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“Diciannove persone, impiegate all’Ato Ambiente Ragusa, hanno perso il loro posto di lavoro e la politica, invece di intervenire e ricreare le opportunità e le condizioni per fare proseguire il rapporto di lavoro, preferisce interrogarsi su chi ha raccomandato il lavoratore, su chi ha assunto, alienando al suo ruolo precipuo ed alimentando polemiche inutili. Distrarre l’opinione pubblica dal vero problema del lavoratore e cercare di agitare le acque su versanti distanti per costruire un bieco consenso politico, dimenticandosi degli stessi lavoratori, sono atteggiamenti che denotano davvero un senso di irresponsabilità”.

Lo riferisce Giorgio Iabichella, Segretario provinciale della Fesica – Confsal, il quale aggiunge, dopo aver incontrato alcuni degli ex-lavoratori Ato Ambiente Ragusa:

“Quei lavoratori, sempre ligi al loro lavoro ed “utilizzati” anche da tutti i Comuni iblei, oggi si ritrovano a dover tutelare la loro immagine, oltre che il loro posto di lavoro, a causa della “mania” di protagonismo di alcuni esponenti politici che anziche’ difenderli li attaccano sul piano personale. La riassunzione di detti lavoratori, all’Ato Ambiente Ragusa, sarà decisa dal Giudice del lavoro, e non deve assolutamente esser giudicata da personaggi operanti nella politica di “basso rango” del Comune Capoluogo”.

Iabichella va anche oltre il confine delle responsabilità politiche e chiede, a quanti oggi stanno attaccando in modo pregiudizievole i 19 ex lavoratori, in cosa sono diversi dai 200 co.co.pro. assunti dall’amministrazione casmenea, dai collaboratori del Comune di Vittoria pochi mesi fa assunti in virtù di una transazione davanti all’ufficio provinciale del lavoro, dai 50 lavoratori del Consorzio Universitario di Ragusa, dai tantissimi precari delle Aziende Sanitarie quotidianamente difesi dalla Politica e dai Sindacati, dai lavoratori del Consorzio Asi stabilizzati qualche giorno prima della chiusura del Consorzio stesso, dai lavoratori delle varie società partecipate dalla città della Contea?

“Ho notato, cosi’ come del resto viene ampliamente evidenziato dai vari comunicati stampa succedutesi, che nessun sindacato così come nessun politico abbia mai preso le difese dei licenziati, anzi tutt’altro. Sorprende la logica dell’indifferenza, anche alla luce dei trascorsi del tutto simili che si sono verificati in provincia di Ragusa”.

“Preoccupa quindi la ritirata di quanti dovrebbero tutelare il diritto al lavoro. Preoccupano le definizioni di “raccomandati”, con tanto di nome e cognome a margine. Preoccupa il fatto che per mere beghe politiche i costi del contenzioso lieviteranno sempre a carico dei cittadini. Il livello della questione è un altro. Si sposti su questo il dibattito se si hanno argomenti per sostenerlo. La bagarre politica venutasi a creare, probabilmente per screditare qualcuno e per insabbiare le colpe di altri, non ci interessa”.

“Incontreremo tutti gli ex lavoratori prossimamente, per ascoltare le loro legittime istanze e per chiedere al Sindaco di Ragusa, una convocazione immediata della Conferenza dei Sindaci. Inoltre, questa segreteria provinciale chiederà un incontro al Prefetto, insieme ai lavoratori, per centrare la giusta dimensione di questi 19 lavoratori i quali chiedono gli siano riconosciuti legittimamente i loro sacrosanti diritti. La politica non faccia errori di attribuzioni e non si sostituisca alla Legge. Ciascuno si occupi del proprio ruolo”.

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