Il Principe di Monaco, Alberto II, ad ottobre visiterà Modica

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Il Principe Alberto di Monaco sarà in visita ufficiale a Modica il prossimo mese di ottobre. Oggi è stato ricevuto a Palazzo S.Domenico l’ambasciatore del Principato in Italia, Robert Fillon, che ha spiegato come la visita di Modica sia stata una precisa volontà del Principe Alberto che vuole ripercorrere le orme della propria dinastia, i Grimaldi, la cui storia visse nella Contea una delle pagine più importanti. “Il Principe Alberto vuole vedere con i propri occhi il legame della sua Famiglia con il territorio siciliano e modicano in particolare. Ringrazio il Sindaco Abbate per la calorosa accoglienza che ci ha riservato e che riserverà alla Famiglia Grimaldi nel mese di ottobre. In questa mia visita ho potuto ammirare una splendida città, ricca di storia e di arte, che sono sicuro conquisterà anche Sua Altezza”.

L’incontro è servito per abbozzare il programma della visita del Principe che arriverà a Palermo prima di spostarsi a Modica. Hanno preso parte alla riunione i vari attori protagonisti. Filippo Castellet e Innocenzo Pluchino, Ambasciatori di Monaco per il Turismo, il presidente di Soaco, Giorgio Cappello, Alessandro Spadola di Moak, il presidente del Consorzio Turistico, Francesco Frasca Polara, il comandante della Polizia Locale, Saro Cannizzaro, il Segretario Comunale, Giampiero Bella, e il presidente della Fondazione Grimaldi, il prof. Uccio Barone. Quest’ultimo ha illustrato all’ambasciatore le iniziative che la fondazione metterà in campo per celebrare la visita dell’illustre rappresentante della famiglia Grimaldi, spiegando il ruolo che questa Dinastia ha avuto per lo sviluppo del territorio modicano. Tra le iniziative anche la produzione di un volume di poesie di Girolama Grimaldi, figlia del barone Giovanni Grimaldi, che verrà consegnato al Principe. Il sovrano monegasco, accompagnato dalla moglie Charlene, passerà la giornata a visitare i luoghi legati alla storia della sua Famiglia e non solo. Previsto anche un incontro con la stampa a Palazzo S.Domenico. “Per la Città di Modica, la visita del Principe Alberto rappresenterà un grande onore. L’ambasciatore ci ha spiegato quanto Sua Altezza tenga a visitare Modica, tant’è che l’iniziativa è partita proprio da lui. Ci faremo trovare pronti ad accoglierlo nel miglior modo possibile”.

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14 Commenti

  1. Ottima iniziativa per la nostra città, peccato che ad ottobre qualcuno avrà qualche grave problema da risolvere. “Nta codda ruppa ruppa ci va ntô menzu cu non ci cuppa” … e cu ci cuppa macari!

  2. Speriamo che il Comune e la Fondazione G.Grimaldi e l’Opera Pia Michele Grimaldi possono accogliere il Principe Alberto con i dovuti onori.

  3. Giuseppe Polara Lorefice sposa nel 1809 Carolina Grimaldi, figlia di Giovanpietro, Barone di Calamezzana. I Grimaldi di Modica discendono da un ramo di Genova, arrivato in Sicilia nel 1554 ?????? Coincidenza del destino a Modica c’è una via che porta il nome della “baronia” e porta proprio al duomo di san Giorgio, uno dei siti che probalbilmente il principe potrà, volendo, visitare. Penso proprio che “appunto”, “ciccio” e “turi ista” commentatori in rtm , debbano ammarsi di scope, ramazze e secchi e ripulire la via calamezzana in questione.

