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Gli agricoltori della città di Vittoria, oggi si sentono più tutelati dallo Stato che, attraverso le oculate operazioni della guardia di finanza hanno condotto all’ iniziale sequestro di 15 box della struttura mercatale.
Esprime totale soddisfazione il coordinatore del Popolo delle Libertà di Vittoria, Francesco Trama, per un’operazione di questo profilo, per l’imponente dispiego di operatori, circa 70 unità delle fiamme gialle, che ha condotto alle operazioni conosciute, ma soprattutto per la sensibilità da parte della guardia di finanza ad intervenire su dei processi vitali per l’economia della città, laddove in modo molto intenso e dinamico si concentra il nucleo del comparto agricolo. “Bisogna partire innanzitutto – dice – con l’osservare e regolarizzare il sistema delle concessioni, che come dice bene il colonnello Francesco Fallica, hanno evidentemente fatto registrare fasi di irregolarità. Negli anni poi le operazioni di compravendita delle licenze hanno condotto ad ulteriori distorsioni legislative, e reati di natura non solo fiscale, oltre che di vario genere.
Se da un lato si registra un danno di immagine, purtroppo non unico nei confronti del mercato di Fanello, di contro quanto accaduto deve portare alla conclusione che chi opera nella massima correttezza adesso può che sentirsi tutelato dalla presenza dello stato, e che può quindi competere con la massima trasparenza. Il dissequestro di questi giorni deve altresì far capire che le indagini ed i controlli post blitz continuano nella direzione e nella garanzia di rispetto delle leggi.
Questa operazione tuttavia deve far riflettere la giunta Nicosia, con quale spregiudicata sfacciatagine possono sentirsi lontani e completamente estranei a quanto accaduto? Può il Sindaco e qualche suo assessore far finta di non avere alcuna responsabilità anche indiretta su quanto avvenuto? Se così fosse, il comune di Vittoria non ha alcun legame giuridico con i box e tutto ciò che ruota attorno alle licenze ed alle concessioni?
Purtroppo dobbiam constatare che in questo momento la struttura di Fanello stà attraversando momenti bui, e qui vogliam anche ricordare gli enormi volumi di insoluti, “tappi”, che qualche commissionario ha subito da parte di società abili ed illegali, che hanno ulteriormente danneggiato all’immagine stessa, senza voler ancor citare quando meno di un anno fa giornali nazionali titolavano di droga che circolava attraverso l’ortofrutta vittoriese. La classe politica dirigente locale deve trovare il coraggio e la grinta per individuare soluzioni opportune al rilancio dell’agricoltura tutta, che unitamente alle varie fasi della filiera e della commercializzazione, continuano a subire distorsioni subisce pressioni ed interferenze anche di merce non italiana. Questo oltre ad essere un danno economico è altresì un problema per la salute dei consumatori finali che si trovano spesso ad ingerire ortaggi non prodotti in Italia e coltivati utilizzando molecole di fitofarmaci vietati agli attenti agricoltori del vittoriese”.

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