Si è concluso con la condanna a dieci mesi di reclusione il primo processo nei confronti di uno dei clandestini sbarcati lo scorso quattordici febbraio sulla costa ragusana. Il giudice monocratico del Tribunale di Modica, Anton Giulio Maggiore, ha deciso di condannare il tunisino Maamar Ali Ben Salhi, 36 anni, difeso dall’avvocato Salvatore Poidomani, anche se non ha ritenuto applicare il provvedimento di espulsione, ritenendo valide le motivazioni dell’uomo, reiterate durante l’arringa del suo difensore, sulle difficoltà che si stanno vivendo in questo periodo nella sua patria. Era stato arrestato a Pozzallo. Il pubblico ministero, Diana Iemmolo, aveva chiesto in precedenza la convalida del provvedimento restrittivo e il mantenimento in carcere accolta dal magistrato che, però, adesso ha deciso per la remissione in libertà. Nell’udienza conclusiva, celebrata con il rito abbreviato, lo stesso piemme aveva chiesto la condanna con la continuazione, a un anno e sei mesi. L’uomo aveva sollecitato clemenza per via, come si diceva, della situazione nel suo Stato dove già un fratello era stato ucciso. Durante i controlli, nel corso delle interviste per gli accertamenti, aveva declinato false generalità dicendo di chiamarsi Kamel Ben Dinar, anche se la data di nascita era giusta. Attraverso i terminali del Consolato Tunisino è emerso che aveva fornito un alias e dal reale nominato è risultato essere già con una lunga trafila di provvedimenti penali e oggetto di espulsione.

Print Friendly
Share