“Confesso di essere stato quasi costretto a scrivere, non per replicare ad affermazioni che mi fanno solo sorridere per la loro approssimazione, ingenuità e malafede, né per valutare gradi di “illuminazione” che, non essendo io un tecnico elettronico, non saprei valutare, quanto per il rispetto, l’affetto e la gratitudine che provo nei confronti di un galantuomo e di una risorsa vera della nostra cultura quale Giorgio Cavallo, che mi ha onorato della sua presenza in giunta quale assessore alla cultura”. Sono parole pesate e pesanti quelle dell’ex sindaco Piero Torchi, il cui specifico riferimento è a un’intervista rilasciata dal professore Antonio Sichera, ieri sera intervistato da Enrica Bonaccorti a “Tornando a casa”, su Radio 1 così espressa. “Modica Miete Culture nasce dall’idea di un sindaco illuminato, che – dopo anni un po’ bui – ha manifestato la grande volontà di riportare la città in linea con la sua tradizione culturale…non a caso ha scelto come assessore alla cultura un’archeologa e non un pubblicitario: tutto questo per far diventare Modica un’agorà nel cuore del Mediterraneo dove saperi diversi si possono incontrare. Questa è l’idea di Contaminazioni: sapere che una comunità non si preserva se non si contamina”. Torchi sottolinea: “Riporto il testo di una e mail, diffusa oggi alla stampa tutta dalla portavoce del Sindaco di Modica, che riprende un passaggio di un’intervista fatta da, presumo, un “esperto” del Sindaco stesso, visto che non mi risulta né che sia stato mai eletto ad una carica rappresentativa, né che sia assessore in carica. Devo questo mio intervento a Giorgio Cavallo e a Fabio Granata, a lungo esperto a titolo gratuito per la cultura, e finanziatore di gran parte dei restauri in città, nella sua qualità di Assessore Regionale. Lo devo alla stessa Anna Maria Sammito, da me confermata e rilanciata quale coordinatrice dei musei cittadini, dopo l’ottima intuizione avuta dal Sindaco Ruta nel nominarla direttrice onoraria del museo. Lo devo a chi mi ha preceduto, durante l’amministrazione Ruta, ed ha lavorato con intelligenza e costanza per la promozione culturale della città, a testimonianza che la memoria non appartiene solo agli accidiosi. Lo devo, consentitemi, anche a me stesso, ed a quanti ci hanno permesso di fare diventare Modica, in quegli anni, capitale della cultura del Sudest e centro motore della promozione culturale in Sicilia. Sono stati gli anni dei grandi appuntamenti nazionali ed internazionali per il cui eco ancora oggi la città viene ricordata. Anni in cui si lavorava, tutti, per restituire dignità alla città con assessori alla cultura come Uccio Barone e Giorgio Cavallo, evitando di sottomettere l’immagine della città a piccole beghe di quartiere in nome di un grande interesse generale
Non abbiamo fatto nulla di eccezionale, solo il nostro dovere, insieme alla deputazione, a molti di quelli che oggi appoggiano questa amministrazione, alle tante risorse culturali di questa città, che non cito per nome ma per le quali, tutte, conservo una straordinaria gratitudine, alla struttura amministrativa e tecnica del Comune che si sono spesso impegnate gratuitamente, alle scuole ed al corpo docente; lo abbiamo fatto anche per rispetto e nel ricordo dei grandi uomini che hanno fatto grande questa città ed a ci dovremmo, tutti, tributare un rispettoso silenzio.
In omaggio a loro evito ogni giudizio su quanto detto, sapendo che al giudizio della politica, dal quale mi astengo, si può sfuggire; a quello della storia e del buongusto no”.

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