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“Assumere i 19 raccomandati (e loro sanno di essere stati raccomandati e da chi) che, per 2 anni alcuni e per 4 anni altri, hanno frequentato i locali di Ato ambiente, dicono alcuni senza sapere cosa fare, equivarrebbe a legittimare ciò che in realtà alcuni amministratori pubblici hanno fatto illegittimamente e precisamente assumere parenti, compagne e amici in una società pubblica mantenuta con i soldi che noi cittadini paghiamo. Tutto ciò con un metodo di assunzione diretta”. Lo dice il segretario cittadino del Pd di Ragusa, Giuseppe Calabrese, dopo avere appreso i contenuti dell’ordinanza del Tribunale che aprirebbe una serie di spiragli in questa direzione. “Una simile decisione – chiarisce ancora Calabrese – spingerebbe i cittadini comuni, cioè quelli che non hanno conoscenze tra i politici che decidono, a non credere più nelle istituzioni, nella giustizia sociale, ancora meno della già inflazionata credibilità che la politica e la giustizia  hanno oggi. I quattro di cui parla oggi la stampa sono cognati, nipoti, amici e compagni di quel disastroso cda del presidente Vindigni, di qualche ex parlamentare e di qualche attuale componente del collegio dei liquidatori che, a nostro modo di vedere, se avessero rispetto del ruolo pubblico che ricoprono, dovrebbero dimettersi immediatamente. Ieri, durante l’assemblea dei sindaci, abbiamo saputo che i 19 cocopro erano piazzati davanti ai cancelli dell’Ato. Per tale motivo invitiamo tutti i disoccupati della provincia ad organizzarsi e a piazzarsi davanti all’Ato Ambiente a Ragusa, zona industriale, prima fase, dove si vorrebbe consumare un atto di illegittimità senza precedenti. Noi del Pd di Ragusa abbiamo fatto la nostra parte e continueremo a farla alla ricerca di giustizia sociale, ma i cittadini comuni devono ribellarsi ed indignarsi. Una società in liquidazione, una società pubblica a cui è impedito di assumere per legge regionale, un caso su cui indagano Procura e Guardia di finanza su presunte assunzioni clientelari, rappresenta una vicenda completamente ignorata da alcuni gruppi di potere che, come vedete, non si fermano davanti a niente. Nell’attesa che il Procuratore capo di Ragusa determini la conclusione delle indagini, nella speranza che la commissione parlamentare d’inchiesta su presunti illeciti riguardanti il ciclo dei rifiuti intervenga a fare luce su una questione dai contorni sempre più bui, chiariamo sin da ora che il Pd continuerà la propria battaglia di equità e giustizia sociale contro i raccomandati e contro chi il potere lo utilizza a fini privati”.

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