Ispica. Processo all’operazione “Blasphemia”. Altri racconti di miraggi, miracoli e apparizioni
Conclusa ieri l’escussione dei circa quaranta testi dell’accusa chiamati a spiegare le finalità e l’attività della Grande Opera di Maria, l’associazione che operava a Ispica in Contrada Barcara-Lanzagallo a Ispica sequestrata dalla Guardia di Finanza nell’operazione “Blasphemia” che portò all’arresto di quattro persone e al sequestro della struttura. E’ stata l’ennesima udienza estenuante quella di ieri davanti al Collegio Penale del Tribunale di Modica(Maggiore, Chiavegatti, Bellingieri). Anche ieri si è parlato di apparizioni, miracoli, lacrimazioni, ma tutti i testi hanno sottolineato di non essere mai stati costretti a partecipare o a versare soldi come, invece, aveva detto in passato qualche altro sostenendo di “dovere” versare la “quinta” mensilmente. Ieri in particolare alcuni testi hanno detto di essere stati presenti a eventi straordinari. “Durante la preghiera – ha detto un pozzallese – notavamo un cambiamento anche nel tono della voce da parte della veggente. Era più dolce. In quel momento capivamo che lei doveva parlare. Lei recepiva messaggi della Madonna ma anche dei santi ma c’erano pure di Padre Pio. Personalmente so della guarigione del figlio di una signora.. Una domenica, dopo la preghiera, eravamo riuniti all’esterno quando in cielo si è formato un doppio sole con arcobaleno. Giovanna Assenza, che era all’interno della casa con le donne che non potevano sapere, le ha invitata ad uscire e guardare il cielo. Le apparizioni avvenivano al campo ogni 14 del mese, ma solo alla Rizza e a Maria Concetta Scivoletto. Avvenivano nel piazzale vicino un albero ulivo. Ora non avvengono più”. Un teste ha parlato della rimozione di alcune sassi da un terreno e di quanto, nell’estrarre con forza una di queste si sprigionò un profumo gradevole mentre sotto era visibile del sangue. “Ho assistito anche alla lacrimazione di Gesù Bambino a casa di iole Rizza”. I giudici hanno fissato le ultime due udienze: il 28 novembre e il 13 febbraio quando si concluderà. Solo Margherita Vernuccio è parte civile. Gli imputati sono i responsabili della Grande Opera di Maria, Iole Rizza, 69 anni, Giovanna Assenza, 59 anni, entrambe ispicesi, e i modicani Orazio Garofalo e Saverio Cannata, entrambi di 72 anni, rispettivamente presidente e segretario, difesi dagli avvocati Michele Sbezzi, Salvatore Poidomani e Giovanni Grasso. Rispondono di associazione per delinquere finalizzata alla truffa.












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