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Indagini concluse e processo fissato al prossimo due febbraio davanti al Giudice per le Udienze Preliminari. Si tratta del procedimento penale per la morte di Orazio Linguanti, l’operaio modicano, all’epoca di 43 anni, deceduto il 27 maggio del 2008 mentre lavorava nel cantiere della società della quale era dipendente, ovvero la “Occhipinti e Corallo”, specializzata nella lavorazione della pietra, ai confini tra i territori di Modica e Ragusa. Unica indagata è la titolare dell’azienda, patrocinata dagli avvocati Maria Platania e Loredana Calabrese. Secondo il medico legale dell’allora Azienda Sanitaria Locale di Ragusa, e a seguito del sopralluogo effettuato il giorno dopo dagli ispettori del lavoro, Linguanti sarebbe salito su una scala per smontare un motore e poi sarebbe inciampato con un piede, precipitando da un’altezza di circa tre metri. Per sua sfortunata avrebbe sbattuto la testa contro una pietra. Si dall’inizio nel registro degli indagati era stata iscritta solo la legale rappresentante dell’impresa, sulla quale pende l’accusa di omicidio colposo. Orazio Linguanti, in ogni modo, non sarebbe deceduto sul colpo. Del suo incidente si sarebbe accorto il titolare dell’azienda che avrebbe chiamato il 118. L’ambulanza è giunta dopo appena sette minuti sul posto. I sanitari avevano tentato di rianimarlo ma poi sopraggiunse il decesso. Nel procedimento saranno parti civili la moglie e i figli dell’uomo.

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