E’ nata la cosa rossa……………..l’opinione di Rita Faletti

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La cosa rossa ha finalmente preso forma. A sinistra della sinistra è nata una nuova formazione, “Liberi e uguali”. I disertori del PD, per incompatibilità con le politiche di Renzi ( o con la persona Renzi? ) stando alla loro versione, o mossi da autentico amore per la poltrona, stando al cinismo degli osservatori, dopo incontri a due, a quattro, a sei, perché di più non sono, hanno trovato la quadra, cioè un volto e una storia da presentare all’elettorato deluso del PD. Si tratta di Piero Grasso, magistrato, Presidente del Senato, e da due giorni leader dell’assemblaggio di tre partiti pulviscolari. Immortalati assieme e sorridenti, Fratoianni, Civati, Speranza, Bersani e D’Alema, sono gli alternativi al contestatissimo segretario ed ex premier. Gli sconfitti di ieri, più che dalla rottamazione, dall’indifferenza e dall’abbandono di tanti italiani, e oggi i promotori della rinascita di una sinistra diversa dal PD e del rinnovamento del Paese. Un programma la cui attuazione richiede qualità molto al di sopra dell’ordinario, ma poco importa,

siamo ormai a fine legislatura, le promesse in campagna elettorale sono un vizio diffuso e gli elettori sconfortati sono facili da ingannare. Intanto, alcune sorprendenti novità sono state annunciate: tassazione progressiva, ossia più tasse per quelli che le hanno sempre pagate; reintroduzione dell’articolo 18; ripristino dell’Imu sulle prime case. Anche quelle non accatastate? Nel Sud del Paese all’incirca il cinquanta per cento, un bel gruzzolo. L’inedita ricetta per il rinnovamento si ferma a questi tre punti e già sa maledettamente di aumento della tassazione con provati effetti deprimenti sull’economia. Del resto, qual è lo stupore? I partiti della sinistra hanno dimostrato di non saper fare di meglio, e poi perchè rovinare l’atmosfera di entusiasmo e la commozione che si prova alla nascita di una nuova creatura? Come a una prima della Scala, l’eccitazione è tanta e il pubblico gioioso e bendisposto. Quindi, alla revisione della spesa neanche un accenno, nulla sulla sburocratizzazione, nulla sul contrasto all’evasione fiscale, nulla sul debito pubblico, nulla sui vitalizi che in diciotto Paesi europei non esistono più, nulla sul rapporto tra numero di parlamentari e popolazione (1,6 su centomila in Italia, contro l’1,4 di Francia, l’1,3 di Spagna e Olanda, lo 0,9 di Germania). A tal proposito, D’Alema, prima del referendum del 4 dicembre, dichiarò che sei mesi sarebbero stati sufficienti per fare una riforma che riducesse il numero di deputati e senatori e ponesse fine al passaggio ripetuto di un progetto di legge da una Camera all’altra prima dell’approvazione. Vedremo se alle parole seguiranno i fatti. Ma erano altri tempi e c’era in ballo il referendum costituzionale, alias l’eliminazione del nemico Renzi. Che, se non fosse arrivato a soccorrere il vecchio PD, ora quel partito sarebbe bello che morto e sepolto. Un giovane che salva un vecchio dall’estrema unzione è una bella immagine, peccato che il vecchio, lungi dal ringraziare, non aspetti altro che uccidere il suo salvatore. Ma pazienza per la mancanza di riconoscenza, D’Alema soffre pure di vuoti di memoria, verosimilmente indebolitasi con l’età. Infatti ha negato, in varie occasioni, di ambire ad incarichi politici, proprio come il compagno Veltroni che doveva andare in Africa. Sono entrambi qui, uno a scrivere libri e l’altro a fondare un partito al quale trasmettere, integralmente, il proprio DNA. E chissà se riuscirà a convincere qualche sprovveduto che “Liberi e uguali” ci salverà. Con Grasso leader è “possibile” direbbe Civati. Ora che il mitico Obama, il Presidente del “yes we can” è stato sostituito dal Commander in chief “The Donald”, chi sceglieranno come modello? Di Macron si è già impossessato Renzi e nei dintorni non si intravvede nessuno da copiare. Non resta che imitare se stessi, con la speranza che qualche buona idea illumini la mente di chi, senz’altro, è più libero e più uguale di un comune cittadino. È probabile che l’entusiasmo iniziale per questo scombinato raggruppamento di ultra settantenni nostalgici del passato e quarantenni senza fantasia si spenga presto e addio all’ auspicato risultato a due cifre.

