Il Presepe Vivente di Monterosso Almo apprezzato anche dagli studiosi per l’accurata ricostruzione storica

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Suggestioni a non finire per il presepe vivente di Monterosso Almo che, in occasione della 33esima edizione, sta facendo registrare numeri da record. La rappresentazione allestita nell’antico quartiere di uno dei borghi pi_ belli d’Italia si snoda tra vicoli e slarghi. E stasera, giornata di Capodanno, sar‡ riproposta per la terza volta in vista, poi, del gran finale programmato per venerdì 5 e sabato 6 gennaio. La calorosa accoglienza dei monterossani fa da cornice a uno straordinario evento che accompagna i visitatori in un mondo variegato di storia semplice e remote virt_. Tanto da suscitare la speciale ammirazione di studiosi come Giuseppe Nuccio Iacono che, dopo la visita, si Ë espresso in maniera entusiastica, invitando tutti a venire a vivere nella maniera migliore questa rappresentazione.

“Definirei questo presepe vivente – ha scritto Iacono – come un vero e proprio museo etnografico da percorrere sognando la magnificenza di un evento sacro che, con dovizia di particolari, ci fa scoprire profondi valori: la ricchezza immensa della povertà e lo splendore infinito della semplicità di artigiani e contadini di un tempo. Qui ritroviamo il tempo perduto. Tra le antiche casupole, lungo le tortuose viuzze e le rustiche scalinate si eleva quel profumo di storia dimenticata. Qui il presepe si veste di gesti, di colori, di odori, di forme, di suoni e di sapori che solo una memoria che si risveglia può percepire in tutta la sua gloria”. “La grotta della Natività – continua lo studioso – E’ l’apice delle emozioni e delle meditazioni. Nessuno può superarla senza aver offerto un momento di silenziosa riflessione che diventa una vera preghiera sia religiosa che laica che scandisce chiaramente la parola “Pace”. Quella parola, Pace, è sottolineata dalla sinfonia di gesti dei tanti personaggi che rievocano una vita quotidiana che si svela solo per l’occasione. Tutti i visitatori e turisti che qui attraversano il “tempo passato” e lo “spazio perduto” sono coinvolti dalla magia di Monterosso e diventano essi stessi personaggi protagonisti del luogo e del tempo. Come per incantesimo, quell’incantesimo che soltanto le cose belle riescono a generare, tutti i personaggi sembrano riflettere la luce della luna per poi trasformarsi in perle di storia remota che brillano di semplicità dentro umili dammusi gremiti di sensazioni”. Parole che dicono tutto e che riempiono di soddisfazione gli organizzatori dell’associazione “Amici del Presepe”, presieduta da Paolo Tavano, che da anni si battono per fare in modo che il presepe vivente possa attirare l’attenzione di quante più persone è possibile. “E’ davvero straordinario – commenta Tavano – l’affetto che i visitatori ci stanno dimostrando quest’anno. Significa che abbiamo lavorato molto bene e tutto ciò ci gratifica. Stiamo portando avanti, in questo modo, la nostra storia, le nostre tradizioni. E il riconoscimento ottenuto ci spinge sempre più ad andare avanti per portare ancora pi_ in alto un evento che assume una rilevanza speciale agli occhi di tutti”.

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