte oggettive da parte della Regione Siciliana alla precedente ordinanza del TAR di dettaglio sui motivi di revoca dell’autorizzazione.
Tale giudizio chiude una vicenda che ha dell’inverosimile da cui unica danneggiata è la società ACIF Servizi srl, la quale ha iniziato un procedimento autorizzativo con la massima disponibilità verso gli enti preposti ed in particolare con l’amministrazione competente, ottemperando ad ogni osservazione prescritta ed impartita durante la fase istruttoria senza alcuna opposizione in merito.
La società Acif servizi Srl in data 21 Maggio 2014 ha presentato presso l’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente domanda di giudizio di compatibilità ambientale iniziando la procedura di VIA del progetto di ampliamento dell’esistente piattaforma per la gestione di rifiuti. Il 21 Maggio 2014 ha depositato presso il Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei rifiuti domanda per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA).
L’impianto autorizzato potrà riutilizzare circa il 65% dei rifiuti in ingresso con conseguente beneficio ambientale nella riduzione dell’uso delle discariche le quali consentono solo il destino finale dei rifiuti. Solo una parte limitata decadente dalla lavorazioni sarà destinata a tali tipi di impianto, mentre una porzione del 15% sarà avviata ad altri impianti autorizzati specializzati per il recupero di materia.
Da quanto sopra si intuisce che il sito di Contrada Cuturi non è una discarica.

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