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27 Commenti

  1. Condivido perfettamente tutto in questo articolo della signora Faletti, è tutto così. Per la verità io sarei meno sicuro che riuscirà minimente ad unire due o tre formazioni, probabilmente “solo” i loro leader… per gli altri saranno felici di diventare generali… ed alla fine anzichè 29 formazioni di sinistra, ne avremo 30… A parte l’ironia scontata, credo non ci sia niente di nuovo se non l’aspirazione a restare nelle poltrone. Per quanto riguarda D’Alema, naturalmente ci ricordiamo dei “sei mesi per fare le riforme”, ma quell’affermazione è stata per me l’evidenza che stiamo parlando del peggior politico che l’Italia abbia mai avuto.

  2. Quando si vuole dare una connotazione negativa si scrive un articolo come questo.
    Nessuno dice che il pd di renzi va a destra, nessuno dice che non ci sono disertori ma dissenzienti che non hanno avuto voce nel pd di renzi e sono stati cacciati via (si fa per dire, ma in effetti non hanno potuto esprimere la loro opinione perchè renzi ed i renziani non hanno voluto sentire ragioni portando il pd in direzione diversa dalla base).
    Lo scrivente è un moroteo convinto, e quindi molto vicino alla sinistra, ma rappresentante di un centrosinistra moderato e sente la sofferenza di una sinistra che viene continuamente polverizzata e per questo sempre perdente.
    Gradirei che i problemi nascenti da conflitti interni venissero visti in funzione della realizzazione del BENE COMUNE, che sicuramente non è l’azione di renzi e dei renziani che, pur di mantenere poltrone, governano ora con l’uno, ora con l’altro disorientando l’elettorato.

  3. @Ignazio Giunta, ma dove l’ha visto che non hanno potuto dire la loro opinione? Nei congressi si vota e si segue la linea della maggioranza, oppure si fanno le primarie e si vince a maggioranza, se non vado errato Renzi è stato votato da 2 milioni di persone alle primarie… cosa voleva di più Ignazio Giunta, così per capire il suo concetto di democrazia… può andare a Forza Italia, lì non votano e non fanno primarie. Alle poltrone sono appiccicati i vecchi che pur di non uscire dalla politica fanno nuovi partiti, sono già 30. Sempre grato poter dire la mia.

  4. il tuo commento mi sembra fuori da ogni logica se guardo indietro quello che dici di RENZI, calza a pennello a D’Alema & company. Dici anche che RENZI va a dx non mi sembra proprio. Loro si sono schierati con la destra in occasione del referendum

  5. @’zulu
    riconosco di essermi espresso male, e me ne scuso, certamente hanno espresso la loro opinione … ma
    1. non c’è stato confronto nè attenzione per il pensiero portante, legato sicuramente a larga parte della base elettorale;
    2. 2 milioni di preferenze per renzi alle primarie non portano la firma degli iscritti al partito, bastava versare la quota e chiunque poteva votare.

    @antonia1655@virgilio.it
    un conto sono le parole, altra cosa i fatti. Stai usando la tecnica di renzi che definisce buona la sua scuola … mentre invece è pessima.
    Tutto, o quasi, l’operato legislativo di renzi, dal jobsact, alle pensioni, alla buona scuola e alla legge elettorale è un recipiente colabrodo e contro la maggioranza popolare che ne viene largamente danneggiata, ivi compreso il sistema fiscale.

    …poi ognuno può spacciare per buono ciò che buono non è, non cambia di una virgola la sostanza delle azioni dannose contro il popolo italiano.
    Prendiamo in considerazione la crescita del PIL tanto osannata: Ma come fa un Paese come l’Italia a crescere se non produce? L’economia è basata principalmente sul terziario, mentre gli altri settori produttivi sono impastoiati dalle cattive politiche comunitarie: Agricoltura, allevamenti e industrie.
    Le fabbriche chiudono ve vanno al’estero
    L’agricoltura ha costi impossibili per le regole ferree … a differenza degli altri Paesi europeri
    L’allevamento è soffocato dalle produzioni europee, i nostri imprendizori agricoli sono costretti a chiudere le aziende …. Latte e derivati, olio, vino …. non hanno sbocco nei mercati europei mentre in Italia sono prevaricati dalle importsazioni con prezzi concorrenziali…

    ….. Ma renzi dice che il PIL cresce ….. se… nella sua testa e nel tentativo, ben riuscito, di ingannare gli italiani con parole false.

