Il VII appuntamento col Caffè Letterario Quasimodo di Modica: un tuffo nell’Odissea

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Il VII appuntamento del Caffè Letterario Quasimodo di Modica, il primo del 2017, si è tenuto ieri presso l’Auditorium del Palazzo della Cultura, ed è stato dedicato all’ Odissea di Omero.
Il tema della serata, è stato “Ulisse…lo specchio delle inquietudini dell’uomo d’ogni tempo”, introdotta dal presidente del Caffè Letterario, Domenico Pisana, a cui è seguito l’ intervento di Michele Armenia, docente di lettere del Liceo Classico di Modica. La serata è stata arricchita inoltre dall’attore Giorgio Sparacino, Direttore della compagnia teatrale “Utopia” di Ragusa,

che magistralmente ha interpretato alcuni brani dell’opera omerica inerenti al tema, incantando il pubblico presente. Domenico Pisana, nella sua introduzione, ponendo il quesito “A quale Ulisse dell’Odissea, dalle tante sfaccettature caratteriali ognuno di noi ci identifichiamo?”, ha raccontato del suo sentirsi vicino all’ Ulisse, dal temperamento “polytlas”, termine che significa “molto paziente”, cioè colui che accetta il proprio destino e sfrutta le sue doti naturali – la pazienza e l’ingegno – per potere finalmente rivedere la propria terra. Questo aspetto meno eroico e più umano di Ulisse forse lo rende più simile a Pisana stesso, perché come lui, Ulisse è profondamente legato a Itaca, il luogo in cui ha lasciato la sposa Penelope e il figlio Telemaco, dove ha la sua casa e dove può condurre la vita che desidera. Non c’è nulla, durante il lungo e travagliato viaggio che lo faccia desistere dal suo obiettivo, nemmeno la possibilità di vivere accanto a una splendida ninfa come Calipso e di godere dell’eterna giovinezza. Nell’analisi puntigliosa di Michele Armenia di uno dei due grandi poemi epici greci, l’Odissea di Omero, in cui si narrano le vicende di Ulisse, (traduzione in latino di Odisseo), emerge il grande trait d’union di tutto il racconto dell’eroe: la fede! Per esempio la fede per Atena che lo salverà infatti dalla morte, (Ulisse è l’unico uomo a tornare ad Itaca)! Persino Alessandro Manzoni nei suoi “Promessi Sposi” prende spunto dall’Odissea: dopo innumerevoli peripezie Renzo e Lucia riescono ad arrivare al culmine del proprio sogno grazie alla loro fede nei confronti della provvidenza. La serata è stata piacevolmente allietata da intermezzi musicali a cura del Duo Modis, composto dal M° Lino Gatto, alla chitarra, e il M° Fabiola Caruso al flauto. Una sorpresa, infine, è stato l’interessante intervento di Edgarda Di Martino, studentessa del Liceo Classico di Modica, che ha dedicato una riflessione sull’incontro di Ulisse con la sua amata Penelope, e il loro momento di intimità conclusosi con un dolce abbraccio. “Lo studio dei grandi classici, e il ritornarvi – dice Domenico Pisana, in conclusione– permette di acquisire delle conoscenze che ci fanno comprendere meglio la nostra contemporaneità. I classici rappresentano la nostra storia, le nostre radici, e, nonostante il freddo glaciale di questi giorni, la presenza numerosa degli estimatori dei grandi classici è stata corposa, perché vuol dire che crediamo in qualcosa, e tutto ciò è motivo di orgoglio per la nostra terra. Il valore emerso dall’analisi di Armenia, ossia la fedeltà, rappresenta un’ideale, una parola data. In passato i nostri avi prendevano accordi con la parola data. Molti oggi, invece, riducono la fedeltà nella dimensione relazionale interpersonale tra un uomo e una donna, mentre invece il concetto è molto più ampio; la cultura classica è importante perché la nostra società non dimentichi l’umanitas che proviene dal mondo antico. Il nostro gruppo del Caffè letterario Quasimodo, è ancora insieme dopo ben undici anni, perché abbiamo creduto tutti in un impegno, abbiamo avuto fede nei nostri ideali”.
Al centro del prossimo appuntamento del Caffè letterario Quasimodo, il 28 gennaio, ci sarà la raccolta poetica del vicepresidente, Salvatore Paolino, che si intitola “L’altro eri tu”.

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