  4. Mi restano alquanto oscure le ragioni per cui una via debba prendere il nome da una baronia, come di altri casi simili e se una delle famiglie blasonate che ha avuto l’investitura del feudo in questione abitasse in passato nella predetta via, famiglia Grimaldi compresa. E’ d’uopo l’intervento di un professore di storia locale , anche per sapere dove era ubicato detto feudo. Solo dopo si può proporre credo il passaggio per detta via per raggiungere il duomo alla “comitiva principesca”

  5. Nel 1844, quando Ferdinando II di Borbone con sua moglie la regina Maria Teresa, venne a Modica proveniente da Noto (che dall’anno precedente era capoluogo di provincia al posto di Siracusa), fu ospite di Don Agostino Grimaldi, Barone di Calamezzana, proprio nel palazzo la cui entrata per le carrozze e i cavalli si trovava proprio nella via che attualmente porta il nome dei Baroni. Non esistevano ancora (almeno per l’intero tragitto attuale) nè Corso San Giorgio, nè la via Garibaldi, nè la via Francesco Crispi. La strada di collegamento fu proprio finanziata da Ferdinando di Borbone (ps, fu realizzata negli anni fra il 1850 ed il 1855 circa), prevedendovi la realizzazione sia degli attuali altissimi muraglioni di sostegno (in via Garibaldi, che ai tempi fu battezzata via Longa, perchè arrivava fino alla chiesa di Santa Teresa a Modica Alta), sia delle arcate e dei ponti di sostegno nel tratto fra San Giorgio e la curva a gomito sotto il Castello. Non vi dico quale pericolosissima strada ed in discesa percorse il corteo del Re per arrivare, passando nelle viuzze dietro il Duomo di San Giorgio, all’entrata del palazzo nobiliare: molto fu lo spavento che i cavalli e le carrozze “deragliassero”. Fu proprio grazie a questo imprevisto regale che don Agostino ottenne il finanziamento statale (del Regno delle Due Sicilie) per unire la parte alta con la parte bassa della città, allora capoluogo di Distretto (fino a dicembre 1926) e quarta città della Sicilia per numero di abitanti dopo Palermo, Catania e Messina. Dopo i festeggiamenti in città, la coppia reale fu ospite per qualche giorno nella villa di Don Agostino in contrada Gisana (Villa Gisana, dove si conserva la stanza che ospitò il Re e Consorte, insieme a cimeli e ritagli di quotidiani dell’epoca che ne riportano la cronaca). I possedimenti (agrari e residenziali) dei fratelli Grimaldi erano numerosi, nei territori comunali di Modica, Pozzallo, Scicli, Ragusa, Noto e dell’attuale frazione di Frigintini, dove si ammira ancor ora una Torre che era ai tempi di proprietà Grimaldi, lungo una strada che porta il nome di “Calamezzana”.

  6. PS: preciso meglio, il nome della via è appunto “Via Calamezzana”, e non via Clemente Grimaldi, che si trova a Modica Bassa! La predetta via Calamezzana vi si arriva entrando in alto poco sotto le scale di Passo Garaffa, e passando alle spalle del Duomo, essa sbocca proprio alla fine di Corso San Giorgio, prima di via Napoli e dell’incrocio con corso Garibaldi.

  7. Molto bello questo scambio tra commentatori e frequentatori del sito, richiesta di chiarimenti e puntuali spiegazioni. Se il principe di monaco “ci leggerà” credo proprio che non mancherà di passare per la via che porta il nome di un feudo dei Grimaldi di Modica e dalla quale si accedeva al palazzo degli stessi, secondo quando riportato.

  8. Il palazzo si trova lungo il corso san Giorgio e corrisponde al secondo di quattro dei Grimaldi. In esso ospitarono Federico secondo di Borbone con la moglie così come riportato nel seguente link.
    Peccato che i modicano sconoscano o peggio ignorino la Bellezza di un passato irriducibile.
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Modica