  6. Grandissima Rita FALETTI è sempre un piacere leggerti…Una voce fuori dal solito coro…..

  7. @Ignazio Giunta, il pensiero portante viene espresso dalla maggioranza che rappresenta la “larga parte della base elettorale”, aggiungerei la maggioranza della base elettorale. Pertanto se i numeri hanno un senso in questa disorientata “sinistra”, allora il PD con tutti i danni subiti da “pseudo comunisti e nostalgici del pensiero unico” e da dinosauri che non vogliono mollare le poltrone (incautamente Renzi ha espresso il termine rottamare, non l’avesse mai fatto… ma è quello che io e milioni di persone in questo paese vogliamo, mi creda), al netto di questi danni il PD si attesta al 25-27% circa, mentre l’insieme delle 30 formazioni di attesta al 5-6%… per me va bene così. Naturalmente se i numeri erano opposti avrei seguito la maggioranza, naturalmente, perchè questo è il principio fondanti di ogni democrazia libera, e se qualcosa vorrei cambiare lavorerei con correttezza dall’interno, e non votando con la destra… questi sono i principi cardine signor Ignazio. Grazie e saluto.

  8. @antonia1655@virgilio.it
    perfettamente d’accordo, D’Alema mandò i soldati nella guerra del Kosovo, ha proposto le stesse riforme che Renzi ha fatto, solo che lui (D’Alema) non era riuscito… c’è chi riesce e chi no nella politica. D’Alema ha subito gli attacchi della sinistra estrema come Renzi oggi. La storia si ripete. E che dire di Bersani, ha votato con Forza Italia il governo Monti e la riforma della Fornero, ha votato tutto anche con l’accozzaglia di centrodestra, e oggi deve distruggere il PD, facendo trionfare populisti e centrodestra. Continua a mendicare un accordo con m5s. Questi sono i “comunisti”. Io, con tutti i limiti e difficoltà che il PD ha, non sono d’accordo. Grazie

  9. Come al solito ‘zulu esprime in modo corretto e “moderato” un pensiero assolutamente condivisibile. Mi dispiace per il signor Ignazio, ma fino a quando le regole stabiliranno che la maggioranza sarà la linea da seguire, credo che tutti i distinguo non hanno senso. Grasso, si avvia ad essere titolare di un ennesimo partitino di sinistra utile solo a raggiungere uno striminzito 5%, e per chi vuole comprendere, per avere una misera “poltrona” da senatore, o magari da deputato. Ma come è possibile fare politica con bufale e bugie varie, ha ancora ragione ‘zulu, quando fà notare che E’ STATO lo stesso Bersani con Berlusconi a votare la riforma della Fornero (purtroppo l’unica cosa che si poteva fare in quel momento), oggi ci raccontano che la aboliranno: VEDREMO… Tutti oggi pensano che centri qualcosa Renzi, mentre lui era ancora Sindaco di Firenze, solo in un paese delle banane le bugie possono andare avanti, nei paesi SERI le bugie hanno le gambe corte.

  10. Dopo il 41% delle europee il pd, dopo aver incassato diverse sconfitte a livello locale e regionale (vedi Liguria e Sicilia) e dopo aver perso il referendum, a mio giudizio si attesterà al 20% – 23% alle prossime politiche. Adesso, al di là della nascita della nuova sinistra e al di là dell’articolo dichiaratamente renziano, i fatti prima enunciati sono storia e sono il risultato di una base di sinistra che non vuole votare questo pd. Auguri!!!

  11. La riforma Fornero piace anche a questo pd. Perché non l’hanno modificata? E il job act? Che porcata di destra creata da una falsa sinistra che sta contro i lavoratori. E la questione delle banche? Ma ancora non l’avete capito che ve ne dovete tornare a casa? Mettetevi con il pregiudicato di Arcore, lì è la vostra collocazione.

  12. ….gente di mare che se ne va, dove gli pare, dove non sa…cantava anni fa Umberto Tozzi. Ottimo riferimento ai comunisti. Quattro vecchi sfigati incapaci di farsene una ragione.

  13. @Piero & Pietro, governare è difficile, ma non è per tutti, chi non vuole assumersi responsabilità resta fuori e sarà buono a lamentarsi e criticare sempre. A questo punto spero che il m5s vi dia una opportunità, ma forse neppure ve la darà… Bersani è stato già umiliato una volta, potrete lamentarvi in eterno, ma è così che vanno le cose. IL PD è un partito democratico, vince perde ma sempre democratico. Mi dispiace per voi, anche con il 20%, va bene così… si può fare opposizione. Spero piuttosto che vi diano una opportunità per dire la vostra, ripeto. Penso che se non ci sarà un accordo m5s – sinistra aggregata e cose rosse varie, vincerà la destra, buon per voi e auguri, vi beccherete il pregiudicato. In termini calcistici mi sembrate l’accozzaglia degli anti: antijuventini, poi ci sono gli antiinteristi e così via. Questa per voi è la politica. Auguri di cuore a voi e che possiate contare più dei numeri che usciranno dalle urne. Spero non vi siate offesi, nel caso mi scuso e saluto. Grazie

  14. Certamente Lei, @zulu, di politica ne capisce tanta e cerca di mischiare le carte (guardi che il sedere al pregiudicato le avete leccate voi renziani) … difatti ne vediamo i risultati. La ringrazio/ringraziamo degli auguri, che sempre ricambiamo perchè ne avete tanto bisogno (evitate di spolpare le ossa senza un pizzico di sale); noi non ne abbiamo bisogno e i fatti ci stanno dando ragione. Comunque è inutile questo batti e ribatti, quello che contano sono i fatti, pertanto ci risentiamo tra qualche mese, a votazioni ultimate sempre che qualcuno, prima, non finisca negli “albi delle varie procure”. Saluti.

  15. A volte vorrei non commentare, lasciare che le cose e le convinzioni lascino il tempo che trovano. Ma a volte non posso contenermi nell’evidenziare cose che secondo me sono banali ma purtroppo nessuno vede. Vede Pietro, la riforma Fornero non piace a nessuno, ha qualche dubbio in questo? Ma l’hanno approvata tutti, ha dubbi in questo? Ma come non capire che la riforma Fornero andava fatta, ma non riesce a vedere che seppur dolorosa andava fatta? Ma come è possibile pensare che una cosa che secondo lei e tantissimi italiani non va bene e che neppure tutti i politici vorrebbero, ma come è possibile pensare che sia un capriccio di qualcuno approvarla? Io sig. Pietro non so quanti anni lei ha, ma si rende conto oppure no che tutti ne avrebbero fatto a meno? Oppure pensa che tutti compreso il PD, o MDP o Forza Italia volevano fare tutto questo danno agli italiani? Per quale oscuro motivo? Per scendere al 20%, ad esempio il PD? Mi risponda, lei pensa che i politici che sono stati dai cittadini eletti siano meno intelligenti di lei? Se lei è convinto così, credo che avrà tante delusioni in futuro, io la invito a pensare alla realtà senza sottovalutare tante persone che lei, comprendo, non conosce. Grazie alla redazione, ma volevo aggiungere questo modesto pensiero.

  16. Piuttosto che sprecare energie e risorse per “moltiplicare” cose rosse, cose azzurre o altro… sarebbe invece utile, riflettere su ciò che potrebbe essere proposto come alternative alla riforma Fornero, ad esempio, oppure all’aumento dell’età pensionabile… riflettere ad alternative che potrebbero essere più “giuste”, ovvero, andare a ridimensionare i DIRITTI ACQUISITI, oramai non più sostenibili, in favore delle nuove generazioni, e non pensate che i privilegi ce li hanno solo i politici, (sicuramente li hanno) ma anche tantissimi cittadini comuni che magari belano in mezzo al gregge e si lamentano mentre sono in pensione dall’età di 50 anni… . Mi aspetterei anche un po di entusiasmo da parte dei giovani in questo… è questo che nessuna parte politica ha mai messo in gioco? Potremmo capire anche il perchè.

  17. Piero I. ma a me cosa dice a fare di spolpare ossa senza un pizzico di sale, io non faccio e non ho mai fatto politica, mi interesso ed osservo, se poi la prende a male, e non vuole confrontarsi, va bene così, è mai il caso di discutere così. Grazie e chiudo.

  18. … ecco bravo non faccia politica. prima scrive che bersani insieme all’accozzaglia ha votato la fornero cpome per indicare una cosa male fatta, dopo scrive che la fornero andava fatta …….. si metta d’accordo con se stesso alytrimenti non si capisce cosa intende

  19. Ci vuol poco a capire.
    Ci sono riforme che, a prescindere dalle ideologie, vanno fatte. Se l’Italia ha un debito mostruoso deve accettare le condizioni di chi le fa credito.
    Vogliamo credere che le colossali bugie elettorali possano essere mantenute?
    Possiamo solo sperare che un partito di sinistra possa fare meglio della destra e degli estremi.
    Eliminiamo la legge fornero, il job act, rimettiamo l’articolo 18, e poi?
    Ma veramente pensate che i problemi dell’Italia sono questi?

