Cari lettori, un altro anno se ne va ed uno si appresta ad iniziare. Un augurio desidero rivolgere a tutti voi, unitamente alla redazione, esprimendo ancora sentimenti aperti alla speranza, che, nonostante i problemi e le difficoltà che sono tanti , dobbiamo coltivare.

1.Il disgusto che si prova per tante cose sbagliate accadute nel 2012, non ci chiuda nella malinconia, ma apra il cuore di ognuno alla speranza, sapendo che ogni tempo ha le sue gioie e i suoi dolori e che la vita è un bel dono, e merita in ogni caso di essere vissuta.
2.I giovani, i disoccupati, le imprese, le famiglie che sono stretti dalla morsa della crisi, così da affermare “non ce la si fa più, non è possibile risolvere i problemi”, “è tutto inutile”, ricordino che l’errore più grande è rinunciare, che la sconfitta peggiore è lo scoraggiamento, e che dopo la tempesta la quiete dovrà pur comparire all’orizzonte.

3.Ognuno si sforzi di non giustiziare immediatamente le persone anticipando verdetti di colpevolezza e di condanna. Non nascondiamoci dietro “la teoria dell’indiscrezione” per violentare la vita privata delle persone, né strumentalizziamo per fini ideologici le notizie, né glissiamo su quelle scomode, nascon-dendole.
4.I futuri politici siano franchi e fuggano l’infingimento; cerchino di promettere poco e di mantenere quel che pensano di promettere, visto le imminenti elezioni politiche e anche amministrative.
5.Chi ricopre responsabilità di governo non usi la “doppia morale”: non si può criticare e attaccare il comportamento degli altri, e giustificarlo quando poi si agisce allo stesso modo.
6.I cittadini si sforzino di dare un contributo di idee, di protestare per ciò che è veramente giusto, di essere liberi e onesti nel dare giudizi senza scadere nell’offesa, nella mancanza di rispetto, nel pregiudizio che non guarda il contenuto.
7.Che si abbia il coraggio di sostenere la cultura che oggi serve nel Paese, e cioè quella della “rifondazione dell’etica”, un etica non “predicata” ma “praticata” che deve recuperare, anche se con ispirazioni diverse, il rispetto dell’uomo, delle regole, della solidarietà, della diversità delle idee e delle scelte, dell’umiltà che sa fare autocritica evitando demonizzazioni e banalizzazioni, e quel dannoso manicheismo che divide in buoni e cattivi.
8.Evitiamo di trattare la società, la città in cui viviamo come un secchio o come un pozzo nel bisogno, viviamo in essa con lealtà, impegno e capacità di sapersi mettere nei panni dell’altro.
9.Evitiamo di pensare di essere gli unici possessori della verità, ma sforziamoci di essere persone che si mettono “in mezzo” (non “sopra”, né “al di fuori”), ma tra le “persone”, a contatto diretto con la vita pubblica collettiva, e con capacità di ascolto empatico.
10.Se, infine, c’è chi ha una fede religiosa, metta nelle mani di Dio il presente e il futuro del nostro Paese, metta nelle mani di Dio la sua vita personale, la vita dei governanti, degli educatori, degli operatori della sanità, delle forze dell’ordine, degli operatori dell’informazione, della Chiesa, dei giovani, dei datori di lavoro, delle imprese, delle famiglie, delle forze sociali e sindacali, chiedendogli che ognuno nel 2013 possa spenderla il più ampiamente possibile per il bene non solo personale ma di tutti. Buon Anno!

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