L’osservazione dal basso di…Direttore. La visita a Modica del Principe di Monaco e le prospettive possibili del suo discorso alla città

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Un Principe che ha guardato la città di Modica non con autoreferenzialità, non dall’alto ma dal basso, e che ha voluto stringere la mano ai tanti attorno a lui: autorità civili, militari e religiose, rappresentanti del mondo della stampa, dell’associazionismo e della cultura, bambini, giovani adulti e turisti di passaggio, facendo anche selfie con naturalezza e cordialità e, addirittura, anche il baciamano ad una ex studentessa del Liceo Artistico di Modica, Lorena Colombo, che, dietro le transenne, lo ha voluto omaggiare consegnandogli un ritratto che lo raffigurava e che aveva preparato proprio per lui.

Si è mostrato così alla città di Modica Sua Altezza Alberto II di Monaco nella visita che ha effettuato il 10 e 11 ottobre. Un persona semplice, in ascolto e meravigliata del calore e dell’affetto che tutti gli hanno trasmesso. “Grazie al calore della vostra accoglienza – ha affermato nel suo discorso tenuto nell’Aula Consiliare di Palazzo San Domenico , non sento affatto il tanto tempo trascorso che, talvolta, allenta i legami familiari”.
Sulla cronaca della visita si è scritto e detto abbastanza, pertanto vorrei soffermarsi proprio sul suo discorso tenuto a Palazzo di città.
E’ stato un discorso, quello del Principe Alberto II, che si è sviluppato sostanzialmente su tre linee di movimento:
1.la prima di natura storica: egli ha riconosciuto che il cognome Grimaldi è strettamente legato alla storia della città di Modica, tant’è che per ricordare questi legami ha consegnato al sindaco, Ignazio Abbate, un bronzo del primo Grimaldi monegasco in ricordo della visita e per attestare che tra il ramo sovrano monegasco e il ramo di Modica c’è Oberto Grimaldi, antenato comune, che morì nel 1252.
Questi frammenti storici del suo discorso hanno altresì voluto testimoniare le gesta dei Grimaldi che si sono succeduti a Modica dal 1554 al 1918.

2.La seconda linea di movimento del discorso ha avuto una connotazione progettuale: il Principe ha sottolineato che egli ha voluto intraprendere questi legami con le sue radici non per un mero sentimento di nostalgia, ma per riallacciare rapporti in una prospettiva progettuale: “Non sono stato spinto – ha affermato – dalla nostalgia del passato, bensì dal desiderio di riscoprire il patrimonio che la storia ci ha lasciato per incoraggiare la realizzazione di iniziative di valorizzazione che possano produrre ricadute positive sul piano culturale e turistico e, di conseguenza, sul piano economico”. In questo quadro di progettualità , il discorso di Alberto II ha lasciato intravedere l’occasione della visita come una tappa per incontrare , dialogare e ascoltare gli amministratori di Modica e la popolazione, tant’è che a tal scopo ha dichiarato che è stata creata un’associazione chiamata “Siti storici Grimaldi di Monaco”, aperta non solo alle città di Palermo, Mazzarino e Modica, città oggetto della sua Visita di questi giorni, ma anche di quei comuni che possiedono requisiti storici e che “desiderano aderire a questa rete di promozione e di amicizia con il Principato di Monaco”.
Dunque, si prospetta all’orizzonte un scambio culturale e di amicizia tra Modica e il Principato di Monaco, atteso che Alberto II ha affermato con chiarezza che “a partire dal 2018, ogni anno e a turno, inviterà le città che hanno legami con i Grimaldi di Monaco “per far conoscere la loro economia, le loro tradizioni e le loro attrattive in occasione di incontri da vivere in un’atmosfera festosa e conviviale”.

3.Strettamente affettivi e colloquiali sono stati gli aspetti della terza linea di movimento del discorso di Alberto II : il Principe ha apprezzato molto lo stile semplice, sobrio, entusiasta ed affabile con il quale è stato accolto dalla città e dai suoi amministratori, tant’è che con una battuta ne ha sottolineato l’effervescenza: “Penso – ha detto – che voi attingiate il vigore e l’energia che vi sono proprie dalla vostra tradizione ancestrale di produzione del cioccolato! Vi garantisco che non mancherò certo di gustare senza moderazione e di apprezzare questa specialità locale”.
Un discorso, per concludere, semplice, lineare e concreto, che è stato accolto con soddisfazione dal sindaco di Modica, il quale è stato a stretto contatto con il Principe in tutte le fasi della visita, nonché da tutti i protagonisti dell’organizzazione. “La vostra calorosa accoglienza mi tocca profondamente – ha concluso Alberto II -, perché il tempo non cancella quanto hanno realizzato le generazioni che ci hanno preceduto”.
Soddisfatto il sindaco di Modica Ignazio Abbate, il quale ha evidenziato come in “questa due giorni di presenza di SAS Alberto di Monaco, la Città ha saputo fare il meglio di sé partecipando a quella che è stata una festa per un Capo di Stato vicinissimo a Modica e alle sue antiche tradizioni. Sono certo – ha proseguito – che il rapporto con il principato sia solo l’inizio di una fase di collaborazione e di presenza tra Modica e lo Stato monegasco che prevedo intenso e fattivo. Abbiamo finalmente inaugurato il Castello dei Conti dopo anni di chiusura al pubblico e oggi riaperto alla fruizione di tutti. C’è l’idea di farlo diventare una sorta di casa degli artisti siciliani moderni e non per farne una mostra permanente di alto spessore artistico e culturale.”
Dal punto di vista della sicurezza e della viabilità, la macchina organizzativa, che ha visto mobilitati tutti i vertici locali e provinciali della Prefettura e delle forze dell’Ordine, si è mostrata precisa e puntuale. Credo che Modica possa dirsi soddisfatta di un evento dal quale speriamo possano scaturire iniziative di promozione a livello sociale, culturale e turistico.

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1 commento

  1. Solo una nota, anzi due:
    1. Il principe Alberto II Grimaldi, oggi allo stato civile italiano o francese sarebbe Alberto de Polignac, poiché sua nonna, Carlotta Luisa Giulietta Grimaldi ( Constantine 1898 – Parigi 1977), detta Mademoiselle del Valentinois, principessa ereditaria di Monaco, duchessa del Valentinois, sposa a Monaco nel 1920 Pierre Marie Xavier Raphaël Antoine Melchior de Polignac, ed a sua volta la nonna sarebbe stata anche lei una non Grimaldi ma una Goyon de Matignon, perché a sua volta, la sua ava, Luisa Ippolita Grimaldi detta Luisa Ippolita di Monaco (Monaco 1697 – Monaco 1731), principessa ereditaria di Monaco, duchessa del Valentinois, sposò a Monaco nel 1715 Jacques François Léonor de Goyon de Matignon. Secondo la legge salica e qualsiasi stato civile in europa sarebbe una cosa “inusuale”, ma a Monaco appositamente fu in vigore una legge per dare la discendenza anche in linea femminile, facendo mutare il cognome del marito da XXXX a Grimaldi!
    2. Gli unici Grimaldi, che ininterrottamente hanno mantenuto una linea diretta con Otto Canella, capostipite dei Grimaldi, sono i Grimaldi già signori di Busca e conti di Puget, il cui rappresentante attuale è Cesare Grimaldi e suo figlio.
    La questione poi dei legami tra i Grimaldi di Modica e quelli di Monaco è ancora un’altra vicenda!

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