Gli uomini si stanno femminilizzando: sterilità in aumento e pene più corto. La rubrica del dottore Federico Mavilla

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Non so se avete avuto l’opportunità di seguire la trasmissione Presa Diretta di qualche giorno fa, in cui veniva riportata una notizia, in cui si parlava della femminilizzazione del maschio, considerata responsabile del calo delle nascite.
E non si intende il fenomeno, per cui molti uomini si depilano o si fanno le sopracciglia, ma la situazione per la quale stiamo assistendo ad un cambiamento dell’evoluzione maschile.
Negli ultimi vent’anni il maschio è cambiato: sono raddoppiati i casi di sterilità e le dimensioni del pene si sono ridotte. Ma cosa sta succedendo?
Pare che la quantità di testosterone presente in un uomo di 60 anni sia molto più bassa di quella di suo padre e che le dimensioni del pene di un ragazzo di oggi si siano accorciate di ben un centimetro rispetto ad una ventina di anni fa.
Ma cosa significa che il genere maschile è in via di estinzione? E quali sono le possibili cause di questo fenomeno? Come sta cambiando l’evoluzione della specie?

Nei Paesi sviluppati pare che una coppia su cinque non riesca ad avere bambini e per provare le gioie della genitorialità debba rivolgersi alle numerose cliniche della fertilità e ricorrere alla fecondazione in vitro.
In vent’anni i casi di sterilità sono raddoppiati e le cause molto spesso sono da ricercare nella difficoltà riproduttiva dell’uomo che se un tempo produceva 300, 400 milioni di spermatozoi per eiaculazione, oggi ne genera circa il 30% in meno.
Il calo dei livelli di testosterone non causa solo difficoltà a generare ma è responsabile anche dell’accorciamento del pene, che negli ultimi anni si è ridotto di più di un centimetro.
Infine, in casi estremi, la “femminilizzazione” del maschio è causa anche della crescita del seno negli uomini.
Cerchiamo di capire quali siano i responsabili del cambiamento maschile.
Geneticamente siamo tutti programmati per essere di sesso femminile, ma durante lo sviluppo fetale accadono dei processi ormonali per cui il futuro nascituro sarà un bambino o una bambina.
Il principale responsabile della differenziazione sessuale è il testosterone che ultimamente però non sta più funzionando correttamente.
Le cause sono parecchie e da ricercare nelle numerose sostanze chimiche che ormai ci circondano sia durante la gravidanza che dopo la nascita.
Non tutte sono ancora conosciute ma ad oggi è stato scoperto che i principali responsabili sono i seguenti:
gli ftalati, una famiglia di composti chimici usati nell’industria delle materie plastiche come agenti plastificanti, ovvero come sostanze aggiunte al polimero per migliorarne la flessibilità e la modellabilità. Sono quindi presenti in moltissime cose tra cui la pellicola trasparente per avvolgere i cibi, le vernici, i detersivi, i profumi e i cosmetici.
I Bisfenolo A ,che è una sostanza chimica usata prevalentemente in associazione ad altre sostanze chimiche per produrre plastiche e resine. Ad esempio il BPA è usato nel policarbonato, un tipo di plastica rigida, trasparente e altamente performante, che viene utilizzato per produrre recipienti per uso alimentare come bottiglie per bibite con vuoto a rendere, biberon, stoviglie di plastica (piatti e tazze) e contenitori per riporre alimenti. Residui di BPA sono presenti anche nelle resine epossidiche usate per produrre pellicole e rivestimenti protettivi per lattine e tinozze. Il BPA può migrare in piccole quantità nei cibi e nelle bevande conservati in materiali che lo contengono.
Molto spesso questi componenti agiscono negativamente già nella vita fetale perché è appurato che i feti maschili siano più sensibili a queste sostanze chimiche rispetto a quelli femminili e tutto ciò sta causando un cambiamento dell’evoluzione maschile e se non si interverrà a breve la specie sarà a rischio di estinzione.

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