Ematospermia – La gestione di un sintomo allarmante per il paziente. La rubrica del dottore Federico Mavilla

1
1623

Con ematospermia (ES) o emospermia si suole indicare la presenza di sangue nel liquido seminale. Non è infrequente nella pratica clinica del medico di medicina generale incontrare pazienti che riferiscono ES, anche se l’esatta prevalenza e incidenza non sono noti. Di solito gli uomini con ES sono giovani di età <40 anni che riferiscono ES sia come un episodio singolo oppure ripetuto nel corso del tempo (2). In genere è un motivo che genera ansia nel paziente e lo spinge a consultare il medico nel timore di una relazione dell’ES con una neoplasia o una malattia venerea (MTS). La maggior parte dei casi di ES sono ad eziologia benigna, ma è possibile la presenza di una patologia sottostante neoplastica e questo richiede una valutazione clinica accurata e sistematica da parte del medico consultato.

L’ES è comunemente associata a infezioni delle vie urinarie e le cause infettive o infiammatorie ne sostengono circa il 40% dei casi. Negli anni il numero delle ES etichettate come idiopatiche è diminuito per un miglioramento delle metodiche di indagine e oggi le vescicole seminali sono identificate come il principale sito di sanguinamento.
In un approccio clinico iniziale al paziente è importante fare la distinzione tra ES e pseudo-ES che, nel sospetto, si pone in diagnosi differenziale tra un’ematuria o è una presenza di sangue proveniente dal partner. Nei casi dubbi è utile la raccolta dello sperma in un preservativo. Nel caso di co-presenza di ematuria ed emospermia l’approccio diagnostico prioritario è rivolto all’ematuria (comprensivo di citologia urina, tomografia computerizzata, urografia e cistoscopia).
Tra le varie cause di ES vanno considerate anche le recenti procedure urologiche, un prolungato rapporto sessuale, la masturbazione o, in alternativa, un periodo di astinenza prolungata. Và verificato l’uso di anticoagulanti o la presenza di un disturbo della coagulazione.
Nei casi di ES è importante ricordare quattro dati significativi : l’età del paziente (> 40 anni), l’ ES ricorrente o persistente, i fattori di rischio di cancro alla prostata (es. storia familiare), e i sintomi costituzionali (es. calo ponderale, anoressia, dolori ossei).
Gli accertamenti previsti nei casi di ES comprendono: l’esame microscopico delle urine, la spermio-cultura, la citologia delle urine, l’emocromo e i test di coagulazione. Se si sospetta una MTS, è opportuno un test per la clamydia e la gonorrea. Inoltre è raccomandabile il dosaggio dell’antigene prostatico specifico (PSA) che dovrebbe essere dosato negli uomini di età > 40 anni o in presenza di reperti anomali all’esplorazione rettale (EDR) o in presenza di fattori di rischio per cancro alla prostata.
Infatti i tumori maligni dell’apparato genito-utinario, anche se sono raramente associati con ES, dovrebbero essere presi in considerazione negli uomini di età ≥40 anni. Si è visto, infatti, che lo screening per cancro alla prostata, solo lo 0,5% ha avuto ES, ma il 13,7% dei casi con diagnosi di cancro della prostata aveva ES. Inoltre, la presenza di ES è un indice predittivo significativo di cancro alla prostata dopo aggiustamento per età, PSA e EDR attraverso un modello di regressione logistica.

Quindi i fattori determinanti un approfondimento diagnostico sono l’età del paziente, la durata dell’ES e segni e sintomi associati.
In conclusione possiamo dire che l’ES è una condizione ansiogena, ma altrimenti generalmente benigna e autolimitante che è raramente associata ad una patologia di base significativa; nella maggior parte dei casi è considerata idiopatica.
La vigile attesa, la rassicurazione e la valutazione clinica di routine in genere sono sufficienti negli uomini <40 anni di età con ES transitoria senza altri sintomi o segni di malattia. Nel sospetto di una causa identificabile, le infezioni del tratto urogenitale rappresentano l'eziologia più comune di ES negli uomini <40 anni di età. Tecniche di immagine non invasive, prevalentemente l’ecografia trans-rettale (TRUS) e la Risonanza Magnetrica (RM), possono essere utilizzate in uomini di età ≥40 anni con ES persistente o refrattaria o con altri sintomi associati o segni di malattia. Negli uomini di età ≥40 anni con ES è consigliato lo screening per il tumore della prostata.

La redazione di Radio R.T.M. non è responsabile di quanto espresso nei commenti. Il lettore che decide di commentare una notizia si assume la totale responsabilità di quanto scritto. In caso di controversie Radio R.T.M. comunicherà all'autorità giudiziaria che ne facesse richiesta, tutti i parametri di rete degli autori dei commenti.

1 commento

  1. Complimenti Dott.Mavilla e complimenti alla RTM ; trovo questa rubrica ormai presente da anni molto UTILE E INTERESSANTE.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome