“Territorio” affronta il tema dell’ordinanza ANAS che ha imposto l’obbligo di tenere le catene antineve a bordo delle autovetture. E lo fa al fine di approfondire il vaglio di un’impugnabilità tanto dell’ordinanza stessa quanto delle sanzioni che dovessero essere inflitte agli automobilisti. Ciò per una serie di ragioni.
Innanzitutto, dichiarano il Presidente dell’Associazione Michele Sbezzi ed il segretario, nonchè sindaco di Ragusa Nello Dipasquale, per l’impossibilità che perfino i più volenterosi si adeguino tempestivamente al rispetto di un obbligo privo di preavviso, venuto a cadere in una località ove, com’è noto, le scorte di catene antineve sono scarsissime presso qualsiasi punto vendita.
In secondo luogo per la discutibile utilità della misura, imposta in una zona climatica in cui una sporadica gelata, limitata a qualche zona, non sembra sufficiente a creare le condizioni perché le catene possano davvero essere utilizzate senza creare danno al manto stradale, oppure senza rompersi dopo pochi metri di percorrenza.
E perfino a tutela dell’immagine di terzietà dell’ente amministrativo e dello stesso apparato dello Stato, certamente danneggiato, come accadde anni fa quando fu per qualche mese obbligatorio l’adesivo con i limiti di velocità, dalle insinuazioni che più d’uno ha fatto circa l’esistenza di un particolare favore verso produttori e commercianti del settore.

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