L’indagine della Guardia di Finanza per truffe immobiliari. Gli indagati: impatto mediatico devastante”
Famiglie sconvolte e in particolare due delle tre donne arrestate disperate giacchè, sembra, già alle prese con situazioni personali e delicate. A distanza di 24 ore è il difensore di buona parte degli indagati, l’avvocato Mario Caruso, a dare voce ad una vicenda sfociata nell’arresto di cinque persone, di Modica e Ragusa, a seguito dell’inchiesta della Guardia di Finanza, per associazione per delinquere finalizzata alla truffa. “I miei assistiti – dice il legale modicano – sono sprofondati nella disperazione più totale. L’impatto mediatico è stato devastante. Caruso difende Giovanni e Cristina Conti, di 49 e 26 anni, Lisa Persiani, 29 anni, e Maria Campo, di 47, queste ultime due di Ragusa, mentre Carmelo Nobile, 48 anni, è difeso dagli avvocati Carmelo Di Paola ed Enrico Platania. Nelle prossime ore presenterà istanza di revoca dei domiciliari, ai quali tutti sono stati “costretti”. Cristina Conti, nipote di Giovanni, e Lisa Persiani risultano le più scosse. “La divulgazione delle foto – dice Mario Caruso – equivale ad una condanna anticipata da parte dell’opinione pubblica. Si tratta di soggetti incensurati per cui credo sia stato inopportuno lasciare passare le foto anche sulla base di quanto stabilito da una decisione europea assunta in riferimento a casi del genere nel 2005. Il legale modicano sta studiando attentamente le carte.“Posso fin da ora anticipare – aggiunge – che non intendo dare luogo né a proclami di innocenza da parte dei miei assistiti, né ad ammissioni totali o parziali di responsabilità perché in casi di questo tipo non ci sono mai né santi o diavoli”. Le indagini della Guardia di Finanza di Modica vanno avanti anche perchè potrebbero venire fuori altri soggetti nel contesto degli episodi(allo stato sarebbero state accertate nove truffe) per immobili “fantasma” ceduti al miglior acquirente, atti di compravendita falsi, pagamenti effettuati con assegni scoperti o comunque non incassabili e firmati da interposte persone, fatture per la ristrutturazione di edifici non del tutto pagate alle imprese edili incaricate e acquisizioni di quote di società con meccanismi irregolari. Operazioni che si sarebbero avvalse della connivenza di diversi prestanome e società compiacenti, dichiarazioni mendaci per sviare le indagini. I clienti(la società “madre” era la “Piper ’69, riferimento alla nota discoteca romana degli anni ’60) venivano raggirati con la promessa di lauti sconti sull’acquisto degli immobili “a scatola chiusa”, basandosi solo sulla fiducia. In almeno un caso, ad un cliente particolarmente sospettoso, l’immobile (sempre inesistente) era stato consegnato solo sulla carta






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