“Nonnini viziosi”? Scicli, abusi su minorata. Processo in bilico
C’è la possibilità che il processo per l’indagine che fu denominata “nonnini viziosi”, approdato all’attenzione della Corte di Cassazione, possa tornare a celebrarsi per una sola imputazione che i magistrati ritengono poco chiara nelle motivazioni. I magistrati romani dovranno sciogliere questa riserva nelle prossime ore. Come si ricorderà gli imputati sciclitani furono tutti prosciolti con la più ampia formula dal Gup del Tribunale di Modica, Maurizio Rubino il 10 giugno dello scorso anno. In tutto nove anziani, di età compresa tra i 64 e gli 85 anni. Il Procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, impugnò tale proscioglimento. Il pubblico ministero, in buona sostanza, ha ritenuto inutile passare per il giudizio di secondo grado, sostenendo che nella sentenza del Gup ci fossero delle violazioni di legge per cui era andato direttamente in Cassazione. I nove anziani erano stati accusati di violenza sessuale aggravata, lesioni, sequestro di persona e minacce aggravate con uso di coltello, reati che sarebbero stati commessi sino al 2008 a Scicli ai danni di una giovane minorata psichica. In effetti il Gup aveva assolto due imputati degli nove imputati che avevano chiesto il giudizio abbreviato, mentre aveva espresso sentenza di non luogo a procedere nei confronti dei rimanenti. Il Procuratore della Repubblica aveva chiesto la condanna a nove anni per uno, l’assoluzione per l’altro richiedente l’abbreviato e il rinvio a giudizio per il resto del gruppo. L’inchiesta aveva tratto origine dal ricovero in ospedale, in seguito alle violenze subite, della vittima, che si era confidata con le operatrici sociali che l’avevano in cura. Sentita dai carabinieri e dal pubblico ministero, la giovane disabile aveva confermato le accuse. I difensori sono Francesco Riccotti, Ignazio Galfo, Francesco Drago, Guglielmo Manenti, Alessandro Settinieri, Franco Vindigni e Teo Gentile. Qualcuno degli imputati è già deceduto.






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