  20. @gangitano
    io sono d’accordo con me stesso, ho scritto perfettamente che era l’unica cosa che poteva essere fatta, è Bersani che prima l’ha votata con tutta l’accozzaglia e poi è scappato accusando gli altri che l’hanno fatta, ma se ne faccia una ragione, cerchi di mettersi d’accordo lei con quale dei 30 micropartiti litigiosi ed inconcludenti stare. Ecco bravo, faccia come crede, cos’è un esodato oppure un pensionato cinquantenne?

  21. Non riesco a capire quali siano i presupposti della nuova
    avventura degli irriducibili post comunisti e ignoro il significato del
    nome del neo lillipuziano movimento. Per questo mi chiedo, certo delle mancate
    risposte: 1) liberi da cosa? 2) uguali a chi?
    Nel nome c’è, forse, tutto il non senso di un programma che svela
    l’assenza di idee, che ha relegato le cariatidi della sinistra italiana dei primordi ai margini del PD.
    Un esempio di come in Italia la politica non si fa con le idee ma con
    le ribellioni comode, che allargano un’offerta politica inflazionata a un elettorato che non chiede più partiti ma risultati concreti.
    I veterani della prima Repubblica, neo ribelli di una sinistra sempre più frammentata, sempre alla ricerca di un loro spazio ma sempre più anonimi, dovrebbero dare il buon esempio, concedendo al Paese quella serenità necessaria a tirarla fuori dalle sabbie mobili, e ci offrono invece il triste spettacolo di un revanscismo volto a riabilitarli.
    Mi riferisco a D’Alema e Bersani, comprimari anacronistici, attori navigati di una stagione politica che ha creato le premesse per la distruzione socio-economica dell’Italia, privi di quel pudore che consiglierebbe un passo indietro se non di abbandonare la scena.
    Chi possiede saggiamente un patrimonio di esperienza politica dovrebbe contribuire a creare nuove coscienze, inoculando un vaccino che renda immuni le nuove classi politiche dagli errori del passato, e non plagiare giovani politici con l’intento di renderli a propria immagine e somiglianza, perpetuando croniche inconcludenze.
    La cosiddetta lista unitaria di sinistra è un presagio inquietante, l’antitesi della saggezza, che in un azzardato gioco di termini appiattisce principi sacri come Libertà e Uguaglianza. Due valori che, se la destra non ha mai tenuto naturalmente nel debito conto, la sinistra ignora snaturatamente da decenni.
    Il nuovo micro movimento, la nuova creatura di D’Alema e Bersani, inizia male. Infatti, non è saggio acclamare Grasso leader senza avergli consigliato di dimettersi un minuto prima da Presidente del Senato della Repubblica, seconda carica dello Stato e figura super partes. Si tormentavano per Renzi Segretario di partito e Presidente del Consiglio, cariche puramente politiche, e non si scandalizzano per l’incompatibilità tra un incarico fortemente politico e un ruolo istituzionale. Qualcuno dirà che ci sono precedenti. Vero. Ma sostenendo questo a “Liberi e Uguali”si dà un senso diverso da quello voluto.
    A D’Alema e Bersani non calza neanche l’aforisma di Francois de la Rochefoucauld: “I vecchi amano dare buoni consigli per consolarsi di non poter più dare cattivi esempi”. Non so se si tratta di inconsapevolezza o scarsa attitudine all’esame di coscienza personale ma la novità, la vera novità, sarebbe dare buoni consigli per riscattarsi dai cattivi esempi. Nel mio piccolo, vorrei dar loro un buon consiglio che, forse, è anche un buon esempio: fatevi da parte.

  22. Andate a destra, quella è la vostra destinazione. Fate il partito della nazione con il nano di arcore.

  23. Io voterò PD, lei gangitano probabilmente consegnerà l’ Italia alla destra o al populismo pentastellato.
    Il tutto con la benedizione di D’Alema che ha un solo scopo, abbattere Renzi a qualsiasi costo, anche a discapito del popolo della sinistra di cui si riempie la bocca in ogni occasione.
    Solo meschini interessi di bottega e sete di vendetta.
    Progetti ZERO, programmi irrealizzabili.

  24. gangitano, gangitano… lei non segue la politica… Voi “ultimi comunisti” avete votato CON il nano di Arcore, ma anche con la Meloni, con la Lega di Salvini e con tutto il vecchiume di destra pur di distruggere il PD nel referendum… e come direbbe Sgarbi: studi, studi, studi, studi,….

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