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Aveva litigato con il padre e non avendo dove andare a vivere aveva occupato l’abitazione di una zia che in quel periodo si trovava in Francia. Un’occupazione abusiva e arbitraria che lo ha costretto a subire un processo penale celebrato dal giudice monocratico del Tribunale di Modica, Antongiulio Maggiore, che lo ha condannato ad un mese di reclusione e centocinquanta euro di multa, pena sospesa, nonostante il suo difensore, l’avvocato Ignazio Galfo, avesse puntato sull’assoluzione riconducendo la sua arringa sullo stato di necessità. L’imputato e Giuseppe Battaglia e i fatti sarebbero stati denunciati il 10 novembre del 2008 ai carabinieri. Il giovane ha spiegato al magistrato, vivendo con la sua famiglia nella casa del padre, a seguito di un diverbio con quest’ultimo, era stato costretto a fare armi e bagagli e a lasciare quell’abitazione perchè il genitore “lo aveva buttato fuori”. Era andato a risiedere, pertanto, nell’abitazione della zia, Nicole Delmas, della quale aveva le chiavi. “Me le aveva date mio padre – ha spiegato – e quando ho detto di non sapere dove andare, lui stesso mi ha suggerito di andare nell’abitazione della zia giacchè questa non risiedeva in città. Con me c’erano mia moglie e i due bambini”. Il pubblico ministero, Diana Iemmolo, aveva chiesto una condanna di natura pecuniaria visto che aveva proposto una pena di ottanta euro.

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