  9. Singolare la disposizione urbanistica di Modica, dei palazzi signorili a delimitare le strade più importanti e delle casette popolari alle spalle, che sembrano arrampicarsi lungo le colline. La via calamezzana dunque quasi “parallela” a corso san Giorgio, si onorava di essere attraversata da carrozze e cavalli di nobili signori e per questo forse si onorò del nome di una baronia. La sua “storia” forse è solo sfiorata dalla storia importante solo perchè offriva il passaggio a carrozze e cavalli. Ma se i mattoni di pece potessero parlare, parlerebbero di fatti persone e cose umili, di un senso e significato maggiore di quello che gli darebbe la storia ufficiale. Parlerebbero dei “cuticcia” che c’erano prima dei mattoni di pece, dove le galline vi beccavano l’erba, della “cciànata” di Don Nino così ripida che solo pochi ragazzi riuscivano a percorrerla con le biciclette, di Don Nino, di Don Zuddu, Ronna Nela, di panni lavati “ntò sricaturi ra pila” e stesi ad asciugare sui fili fissati con chiodi sulle facciate delle case a lati delle porte, dei bambini ora festanti correndo o piangenti gridando pianti più eloquenti delle poesie e dei libri di storia, come mistiche litanie offerte al vento e di tutta la vita reale passata sopra. Forse abitata anche dagli ultimi discendenti dei conti, del titolo resta una nobiltà d’animo e un cognome e per pochi il vanto che uno di loro portando un cognome diverso da un palazzo signorile di sotto, arrivò molto in alto. La “lustrera”, l’arco detto il ponte, monumenti nazionali della storia minore di una via, non riportata sui libri di carta, ma nella memoria di chi l’abitò- Saremmo onorati se il principe passasse per questa via. Metteremmo il vestito più bello. La abbelliremo con piante e fiori .

  10. Grazie @levaasabbia per questo dettagli onirici.
    Certo ricorderà dei cuticci, perché li avrà visti asportare, assecondando in solitudine i fatti.
    A Modica si sono rasi al suolo Chiese e conventi e interi palazzi di un livello architettonico straordinario, già sotto tutela da decreti regi; magari solo i cuticci!
    In barba a essi, il modicano non ha risposto, anzi continua ad avallare una strage di iniziative di edilizia non finalizzata al l’essenza oltre che all’arte.
    Per questo, è appurata l’ignoranza diffusa e recalcitrante del mediocre modicano, ibi compresi i rappresentanti, perché esponenti di chi ha deciso di rappresentarli.
    Modica è destinata a una Bellezza oggettiva, ma non destinata alla crescita!

  11. Sig. Storia sono innumerevoli le cose che l’uomo medio asseconda , dovendoli assecondare impotente per forza maggiore, dove per “assecondare” non si intende o non si vuole intendere agevolarere, ma dover assistere senza poter opporsi. Vorrei vedere la chiesa di San Pasquale o di Sant’Agostino a posto di ciò che vedo o una Modica senza scatoloni. Avrei voluto vedere Modica capoluogo di provincia per tanti decenni e non Ragusa, ma qualcuno scelse Ragusa alla capitale della contea. Ancora mi interrogo sui motivi e non trovo risposta nè oniricamente riesco a immaginare Modica come sarebbe adesso. Il signor perfetti non esiste è tutto è sempre relativo a qualcosa di meglio o di peggio, mentre il bene e il male non sempre sono separati e ben delimitati. Comunque io amo i Modicani, sono saggi, sapienti , laboriosi vorrei dire ma non lo dico per non generalizzare. Posso solo dire che Tommaso Campailla, Pietro Floridia, Carlo Papa e più recentemente, nei rispettivi campi Caccamo, Avola e Scarso “sono” Modicani. La città di Modica continua a essere bella e meta di turisti e oggetto di interesse internazionale, non solo per il cioccolato. I modicani hanno ragione di essere orgogliosi di esserlo. Nel conto consuntivo dei dati del bene e del male il bene è di gran lunga in attivo, invito i Modicani a fare ancora di più e meglio, viva Modica e i modicani, nonostante la “svista” di Mussolini. E se il principe di Monaco vorrà passare da via calamezzana che porta il nome di una baronia di proprietà di un Grimaldi ne saremmo onorati, oniricamente.

  12. @turi: grazie! Certamente l’abbattimento di opere di pregio in centro a Modica non potrà mai eguagliare la esaltante laboriosità di molti umili; pochi, ma non troppo, continuano a sfregiare, annientando le zone rurali, prima incontaminate; ora oggetto di residenzialità senza regole, perché sulla carta moltissime erezioni, urbanisticamente laboratori artigianali, realmente abitazioni stile tane di conigli.
    Dunque, paesani che alimentano circuiti edili poco nobili, rispetto alle personalità che citava giustamente nel precedente commento. Modica, alla luce delle nefandezze e della mediocrità, non meritava affatto il titolo di provincia.

  13. I modicani per comprendere come si edificano case e palazzi e costruiscono vie devo venire a Ragusa “nuova”!!!

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