Modica. Consiglio comunale aperto per ascoltare le ragioni dei “Forconi”. I motivi della vertenza diventeranno delibera consiliare

Su cinque argomenti il consiglio comunale di Modica, convocato per lunedì 13 febbraio alle 19, adotterà un atto deliberativo,( si tratta della piattaforma rivendicativa del movimento dei “Forconi” che da settimane presidia Palazzo San Domenico),e che è stato oggetto stamani, nella sala consiliare di palazzo di Città, di un consiglio comunale aperto affollato e partecipato.
I punti che costituiscono il fondamento della vertenza sono: la rivisitazione del modo e del tempo delle riscossioni tributarie a parte della Serit Sicilia; il blocco immediato dei prodotti agricoli importati dai paesi esteri non conformi alle leggi italiane; la tracciabilità di tutte le merci agricole; l’applicazione dello Statuto siciliano e l’auspicio, infine, della modifica dell’attuale legge elettorale. Ed è su queste rivendicazioni che si è sviluppato il dibattito consiliare alla quale hanno preso parte il leader del movimento dei Forconi Mariano Ferro ( con lui il rappresentante provinciale Aldo Bertolone e quello locale Piero Bellaera) che punta molto sulla giustizia sociale che deve nascere da una ristrutturazione vera del sistema politico che vada nella direzione delle esigenze della gente. Apprezza l’opera dei consigli comunali che hanno aderito alle ragioni del movimento e martedì a Palermo e mercoledì a Catania il movimento riproporrà le ragioni di una lotta che ha creato sì qualche disagio anche economico ma che è pochissima poca rispetto all’enorme danno creato dal sistema (basta pensare ai costi assurdi della politica e ai privilegi ingiusti di chi rappresenta le istituzioni mentre il popolo è alla fame) che continua a tartassare, lavoro, imprese e famiglie ormai ridotti al lastrico. Con i sindacati è disponibile ad intraprendere un percorso comune per confrontarsi e decidere, ma deve tornare ad essere il sindacato delle lotte bracciantili e abbandonare il sistema che ne ha offuscato le prerogative e l’impegno. Per la politica regionale ha annunciato alle elezioni per il rinnovo dell’ARS del prossimo anno la presentazione di una lista per cominciare a cambiare le regole del sistema.
Sulla sintesi tra politica e movimento, sugli aiuti che il Comune può dare in termini di rateizzazione dei tributi, pagamento del credito alle imprese che hanno reso servizi all’ente, sullo sblocco delle concessioni edilizie e sui fondi non ancora impiegati, sulla bontà di una battaglia che richiama il sacrosanto riconoscimento a diritti assoluti si sono espressi i consiglieri comunali Avola, Migliore, Cavallino e Cannata; nel mentre Michele D’Urso ha annunciato la presentazione in parlamento di due disegni di legge ( a firma del parlamentare modicano Nino Minardo, oggi assente, ha comunicato, per motivi istituzionali) che riguardano le agevolazioni sul costo dei carburanti in Sicilia e la dilazione dei pagamenti degli adempimenti fiscali nell’isola.
Si è levata qualche voce critica come quella dei consigli Nino Cerruto e Giorgio Zaccaria che pur vedendo con favore la lotta portata avanti dal movimento ( è stato riconosciuto un atteggiamento saggio e responsabile nella gestione della protesta) bisogna evitare la conquista di facili consensi, compresi quelli personali, che una rivendicazione di questo tipo si porta dietro. Facile dire di sì davanti al popolo dei Forconi quando l’ente vive altri momenti rivendicativi altrettanto importanti come quelle portate avanti dai dipendenti o altre categorie di persone che non l’ente mantengono un rapporto di lavoro. Bisogna evitare, insomma, una guerra tra poveri e dare legittimi riconoscimenti equamente distribuiti.
La voce del sindacato si è espressa con i segretari generali.
La CGIL con Giovanni Avola (che ha lanciato una sfida ai Forconi come quello di stringere unitamente alle forze datoriali un patto per lo sviluppo con la Regione siciliana atteso che le materie rivendicate sono comuni per stabilire quale direzione dovrà prendere la ricchezza prodotta in Sicilia. Su questa vertenza ci sarà una manifestazione regionale a Palermo giovedì 1° marzo). D’accordo sui percorsi comuni, pur non condividendo il metodo sinora seguito dal movimento dal segretario generale della UIL di Ragusa, Giorgio Bandiera così come è emerso dalla posizione espressa da Enzo Romeo che ha richiamato però ad una perimetrazione nell’ambito delle regole e della legalità ogni azione di lotta rivendicando al sindacato la individuazione in tempi non sospetti delle stesse motivazioni oggi oggetto della protesta.
Poi la parola ai parlamentari. Riccardo Minardo ha fatto una breve cronistoria, personalmente vissuta, dei rapporti tra ARS e movimento che si sintetizza nel documento di adesione alla vertenza da parte dell’assemblea attraverso un documento condiviso, l’incontro di Roma con Monti, e ha informato il consiglio che già due tavoli tecnici misti, così come deciso al termine dell’incontro Monti-Lombardo, sono già al lavoro per mettere in esecuzione lo statuto siciliano e in particolare le regole del federalismo fiscale (introitare nell’isola tutto ciò che viene prodotto e non quello consumato soprattutto in materia di idrocarburi) e poi ha illustrato il disegno di legge da lui presentato, si trova nelle attenzioni della terza commissione legislativa all’Ars sulla ristrutturazione della situazione debitorie delle categorie artigianali, dell’autotrasporto, dell’agricoltura nei confronti dell’Inps. Anche se ha avvertito che nessuna garanzia può dare attesa la mano del commissario dello Stato che potrebbe vanificarne l’esito. Sul cambio dei metodi che pratica la politica oggi si è espresso l’on. Orazio Ragusa che vede nel movimento dei Forconi un punto di inizio per sconvolgere le regole e avvicinare le istituzioni al popolo nel mentre l’on. Roberto Ammatuna ritiene che, al di là della condivisione sui motivi della protesta, è necessario partire dal controllo degli eletti. Insomma la partecipazione deve essere momento fondante per la democrazia e di controllo delle istituzioni.
Il dibattito è stato concluso dal Sindaco, ( il presidente del Consiglio ha prima ringraziato gli intervenuti e gli ospiti invitati che hanno dato vita ad un proficuo e corretto dibattito politico come da anni non si registrava in aula e si è impegnato a proporre la vertenza in un atto deliberativo che il civico consesso approverà lunedì sera) che ha focalizzato il suo intervento su quattro punti: sulla capacità della politica di ascoltare le ragioni della gente ; sulla necessità che la politica si spogli dai privilegi scenda dal piedestallo in cui si è collocata e si metta al servizio del popolo; sulla opportunità politica di saper dire no in politica per meglio amministrare; sulla esigenza di non dover sempre garantire chi è titolare di diritti dimenticando chi non ne ha alcuno e infine lanciare una lotta alla burocrazia che così come è strutturata provoca gli stessi danni della grave crisi economica che stanno patendo gli enti e le istituzioni.
Adesso il movimento dei “Forconi” guarda al consiglio di lunedì come tappa finale di una protesta di cui non si conosce la fine.

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